Ecco che fine hanno fatto le “vele” del Maestro Turcato: gettate come rifiuti tra le erbacce del deposito comunale. E’ questo il rispetto che l’amministrazione del sindaco Del Ghingaro mostra a Viareggio e ai grandi artisti che hanno amato la città. Giulio Turcato, uno dei più grandi pittori e scultori dell’astrattismo informale italiano, esponente di primo piano dell’avanguardia del dopoguerra (come scrisse il New York Times alla sua morte avvenuta nel 1995), era nato a Mantova nel 1912 e aveva vissuto per lo più  a Roma. Negli ultimi anni della sua vita però aveva scelto Viareggio come luogo di residenza ed è proprio a Viareggio che lui e sua moglie Vera hanno voluto essere sepolti. Come omaggio e ringraziamento alla nostra città che lo aveva accolto, Turcato nel 1990 volle regalare a Viareggio un complesso scultoreo che è una delle più importanti strutture artistiche del Novecento italiano: le “Oceaniche”, dette più semplicemente “vele” per le svettanti linee verticali. La sua ultima grande scultura realizzata sul progetto originale esposto alla Biennale di Venezia. Fu lo stesso artista a chiedere che le Oceaniche – evocazione di primitive imbarcazioni, surf e colori dell’estate (furono disegnate durante un viaggio in Kenya) – fossero poste davanti al mare, in Piazza Puccini o comunque in Passeggiata. Le amministrazioni che se ne occuparono (ci vollero alcuni anni per realizzare il progetto e circa 50 milioni delle vecchie lire donati dalla Banca Toscana) furono concordi sul sito: Piazza Puccini. Sarebbe dovuto essere l’inizio di un’evoluzione verso la contemporaneità, rispettosa del passato, dell’intera Piazza. Così non fu. Ma le “vele” non hanno smesso di essere il simbolo di una Viareggio diversa, che c’è stata e c’è ancora, ma nascosta e non rappresentata.

Infine l’esito impensabile, culturalmente più drammatico e al tempo stesso grottesco. Al sindaco Del Ghingaro, lo “straniero” che non ama Viareggio, quell’opera non piace. Ci sarebbe da ridere e invece si piange: l’amministrazione ha fatto sparire le “Oceaniche” nel silenzio, con un colpo di mano, senza dare spiegazioni. E dove le ha ‘collocate’ o per meglio dire buttate? Al deposito comunale tra le erbacce, rifiuti, ferraglia e cassonetti dell’immondizia. Non ci sono parole per definire un simile spregio.

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ultimo aggiornamento: 29-12-2019


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