I temi della differenza di genere, della libertà femminile, della violenza sulle donne e del superamento delle ingiustizie in ambito salariale e di carriera, con un effettivo riconoscimento delle competenze e delle caratteristiche personali scevro da pregiudizi, non possono non assumere una posizione centrale all’interno del programma di una forza politica democratica, rivoluzionaria, propositiva, che pensa e si batte per orizzonti di maggiore giustizia e libertà.

Lo scrivono le candidate con Roberto Balatri di Viareggio a Sinistra:

Il primo tema da affrontare è sicuramente quello relativo alla violenza sulle donne, che non si limita ai gravissimi casi di femminicidio ma che si manifesta in moltissime e diversificate forme, considerate minori e sottovalutate, ma che costituiscono il terreno di coltura di un sentire discriminatorio e la base di un senso di possesso nei confronti delle donne che porta ai gravi atteggiamenti violenti, che purtroppo non sempre emergono. L’attività svolta dalla casa delle donne con il centro antiviolenza è, in questo senso, insostituibile e la, si spera superata, volontà di togliere la storico stabile in pineta di ponente, ha dell’inaudito. Positive sono anche le attività a sostegno della creatività femminile, della formazione e della promozione della cultura svolta dal centro.

Difficile e destinato purtroppo ad aggravarsi con il covid-19 è l’aspetto occupazionale, con dati relativi al lavoro delle donne sempre più preoccupanti, un mondo del lavoro in cui si riconoscono sempre meno i diritti di tutti i lavoratori ma soprattutto delle lavoratrici, come il diritto alla maternità, alla cura e al rispetto dei tempi da dedicare alle/ai figlie/i da parte dei genitori, all’equità salariale.

Altro tema scottante è quello relativo alla salute, che dovrà essere affrontato con la medicina di genere, l’unica capace di cogliere la specificità femminile. In relazione alla maternità e alla sessualità consapevole, dovremo batterci per potenziare i consultori, affermare il diritto alla contraccezione gratuita e all’aborto, che richiede un intervento teso a sanare l’attuale situazione caratterizzata da un elevato numero di medici obiettori presso il Versilia ed anche la tutela dell’aborto farmacologico.

Indubbiamente la scuola e i centri culturali possono costituire un volano per diffondere queste idee, per stimolare l’adozione di modi di pensare diversi e la consapevolezza che ognuna di noi è depositaria di risorse e valori unici che dobbiamo coltivare, far valere e far rispettare nell’interesse di tutte e tutti. Importante, in questo percorso, è la dimensione collettiva, il mettere in rilievo che lo scambio, l’aiuto reciproco, la riflessione e l’impegno comuni siano momenti irrinunciabili per affermare, far emergere e consolidare queste istanze di libertà e di giustizia. La presenza fattiva sul territorio del movimento Non una di meno, che rimane tassativamente un movimento Apolitico e apartitico, ha assunto e deve sempre più assumere una funzione propulsiva e propositiva, capace di coinvolgere le giovani e le giovanissime in un percorso difficile, denso di ostacoli ma affascinante, il solo che potrà condurre verso orizzonti di equità, giustizia e libertà.

Come candidate, come donne e come militanti di Non una di meno Viareggio, ci impegneremo a tenere alta l’attenzione verso tutti questi temi, con l’obiettivo di poter ampliare in tutta la città, attraverso la riqualificazione di edifici in disuso, sportelli di ascolto per tutte le donne in difficoltà.

Antonella Santini, Stefania Ghignoli, Federica Giannini, Luna Caddeo, Matilde Benedetti, Romina Cortopassi.candidate al consiglio comunale per Viareggio a Sinistra e militanti in “Non una di meno Viareggio”

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