Spiagge nella fase 2 dell’emergenza Coronavirus: saranno davvero cosi la prossima estate? Tre metri di distanza tra un ombrellone e l’altro e poi barriere di plexiglass. Non solo: accessi scaglionati in base all’età dei clienti, prenotazione obbligatoria e igienizzazione tecnologica dei locali comuni come le docce, i bagni e i bar. Ne danno notizia i colleghi del Messaggero in un articolo, pubblicando anche le immagini dei primi progetti, che a quanto racconta il sito Il Faro sono di una società del modenese, la “Nuova Neon 2” di Serramazzoni. Si tratta di box trasparenti realizzati con pareti di plexiglas e profili in alluminio. I box sono quadrati, di 4,5 metri per lato con un “accesso” da un metro e mezzo di ampiezza. Il titolare dell’azienda del progetto, Claudio Ferrari, racconta di aver provato a immaginare il ritorno in spiaggia: “L’idea nasce dal duplice scopo di proteggere e far ripartire le attività. E secondo noi può funzionare”. L’azienda ha progettato su una spiaggia della riviera romagnola box trasparenti con pareti di plexiglass e profili in alluminio, di 4,5 metri per lato con un “accesso” da un metro e mezzo di ampiezza. Ma tra le proposte c’è anche quella quella di lasciare almeno tre metri tra un ombrellone e l’altro, in aggiunta a barriere di plexiglass da interporre tra ogni coppia di lettini”. Le richieste di queste “protezioni” sono arrivate sia dai balneari sia dai ristoratori”. E’ di ieri la notizia, pubblicata anche da Versilia Today, che la ministra Lorenza Bonaccorsi è già al lavoro per la ripresa del turismo balneare per la prossima stagione estiva. Il sindacato Balneari chiede però “un’ordinanza nazionale che stabilisca modalità uniche per tutto il territorio”. Intanto ci si interroga su come sarà possibile fare i bagni in mare… e come ci si comporterà sulle spiagge libere.

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ultimo aggiornamento: 14-04-2020


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