“Il primo giorno a scuola si va… e ci accompagnano mamma e papà…” Alzi la mano chi, fra quelli intorno ai quaranta/cinquant’anni e oltre, non ha canticchiato almeno una volta questo motivetto” Inizia così Alberto Veronesi, candidato PD al consiglio regionale della Toscana nella circoscrizione Lucca Versilia. “Non sono un nostalgico, il mondo cambia, progredisce, nuovi problemi e nuove soluzioni finiscono per mutare anche i nostri ritmi e la scansione del nostro tempo. Stamani, ad esempio, nel farmi la barba, ho ripensato a me e ai miei fratelli con i grembiuli e il fiocco ben stirato che ogni 1° ottobre rientravamo in classe ed era un’emozione assoluta. L’estate era finita, avevamo lasciato paletta e secchiello, ma ritrovavamo i nostri compagni di classe.”

E continua “Quest’anno, tuttavia, quel che fa la differenza non è la data d’inizio, ma il clima che si respira a questo nuovo suono della campanella. La pandemia, che da crisi sanitaria è diventata anche economica e sociale, c’è da sperare non finisca per penalizzare anche la fase più importante dei nostri figli e dei nostri nipotini. Victor Hugo diceva che <<aprire una scuola vuol dire chiudere una prigione>>. Se penso al clima di ignoranza e sottocultura che si trasforma in odio che abbiamo respirato in queste ultime settimane, c’è da trasalire. Willy non tornerà più a scuola e Maria Paola, ammesso che fosse il suo desiderio, non entrerà mai in un’aula universitaria.”

“Il valore della scuola non è, però, solo nella socializzazione dei ragazzi, o per la necessità di un rapporto con gli insegnanti che sia fatto di occhi che incontrano altri occhi, ma anche per quei piccoli riti quotidiani – sveglia,  prepara la cartella, prendi la merenda  – che abbiamo per anni forse detestato, ma la cui assenza ha scandito più di ogni altra la nostra distanza dalla vita reale ed ha marcato di più la drammaticità del Covid.

Ed è per questo che, stamani, insieme al buongiorno e agli auguri di quelli che una volta erano chiamati i “remigini” (da San Remigio), vorrei lanciare un appello da questa pagina”.

E conclude: “Dobbiamo cercare, tutti, di dimostrare la capacità di essere comunità, proclamiamo una moratoria delle polemiche, affinché a scuola gli insegnanti – che dobbiamo ringraziare per il lavoro svolto in questi mesi difficili – e le famiglie prendano per mano i nostri bambini e li accompagnino verso il futuro”.

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