Giorgio Del Ghingaro, 61 anni, tributarista. Già sindaco di Viareggio, dal 2015, e candidato alle prossime elezioni con l’appoggio di 7 liste civiche e la lista del Partito Democratico

Quali sono secondo lei le priorità che dovrà affrontare il neo sindaco di Viareggio?

Il sindaco deve amministrare nel modo migliore possibile la città. Quando siamo stati eletti, ci siamo messi al lavoro: nonostante i problemi economici abbiamo iniziato a finanziare e realizzare interventi per la città. Le opere pubbliche, le manifestazioni culturali e musicali, il sostegno alle fasce più deboli. Sono passati gli anni, è arrivato il Covid e abbiamo potuto affrontarlo, con grande dignità e senso di responsabilità da parte di tutti i viareggini, con i conti in grado di reggere all’emergenza.

La nostra priorità da sempre è quella di tradurre i progetti in azioni concrete: lo abbiamo fatti nei 5 anni di governo, lo faremo nel prossimo mandato.

Si parla da anni di mobilità sostenibile: quale è la sua posizione riguardo ai parcheggi e alla viabilità della città?

Lo sviluppo sostenibile del territorio è una delle priorità della nostra coalizione. La città di Viareggio, per la sua conformazione pianeggiante, per il clima mite e la bellezza paesaggistica ha tutte le caratteristiche per diventare “città della bicicletta”. In questi anni abbiamo implementato molte ciclabili, prima fra tutte quella lungo la Passeggiata che mancava dello strato di asfalto in superficie: adesso è un’unica linea rossa che corre dal molo alla terrazza, e da lì, lungo Città Giardino tra il verde sistemato e le fontane ritrovate, si arriva alla fossa dell’Abate.

Nei prossimi cinque anni andremo a lavorare proprio sulla mobilità dolce, penso ad esempio ad un collegamento fra il centro e la Cittadella del Carnevale. E poi Torre del Lago, che per natura, può fare dello spostamento in bicicletta anche un tema di sviluppo turistico, collegando bene i camping con il lago e il mare.

Riguardo i parcheggi la nostra posizione è nota: dobbiamo liberare le piazze dalle auto perché diventino delle vere e proprie terrazze sul mare. Per farlo è necessario realizzare due parcheggi interrati, uno in piazza Mazzini l’altro in piazza d’Azeglio, e un parcheggio scambiatore già previsto nel Regolamento Urbanistico. Infrastrutture importanti in grado di cambiare il volto alla città: dobbiamo pensare a Viareggio come a una città europea, centro dell’area del mediterraneo. Puntiamo in alto, la nostra città se lo merita.

Viareggio purtroppo è assente dai grandi eventi sportivi da alcuni anni per mancanza di una piscina e uno stadio: cosa intende fare per rilanciare lo sport a Viareggio?

Viareggio non è assente dai grandi eventi sportivi. Anzi è tutto il contrario: dagli sport da spiaggia, dal beach volley al beach tennis, a Viareggio si sono giocate in questi anni finali importanti e partite di rilievo. Abbiamo ospitato uno dei beach stadium più belli d’Italia e stiamo valutando spazi per farne una struttura permanente.

Lo stesso dicasi per l’hockey, partecipatissimo in città: l’impianto è perfetto e gestito da una società seria e competente. Veniamo poi al rugby: immagino che tutti conosciate la splendida realtà del Ferracci di Torre del Lago.

Sulla ginnastica penso alle ragazze della Motto alcune delle quali sono in nazionale e sognano un brillante futuro tutto da scrivere.

Infine, ma non per ultima, la Coppa Carnevale, che quest’anno non si è giocata per motivi legati all’emergenza sanitaria, dopo 72 anni di storia gloriosa è finalmente diventato un evento della Città, al pari ad esempio, del Carnevale o del Premio Viareggio.

Riguardo i due impianti da lei citati, piscina e stadio, i fatti sono noti: lo stadio verrà rifatto, un milione e 700mila euro sono già stanziati e in questi giorni inizieremo con l’abbattimento delle gradinate.

La piscina, che non è più del Comune dal 2014 ancora prima della dichiarazione del dissesto, è stata comprata da un privato che abbiamo incontrato e che intende ristrutturarla. Con lui stipuleremo convenzioni per particolari categorie di cittadini, ultra 65enni, studenti, sportivi… ma soprattutto, abbiamo formulato un’offerta d’acquisto: gli uffici sono al lavoro e stanno elaborando la proposta. In questi anni di lavoro e di amministrazione, ci eravamo imposti prima di tutto di superare il dissesto, e l’abbiamo fatto. Adesso abbiamo i conti in ordine: se ce la vende, la compriamo.

Viareggio deve affrontare la sfida anche sul fronte turismo, soprattutto in periodo post covid19: spiaggia e mare non bastano più, che progetti ha per il rilancio del settore?

Spiaggia e mare non bastano più, tuttavia sono gli elementi che hanno salvato questa stagione. Viareggio ha la disponibilità di ampi spazi aperti, offre tutto il respiro che è mancato nei mesi covid: offre un clima favorevole e una qualità della vita davvero ottima. Investire nella bellezza che abbiamo a disposizione è sicuramente la strada giusta.

Da tempo poi si parla di destagionalizzazione, presentandola come la parola magica che risolve ogni problema, ma non dimentichiamo che proprio nella destagionalizzazione nostra città è maestra: penso ad esempio al Carnevale che arriva in pieno inverno o alla fiera nautica che saluta la primavera. E poi abbiamo il porto e tutto quello che vi ruota intorno: su quello dobbiamo puntare, dall’indotto economico legato alla nautica alle infinite possibilità del turismo da diporto.

La Versilia deve pensare in termini comprensoriali: abbiamo da poco costituito l’Ambito Turistico, un buon inizio per una visione d’insieme che possa portare ulteriori eventi ma soprattutto promozione e attirare finanziamenti che aiutino lo sviluppo delle imprese ricettive.

Il turista vuole accompagnare la sua presenza con eventi, mostre, concerti: il Jova Beach Party è stato un esempio di cosa possiamo organizzare in città. In Versilia la bellezza ce l’abbiamo innata: guardiamo avanti e prepariamo un’offerta di qualità.


Carnevale e festival Pucciniano: cosa si può fare per incrementare questi due eventi importantissimi per Viareggio

Cinque anni fa abbiamo trovato una fondazione commissariata l’altra con un bilancio in rosso per quasi 4 milioni di euro. Oggi i bilanci sono sani e sia il Carnevale sia il Pucciniano hanno toccato numeri da record per incassi e per presenze. Abbiamo scelto di puntare sulla qualità dobbiamo continuare su questa strada: quindi professionalità estrema, ricerca dell’innovazione, sempre legando la tradizione alle più moderne tecnologie, e poi lo spirito innato e la fantasia tipica di Viareggio. Queste sono le peculiarità dei nostri due eventi di punta. Questo è quello che può fare la differenza.


Veniamo alle periferie e alla frazione di Torre del Lago: secondo lei che interventi occorre fare che in questi anni non sono stati fatti?

Parlare di periferie in un territorio come quello di Viareggio è sempre poco appropriato. La città è un tutt’uno, formata da vari quartieri ognuno con le proprie peculiarità: così come Torre del Lago spicca per le possibilità di sviluppo che offre una frazione per gran parte verde con due affacci straordinari, uno sul lago l’altro sulla marina.

E’ indubbio che abbiamo iniziato riqualificando le zone tipicamente turistiche, da un lato Viareggio aveva bisogno di ritrovare appeal e richiamo, dall’altro il dissesto negava fondi e opportunità. Abbiamo trovato i modi di riportare decoro e soprattutto legalità anche in zone abbandonate a loro stesse: penso ad esempio alla nascita del centro commerciale Burlamacca al Varignano o allo sgombero del campo Rom a Torre del Lago.

E’ sempre importante ricordare da dove siamo partiti perché permette di capire le possibilità di investimento che si aprono grazie ad una gestione oculata delle risorse e dei bilanci. Nei prossimi cinque anni andremo avanti con i progetti di riqualificazione: dalle grandi opere già approvate, piazza Cavour o la terrazza della Repubblica, ai piccoli grandi lavori in grado di migliorare la qualità della vita dei cittadini: marciapiedi, strade, cura del verde.


Viareggio ha una pineta all’interno del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli: intendete collaborare con questo Ente? Quale è la sua posizione, ad esempio sui locali della marina di Torre del Lago?

Il Parco deve essere una risorsa e non un limite allo sviluppo di un territorio. E’ fondamentale farne parte così come è importante avere un peso decisionale all’interno dei vari consigli di amministrazione, perché è impensabile che il Comune di Viareggio non abbia alcune voce in capitolo nella gestione e nella manutenzione di una parte del proprio territorio.

Com’è noto abbiamo da tempo ricostruito un colloquio con l’Ente Parco, e stiamo avanzando proposte, sempre nell’ottica di uno sviluppo sostenibile. L’attenzione e la cura dell’ambiente e della biodiversità che ci rende unici nel panorama italiano, devono essere tutelate se non implementate: così come la vita economica e le attività ricettive non possono trovare un limite in cavilli burocratici e complicanze. Parliamo di turismo sostenibile, di mobilità dolce, di percorsi verdi: ma anche di sviluppo e di decoro. Penso alla Marina ma anche al Lago che, con il suo porticciolo offre scenari inediti di sperimentazione. Insieme al Parco scriveremo il piano delle Pinete e il piano del verde: una serie di azioni che consentiranno di disegnare e realizzare una città moderna, dinamica, attenta alle esigenze dell’ambiente, dei cittadini e delle imprese.



Il porto di Viareggio. Problemi di insabbiamento e approdo turistico: idee per un rilancio. E’ necessario l’asse di penetrazione?

Il Porto è il cuore pulsante della città. Era sprofondato nel baratro finanziario di Viareggio ma non ci siamo arresi e l’abbiamo ricomprato. E’ passato un anno da quel giorno del 2019: la notizia del salvataggio della Madonnina mi raggiunse proprio durante un varo. E’ stato un momento che ricordo ancora con emozione.

In questi mesi abbiamo iniziato i primi lavori, pur con tutti i rallentamenti dovuti al covid: oggi l’approdo è in ordine, le concessioni sono definite, i pontili sono ristrutturati. Il prossimo step è definire lo spazio per le imbarcazioni più grandi e soprattutto riqualificare il triangolino. Ma il processo è avviato, il progetto c’è ed abbiamo un accordo con la Regione per il cofinanziamento.

Abbiamo inoltre da poco inaugurato il Mercato Ittico, struttura moderna e suggestiva, inspiegabilmente ferma da oltre 10 anni, eppure fondamentale perché porto significa anche pesca e la marineria peschereccia di Viareggio vanta una delle flotte più importanti d’Italia.

Mi chiede se sia necessario l’asse di penetrazione? Certamente. La cantieristica navale è settore trainante del tessuto economico e produttivo di Viareggio: lo sviluppo del comparto e quindi della città, passa dall’accessibilità del Porto e delle sue darsene. Il completamento della Via del Mare, con tutto ciò che comporta in termini di lavoro e di opportunità, costituisce un elemento di valorizzazione non solo dell’area portuale ma di tutta la città di Viareggio.

Tre motivi validi per votarla.

Credo che Viareggio meriti concretezza. In questi anni lavorato duramente per rimettere ordine nei conti della città: interrompere il processo di risanamento sarebbe drammatico.

Per i prossimi 5 anni metto a disposizione tutta la competenza, l’impegno e la passione di cui sono capace. Insieme siamo usciti dal dissesto: insieme possiamo concretizzare il sogno di una città che sia bella, moderna, europea.

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ultimo aggiornamento: 09-09-2020


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