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Emergenza Coronavirus e “divieti”, se usciamo cosa rischiamo? Lo spiega l’avvocato Bartolini

Con l’emergenza Coronavirus non possiamo più uscire di casa ma se lo facciamo che cosa rischiamo?
Lo spiega l’avvocato Fabrizio Bartolini del Foro di Lucca, con studio a Viareggio
Coloro che in questi giorni verranno fermati dalle pattuglie e si vedranno contestare l’art. 650 c.p.
Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’08 marzo 2020 come tutti sappiamo ha stabilito il divieto per chiunque di uscire di casa e transitare nelle nostre strade sia al di fuori del Comune che all’interno del Comune di residenza
Si può uscire solo per comprovate esigenze lavorative, di salute o di necessità.
Come si evince dalla lettura della norma le motivazioni per cui si è usciti di casa debbono essere dimostrabili.
Quindi se esco per necessità, ad esempio per andare in farmacia e al supermercato dovrò avere con me lo scontrino.
Se vado a lavorare le autorità potranno fare i dovuti accertamenti e recarsi dal datore di lavoro e chiedere se effettivamente il lavoratore fermato si è recato in quel giorno ed ora al lavoro.
Sul sito del Ministero è disponibile una autocertificazione che dovremmo portare con noi al momento in cui usciamo di casa.
Preciso che contravvenire alla normativa non è affatto da furbi ma un gesto irresponsabile in quanto se ci atteniamo alle regole tutti assieme usciremo prima da questa situazione paradossale che ha ripercussioni su tutti noi sia sul piano della salute che economico.
In questi giorni e sempre più si sta assistendo ad un controllo massivo da parte delle pattuglie che fermano causalmente e già si leggono sui quotidiani di persone denunciate per aver violato il decreto.
Attenzione: se si viene fermati in una strada ove il transito non è essenziale per le necessità che ho dichiarato, commetto il reato di cui all’art. 650 c.p e le forze dell’ordine procederanno alla identificazione della persona fermata chiedendogli l’elezione di domicilio e cioè dove vorrà che le successive notificazioni gli vengano inviate e gli chiedono se hanno un difensore di fiducia da nominare, altrimenti verrà nominato un difensore di ufficio.
Attenzione: l’elezione di domicilio è consigliabile farla presso la propria residenza e non presso l’avvocato che potrebbe non accettare la nomina.
Da quel momento si aprirà un procedimento penale per la violazione dell’art. 650 c.p.
Cosa dice l’art 650 c.p.?
Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità (1) per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene (2), è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato [337, 338, 389, 509] (3), con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a duecentosei euro (4).
Questa è una contravvenzione ma non amministrativa e cioè non è la classica multa per divieto di sosta.
E’ un reato vero e proprio con tutto ciò che ne consegue.
Quindi da quel momento scatta un procedimento penale vero e proprio.
E’ probabile che successivamente verrà comminata una ammenda con decreto penale di condanna.
L’ammenda consiste nel pagamento di una sanzione ma non è di carattere amministrativo ma è una vera e propria pena come l’arresto e reclusione.
Se pagate l’ammenda ammettete il reato e corrisponde all’esecuzione della pena e va sul casellario giudiziale ed il soggetto non sarà più incensurato con tutto ciò che ne può conseguire anche sul piano del lavoro.
Nel casellario non ci sarà scritto che il soggetto era uscito di casa per il Covid 19 ma che invece questi ha commesso il reato dell’art. 650 c.p.
Se ciò dovesse avvenire bisogna contattare il proprio avvocato appena si riceve la notifica riguardante il procedimento in corso ed in particolare nel caso di decreto penale di condanna.
Entro 15 giorni il decreto penale di condanna si può opporre e si potrà chiedere una oblazione che corrisponde ad una somma da pagare ( anche se l’art. 162 bis stabilisce che l’oblazione possa essere richiesta prima dell’emissione del decreto penale di condanna in realtà giurisprudenza costante ammette la possibilità di richiederla in sede di opposizione)
Solo così, pagando la somma per l’oblazione il reato si estinguerà e non si avranno conseguenze sul piano penale.
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Aggiornato il: 14-03-2020 14:30