“Dalla lettura dei quotidiani si apprende che la candidata della Lega Barbara Paci ritiene l’antifascismo un valore dell’identità viareggina. Fa indubbiamente piacere. La Lega tuttavia usa due pesi e due misure: per la candidata alla presidenza della regione Susanna Ceccardi parlare di antifascismo è démodé, per la candidata a sindaco è un valore. Delle due l’una: o la lega è ‘strabica’ o una delle due candidate mente”.

Lo afferma in una nota l’avvocato David Zappelli:
“Non sta a me dire chi menta, mentre sta a me far presente che la candidata sindaca addirittura parla di ‘celebrazioni apposite’ e mi sorprende perché non l’ho mai vista, mai, a nessuna celebrazione ufficiale (‘apposita’ cosa significa?), non solo il 25 aprile, ma neanche e soprattutto il giorno della memoria. Il giorno della memoria celebra in particolare il valore dell’antirazzismo (uno dei modi in cui si declina l’antifascismo) e tra le pagine più vergognose della nostra storia ci sono le leggi razziali del 38. Non solo la candidata della lega non si è mai vista sulla passerella del molo che, come noto, è intitolata a Luciana Pacifici, la bambina di padre viareggino morta a 8 mesi sulla via di Auschwitz, ma addirittura tra le candidate che corrono con lei in una lista civica c’è una consigliera comunale uscente che si oppose all’intitolazione della passerella perché, diceva, avrebbe confido i ciclisti sulla pista ciclabile (!). A pensar bene ‘la mano destra non sa cosa fa la sinistra’ (una candidata dice che parlare di questi temi è superato, l’altra invece vuole introdurre nuove cerimonie ‘apposite’, apposite!!!) a pensar male è che certi candidati in campagna elettorale si permettono di dire tutto e il contrario di tutto. Certo, è proprio l’antifascismo che permette di dire tutto e contemporaneamente il suo contrario, però è un po’ triste…la coerenza, la chiarezza e soprattutto l’affermazione unica e non ‘strabica’ dei valori costituzionali possono vincere la tristezza della campagna elettorale e soprattutto rigurgiti totalitari all’interno dei quali si collocano crimini come quelli perpetrati contro il povero Willy di Frosinone. Su questo non ho sentito una parola né della candidata sindaca, né di quell’altra, forse non è stata detta, forse lo è stato fatto in modo flebile come non sarebbe stato se i carnefici fossero stati non italiani. Due pesi due misure”.

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