Si è svolta ieri pomeriggio, martedì 21 luglio 2020, sulla Piazza della Chiesa di Sant’Anna di Stazzema la cerimonia per il conferimento dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Federale di Germania (Verdienstkreuz am Bande) per le “particolari benemerenze acquisite verso la Repubblica Federale di Germania” ad Enrico Pieri e ad Enio Mancini.

A consegnare l’importante riconoscimento, il Ministro Annette Walter, Capo ufficio culturale dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania a Roma in rappresentanza del Presidente della Repubblica Federale di Germania Frank-Walter Steinmeier, alla presenza del Sindaco di Stazzema Maurizio Verona.

“Enrico ed Enio ci hanno trasmesso dei valori importanti ed hanno insegnato a tanti giovani che nazismo e fascismo sono delle ideologie criminali”- ha detto il Sindaco Verona. “L’Europa è l’antidoto, come dice spesso Enrico Pieri, contro la violenza tra popoli: pertanto chi è contro l’Europa non è per la libertà e per la democrazia”.

Il Ministro Annette Walter ha consegnato ai due superstiti le onorificenze. “Il Processo in Germania è stata una delusione e di questo c’è consapevolezza”- ha commentato, rivolgendosi a Pieri e Mancini. “Siete esempi di umanità: la Germania vi ringrazia di cuore per quello che avete fatto e per il vostro impegno nel diffondere i valori di pace e di fratellanza. Avete dato un grande contributo alla Germania e all’Europa”.

Enio Mancini, 6 anni all’epoca, fu risparmiato da una giovane SS che sparò in aria invece di ucciderlo. “Ringrazio la Repubblica Federale di Germania per questo inaspettato riconoscimento che fa molto piacere. Ma in Germania non è stata fatta giustizia: avremmo voluto che almeno Sommer venisse riconosciuto colpevole (in Italia venne condannato, contumace, all’ergastolo in via definitiva per la strage di Sant’Anna di Stazzema, ndr) ma così non è stato. Abbiamo tanti amici in Germania che hanno seguito con grande interesse e dedizione la nostra causa, ma non è stato possibile fare giustizia. Non si possono perdonare le ideologie”.

Enrico Pieri è uno dei bambini di Sant’Anna sopravvissuto alla strage. Aveva 10 anni nel 1944 e vide massacrare i suoi cari vennero uccisi davanti a lui, nascosto nel sottoscala della cucina. Rimase completamente solo. “Sono un convinto europeo. Sono stato emigrante in Svizzera per 32 anni e so cosa voglia dire essere italiano e discriminato. Per questo riconosco l’importanza dell’Europa unita”. Enrico viveva a Berna e quando per suo figlio Massimo arrivò l’età scolare, dovette scegliere se mandarlo ad una scuola francese o ad una tedesca. Lo mandò a frequentare una scuola tedesca: una scelta assunta con piena consapevolezza. “Ho perdonato il popolo tedesco, non l’ideologia. Erano gli anni decisivi per la realizzazione dell’Europa unita e non la si poteva costruire senza la Germania e soprattutto senza il popolo tedesco. Oggi abbiamo bisogno dell’Unione Europea ed abbiamo bisogno di pace”.

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