"Un anno di inerzia": il centrosinistra chiede le dimissioni di Coluccini per il bene di Massarosa - Politica Massarosa Versiliatoday.it

“Un anno di inerzia”: il centrosinistra chiede le dimissioni di Coluccini per il bene di Massarosa

Il centrosinistra chiede le dimissioni di Alberto Coluccini per il bene di Massarosa.

Conferenza strampa questa mattina in municipio del Partito Democratico, Sinistra Comune, Massarosa domani, Massarosa Futuro e Noi per Massarosa

“Il bilancio di previsione 2020 presentato dall’amministrazione Coluccini, opera scelte devastanti senza alcun precedente nella storia di Massarosa e in altri comuni, a memoria d’uomo. Si opera l’eliminazione dei servizi scolastici non obbligatori: asili nido, mense scolastiche, trasporti scolastici. Il taglio del resto è già nelle cose, perché l’amministrazione non ha proceduto a bandire le gare e a organizzare l’iscrizione ai servizi da parte delle famiglie. E il taglio si badi bene è relativo ai tre anni del bilancio 2020-22. Siamo di fronte quindi a un documento drammatico ed epocale, un documento che rischia di vanificare gli sforzi di sei generazioni di massarosesi che hanno costruito un comune moderno e ricco di servizi. Ma lo scempio di Massarosa non finisce qui”.

Spiega l’opposizione

“Si opera il taglio dei contributi alle associazioni che gestiscono i cimiteri e i campi sportivi: soprattutto nel primo caso, la prosecuzione di questi servizi appare difficilmente sostenibile da parte delle associazioni di volontariato – proseguono: “Si opera il taglio degli sgravi fiscali, con la conseguenza che le famiglie più povere e i pensionati pagheranno integralmente la TARI. Si opera il taglio di tutte le politiche sociali e di tutte le attività poste in essere negli ultimi anni. Si opera il taglio delle attività culturali, con l’eccezione del Premio Letterario Massarosa, affidato alla Fondazione Scibetta. Alcuni servizi non sono in condizione di ripartire, come il museo di Massaciuccoli, di funzionare, come i centri civici, o funzioneranno ad un livello inaccettabile, come la Biblioteca di Stiava”.

“Il bilancio 2020 è figlio della scelta sciagurata, assurda e infondata del dissesto. Il dissesto e il predissesto furono fatti sottostimando le entrate del Comune e riempiendo la spesa di fondi di garanzia fittizi. Adesso, in un comune che non ha mai avuto un centesimo di superfluo, arrivano le conseguenze: il taglio di servizi non obbligatori, ma essenziali – aggiungono – : “Il Comune rinuncia a perseguire le entrate. Mentre altri comuni iscrivono milioni di euro di multe, Massarosa iscrive 100.000 euro, quando storicamente si iscrivevano 600.000 euro al netto dei fondi di garanzia. Per dare la dimensione dei problemi storicamente gli asili nido comunali costavano fra 400.000 e 500.000 euro, il servizio di scuolabus 150.000 euro. Il fondo della lotta all’evasione è pressoché azzerato. Tutto questo è frutto dell’inerzia assoluta su tutti i fronti dell’amministrazione Coluccini. Il Sindaco del resto l’ha detto: questo è un bilancio ragionieristico. Non si fa niente, a tutto ciò che non è automatico si rinuncia e di conseguenza si taglia tutto. Vi è anche una clamorosa sottostima delle entrate da oneri di urbanizzazione, frutto dell’inerzia e della volontà di inerzia di un settore completamente abbandonato. E’ inaccettabile non lavorare su richieste di varianti e di permessi che portano posti di lavoro e risorse al Comune. Si conferma sulle carte ciò che abbiamo sempre detto: Massarosa è un Comune povero di risorse, con molte esigenze, senza un centesimo di sprechi. Un rigore estremo, che farebbe saltare il 90% dei comuni italiani avrebbe portato a questo. E adesso ci siamo”.

“Si raccolgono i frutti di un anno di follia del quale le forze politiche di maggioranza (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia) portano una responsabilità non minore del Sindaco, avendolo scelto, sostenuto in ogni circostanza e votato tutti gli atti sciagurati di questo anno – concludono -: “Il fatto che alcuni consiglieri di lunga esperienza si siano sfilati dimostra che chi conosce il territorio e ha maturato una lunga esperienza istituzionale non può accettare che il nostro comune venga distrutto sull’altare di risichi toscani, dove niente si può muovere perché ci sono le regionali e se Massarosa viene distrutta che importa.Noi non crediamo che un documento di questo genere possa raccogliere il voto di nove cittadini massarosesi che votino in consiglio comunale contro la propria gente. Per chi ama Massarosa il momento è decisivo”.

L’appello è alla mobilitazione democratica, pacifica, non violenta, civile ma fortissima

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Aggiornato il: 04-07-2020 17:58