Pur comprendendo la necessità di trovare conforto nella fede in un momento come questo, aprire le chiese la domenica di Pasqua sarebbe un azzardo troppo grosso. Gli assembramenti sono ancora vietati, a maggior ragione in luoghi chiusi, e ritrovarsi tutti insieme dentro una chiesa potrebbe veramente vanificare gli sforzi fatti fino ad ora.

Da credente, capisco l’importanza della partecipazione e della condivisione del sacramento, ma temo che per molti potrebbe diventare una scusa per uscire, con autocertificazioni fasulle che raddoppierebbero, guarda caso, il numero dei fedeli.

Fossimo già nella ‘fase 2’ potremmo pensare a grandi spazi aperti, come ad esempio le piazze, dove accogliere un numero contingentato di persone ad una distanza di sicurezza che superi il metro, oltre naturalmente alle protezioni basilari (mascherine e guanti).

Ma ad oggi è ancora troppo importante l’isolamento per limitare il numero dei contagi e tutto sommato l’idea di celebrare la resurrezione di Cristo all’interno delle proprie abitazioni rende ancora più intimo il dialogo religioso.

Facciamo uno sforzo spirituale, oltre che fisico: ne saremo ricompensati.

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ultimo aggiornamento: 10-04-2020


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