PARCO

Un’importante porzione del territorio di Viareggio ricade all’interno del Parco Regionale MSRM.

1) Ritiene che questa condizione rappresenti un’opportunità o un ostacolo per il futuro della città e i suoi abitanti? Può spiegare il perché dell’opzione scelta (opportunità o ostacolo?) e quali, di conseguenza, dovrebbero essere secondo lei le politiche da adottare, in merito all’una o all’altra opzione, per la realizzazione del suo programma elettorale (progetti per quest’area della città, relazioni con l’Ente Parco, ecc.)?

BACCELLI

E’ un’opportunità. È un’importante fonte di benessere per la città. Contribuisce a mantenere la temperatura locale più mite. Ha tutte le funzionalità positive degli ambienti naturali. Regola l’umidità atmosferica. Produce aria ossigenata, pulita. Al suo interno trovano rifugio, riparo, casa centinaia di migliaia di animali tra mammiferi grandi e piccoli, insetti, rettili e anfibi. Custodisce un’ avifauna ricca e pregiata. Qui vengono svolte molte attività rigenerative tra cui: attività ludico-sportive, di raccolta funghi e bacche; di semplici passeggiate; di studio e osservazione della natura. Permette di allontanarsi dal caos della città, di arginare l’espansione del costruito; e va tutelato. Il fatto che sia bagnato dal mare ne decuplica i vantaggi. Per questo un’amministrazione come la intendiamo noi del M5S deve mantenere e intensificare il dialogo con l’ente parco. Intensificare i controlli relativi alla vegetazione mantenendo l’ambiente pulito senza stravolgerne l’integrità. Tutelare le specie autoctone permettendo la lenta crescita del sottobosco senza per questo eliminare l’impianto antropico. La trasformazione della pineta coltivata (pini domestici) in foresta mediterranea sempreverde (lecci) e macchia mediterranea (corbezzolo, ginepro) può e deve avvenire gradualmente nel rispetto dei tempi vegetativi.

BALATRI

Al di là dell’indiscutibile valore ambientale e paesaggistico che rappresenta il Parco, crogiolo di beni comuni da salvaguardare, esso è di per se un valore aggiunto per uno sviluppo futuro del turismo ambientale (natura, storia e cultura), da realizzarsi in simbiosi ad una mobilità sostenibile e in sinergia con quello balneare. Realizzare ciò permetterebbe di “ricucire” la divisione del territorio causata dalla ferrovia, ma soprattutto dovuta a scelte politiche che hanno privilegiato il turismo balneare, relegando le periferie a territorio marginale, e soventemente “ricco” di disagi sociali. Determinante sarà relazionarsi in sintonia con l’Ente Parco, ma anche avviare un confronto con i comuni di Massarosa e Vecchiano atto ad affrontare il risanamento del Lago e del padule di Massaciuccoli e creare un turismo naturalistico intercomunale. Un ambiente risanato, con l’inserimento di itinerari ciclabili e a cavallo, sarebbe un importante volano per il rilancio di Torre del Lago e delle periferie.

BONACETO

Il Parco è sicuramente e solo un’opportunità, non solo per il Comune di Viareggio e i suoi cittadini ma per tutte le persone che ci gravitano attorno. Personalmente uso solo la bicicletta per spostarmi, e da Sindaco non lascerò certo questa buona abitudine, anzi farò di tutto perché la città venga alleggerita dal traffico. Di conseguenza, il Parco diventerà o tornerà a diventare un luogo di naturale ritrovo per goderne le bellezze.

DEL GHINGARO

Il Parco costituisce un valore aggiunto per il nostro territorio: garantisce la tutela e la salvaguardia degli habitat naturali e costituisce un potenziale fattore di attrattiva da valorizzare in maniera adeguata. Tuttavia riteniamo che l’Ente Parco debba iniziare a svolgere le proprie funzioni in maniera più adeguata a quelle che dovrebbero essere le sue reali potenzialità. Abbiamo chiesto e chiediamo all’Ente di investire in opere di manutenzione del territorio, in particolar modo delle aree pinetate e del padule settentrionale, chiediamo di prevedere reali e concrete azioni di promozione dedicate alla fruizione delle aree da parte di un turismo ecocompatibile ed ecosostenibile. Un Ente insomma che svolga finalmente il suo lavoro senza trincerarsi dietro continui dinieghi ma che sappia formulare anche proposte adeguate al tessuto sociale e produttivo che vi si trova intorno.

PACI

Ritengo che l’ente parco debba diventare un’opportunità. Attraverso un dialogo si potrebbe creare progetti e collaborazioni con un ente che, se ben strutturate, potrebbero portare a perseguire obiettivi comuni grazie anche a fondi regionali ed europei. Un’occasione da sfruttare, come hanno già fatto comuni limitrofi, come Vecchiano, che con l’ente parco hanno instaurato un dialogo costruttivo. La riqualificazione delle aree verdi con la tutela e la valorizzazione dei sentieri della

pineta e delle dune sarà uno dei punti di confronto con l’ente, unito alla creazione di percorsi ciclabili sicuri in quest’area.

2) Ritiene che la presenza di un Centro Visite, come quello che era presente nei locali di Villa Borbone, sia un obiettivo da perseguire

BACCELLI

Villa Borbone è una risorsa importante. La sua storia è la nostra storia, la storia di Viareggio. Va tutelata ricordata e celebrata. Mantenerla attiva, vivibile è un modo per conservarla. Tanto meglio se a mantenerla attiva sono iniziative didattiche, di informazione naturale scientifica. Bene anche feste e spettacoli culturali.

BALATRI

La scelta dell’amministrazione uscente di non consentire l’accesso a Villa Borbone, patrimonio storico e culturale di tutti è una scelta miope che penalizza la possibilità di orientare il turismo verso un’offerta ambientalista e in grado di contribuire sia culturalmente che fisicamente per la lotta contro i mutamenti climatici. Obiettivo è ricostituire il Centro Visite di Legambiente a Villa Borbone, luogo strategico per la promozione di un turismo naturalistico basto su un risanato Lago di Massaciuccoli e la Macchia Lucchese, sede di due riserve naturali: “Guidicciona” e “Lecciona” morfologicamente caratterizzate da cordoni dunali, lame, piante palustri, boschi e dove trovano rifugio molte specie di uccelli soprattutto nei periodi migratori. Villa Borbone, oltre all’importanza storica che riveste, deve diventare il centro logistico di accesso al Parco del Comune di Viareggio,

BONACETO

Sì, assolutamente. Trovo inspiegabile che l’amministrazione uscente non abbia rinnovato la concessione al Parco, trattandosi di un Centro che dava lustro a Viareggio e Torre del Lago, sia per i turisti che per i cittadini.

DEL GHINGARO

Il centro visite può essere un valido strumento per incentivare la fruizione delle aree protette da parte dei turisti, il rapporto di gestione dello stesso tuttavia deve essere disciplinato in rapporto bilaterale tra Comune e Parco individuando idonee eventuali nuove forme di promozione e localizzazione.

PACI

Ritengo che ogni cosa che possa incentivare il turismo e che possa portare attrattiva a livello nazionale ed internazionale al territorio sia da perseguire. Un centro visite, se ben organizzato e

pubblicizzato, non può che essere di beneficio per l’area risultando anche un’attrazione turistica, sia a livello ambientale che culturale.

3) I confini del Parco devono essere mantenuti entro i limiti attuali o si deve puntare ad un loro ridimensionamento per svincolare da restrizioni relative alla materia edilizia ed urbanistica la parte del territorio attualmente soggetta alla pianificazione e supervisione dell’Ente Parco?

BACCELLI

L’area del parco dovrebbe essere estesa. La sua superficie ampliata per una maggiore tutela della stessa. Il Parco inoltre non può avere confini netti con la città. Deve, in base alle normative vigenti, prevedere le aree contigue, aree che mantengono le peculiarità delle zone interne per garantirne l’integrità. Non solo, una volta delimitate queste zone, sono da considerarsi le parti esterne (le aree contigue farebbero sempre parte del parco anche se al di fuori dei confini delle aree interne) zone di interesse comunitaria ora chiamate zone di protezione speciale

BALATRI

Le “aree esterne” non sono “aree contigue” e devono restare nei confini del parco, solo così tali aree rimarranno protette dalle leggi vigenti, e continueranno ad essere gestite direttamente dal Parco. Contrariamente saranno gestite dai comuni con tutti i rischi conseguenti del sindaco cementificatore di turno (Viareggio docet). Tutto il Lago di Massaciuccoli dovrebbe far parte delle aree protette del parco.

BONACETO

I confini del Parco devono essere mantenuti entro i limiti attuali e difesi da scempi urbanistici o edilizi.

DEL GHINGARO

Come abbiamo scritto anche in sede di osservazioni all’avvio del procedimento del nuovo Piano del Parco riteniamo che vadano rivisti confini ed aree contigue per consentire anche di prendere atto di situazioni anacronistiche e con previsioni attualmente vigenti sostanzialmente inattuabili anche ai sensi del nuovo testo unico ambientale. Sono da incentivare forme di snellimento delle procedure autorizzatorie come il recente protocollo di intesa tra Comune ed ente Parco che ha eliminato il nulla osta del Parco per tutta una serie di interventi minori a scarsa rilevanza edilizia ed ha semplificato notevolmente l’iter a carico di cittadini ed imprese.

PACI

Prima di auspicare al cambiamento dei limiti del parco si deve cercare un dialogo con l’ente parco. Attraverso le nuove tecnologie per il sistema acustico come le casse direzionali ed instaurando un rapporto virtuoso con le attività commerciali e turistiche della marina e l’ente parco auspichiamo una sinergia d’intenti ed una collaborazione. Il dialogo con l’ente rimane il primo step da perseguire, visti anche i risultati del comune di Vecchiano.

4) Le zone del Parco più frequentate mostrano evidenti segni di degrado (infrastrutture danneggiate, raccolta flora protetta, rifiuti abbandonati, ecc.) dovuti ai comportamenti incivili delle persone, soprattutto nel periodo estivo. Quali strategie proporrebbe per contrastarli? Ad es., sarebbe d’accordo a ripristinare un’unità operativa “forestale” della Polizia Municipale, da impiegarsi in pattugliamenti all’interno delle zone Parco del comune di Viareggio?

BACCELLI

Indispensabile è l’aumento del controllo a tutela dell’integrità e decoro del parco, della pineta e delle altre zone d’interesse naturalistico. Per questo serve personale qualificato. Troppo spesso abbiamo assistito ad interventi sciagurati e scellerati eseguiti da operai del comune non adeguatamente formati come ad esempio piantumazioni errate, errate potature, tempi della natura non rispettati… Per questo una buona soluzione potrebbe essere appunto il ripristino del corpo forestale dello Stato.

BALATRI

Di primaria importanza per chi è preposto a tutelare ambiente e territorio è possedere capacità di informare e sensibilizzare sulle problematiche ambientali. Tale figura corrisponde a quella delle Guardie Ambientali Volontarie che svolgono mansioni di: prevenzione delle violazioni, vigilanza, educazione, valorizzazione e salvaguardia. Rivestono un ruolo fondamentale nella difesa ambientale che non può essere in alcun modo demandato, ma che può avvalersi della collaborazione degli organi di vigilanza dei vari enti (Comune, Parco, capitaneria di Porto, Carabinieri forestali). In particolare sarebbe auspicabile il potenziamento delle Guardie del Parco. Riteniamo comunque fondamentale che il Comune di Viareggio si doti di una unità operativa “ambientale” della Polizia Municipale con il compito di monitorare l’intero territorio comunale e che in particolar modo, nel periodo estivo, possa collaborare attivamente con le GAV alla salvaguardia delle aree protette.

BONACETO

Il degrado è solitamente creato dall’uomo. Intanto, oltre a ripristinare la sorveglianza per la manutenzione all’interno del Parco, sarebbe opportuna una corretta educazione della cittadinanza, tramite forum e incontri mirati proprio all’interno del Parco stesso.

DEL GHINGARO

Chiediamo anzitutto una più stretta collaborazione e coordinamento tra Guardie del Parco e Polizia Municipale, che possa affiancarsi all’impiego con debita formazione, delle associazioni di Guardie ambientali come già abbiamo iniziato a sviluppare negli ultimi anni.

PACI

Il ripristino e l’ampliamento di percorsi della salute è un obiettivo che vorrò perseguire proprio in virtù del benessere del cittadino e della possibilità di praticare sport all’aria aperta. Per far questo,

ovviamente, c’è bisogno di sicurezza. La sicurezza nelle aree ambientali deve passare dal ripristino di un’unità forestale della polizia municipale che tuteli i cittadini e salvaguardi le aree verdi.

Inoltre questa unità sarebbe un buon deterrente per limitare il traffico di droga che si ha nelle aree delle pinete.

MOBILITA’ E VIABILITA’

1) è necessario realizzare l’Asse di penetrazione? Se sì, potrebbe spiegare le motivazioni che inducono questa scelta e in tal caso quale tracciato dovrebbe avere: a Nord o a Sud dello Stadio Comunale dei Pini?

BACCELLI

L’asse di penetrazione è relativamente importante. Non riteniamo che il suo scopo sia quello di diminuire il traffico nella zona. Anzi più strade costruiamo e più incentiviamo l’arrivo di vetture e mezzi pesanti. Il suo completamento a questo punto, visto che in buona parte si è già realizzato, lo riteniamo opportuno. Come da programma, vogliamo che tale completamento utilizzi le vie già esistenti. Ci sono diversi progetti che lo renderebbero possibile. Quindi noi promuoviamo il completamento dell’asse di penetrazione a nord dello stadio. Con il minimo impatto sul territorio.

BALATRI

NO! Tale errata scelta urbanistica si andrebbe a sommare a quelle cementificatrici passate, quali quella di trasferire parte della cantieristica navale al Cotone. In una visione di una Viareggio a mobilità “lenta” l’asse di penetrazione può essere ricondotto al semplice collegamento alla viabilità ordinaria esistente ottimizzata, senza necessità di intaccare la Pineta e il Parco. Il mutamento climatico avanza inesorabilmente, a velocità elevata e pertanto anche il Comune di Viareggio deve essere impegnato al massimo per contrastarlo. Non servono grandi opere, ma una città a dimensione uomo.

BONACETO

Una città che sceglie di costruire strade nuove senza uno studio su viabilità alternative e a impatto zero sull’ambiente è assolutamente fuori tempo. La pineta e il Parco sono beni intoccabili.

DEL GHINGARO

La Via del Mare costituisce un elemento imprescindibile per lo sviluppo futuro del porto di Viareggio e può/deve essere realizzata nel modo più ecocompatibile possibile. Qualunque soluzione che preveda un passaggio non a sud dello stadio prevede tracciati non aventi caratteristiche e misure idonee al passaggio di imbarcazioni in sicurezza per la popolazione residente. Inoltre tale infrastruttura potrà alleggerire il quartiere Darsena dal traffico nei momenti di punta e garantire una corretta defluizione verso la viabilità di lunga percorrenza. Il Consiglio Comunale ha votato l’ipotesi di tracciato a sud dello Stadio e noi intendiamo perseguire fino in fondo tale strada.

PACI

L’asse di penetrazione va visto come opportunità e deve essere progettato nel pieno rispetto della pineta. La soluzione del passaggio a sud dello stadio mi sembra la più logica da percorrere. Una strada che permetta, oltre ad un passaggio diretto dei trasporti eccezionali legati alle imbarcazioni, anche una valvola di sfogo per il traffico che in alcuni orari è diventato senza controllo in via Coppino. Con il completamento dell’asse di penetrazione si riuscirebbe a smaltire tutti gli ingorghi che si creano all’uscita dell’orario di lavoro dai cantieri ed un minor inquinamento dato dai gas di scarico delle autovetture ferme in coda.

2) La Ciclovia Tirrenica, che attraverserà Viareggio, può essere un’ottima opportunità di rilancio per un turismo sostenibile, ma il suo tracciato è oggetto di controversie: ritiene che il percorso ottimale dovrebbe passare per il Viale dei Tigli o sarebbe da preferire un percorso costiero sul Vialone tra la Marina di Levante e quella di Torre del Lago?

BACCELLI

Il viale dei Tigli è un’infrastruttura che può trasformarsi benissimo nella ciclovia tirrenica. Siamo molto favorevoli alla sua attuazione perchè foriera di nuovo turismo. Un turismo che manca a Viareggio, ancora abbarbicata su un ricordo di sè degli anni d’oro che presenta poca lungimiranza. Il viale dei Tigli offre anche molta scelta per pernottamenti nei camping. E coloro che raggiungeranno Viareggio in bicicletta, solitamente sono persone spinte da una reale vocazione all’ecologia, potranno farlo in totale sicurezza, al fresco, avvolti da una natura unica e sorprendente. L’alternativa passante per il Vialone non la prendiamo neppure in considerazione, potremmo elencare i vari svantaggi (per esempio la mancanza dell’illuminazione) ma il fatto è che per noi rappresenta soltanto la solita furbata speculativa.

BALATRI

Il percorso di una ciclopista deve nascere obbligatoriamente nella difesa e nella conservazione dell’ambiente. La realizzazione della Ciclovia Tirrenica attraverso le riserve della “Lecciona” e della “Guidicciona” corrisponderebbe a uno scempio ambientale. Il suo percorso non può essere che quello lungo il Viale dei Tigli.

BONACETO

Ritengo che il Viale dei Tigli sarebbe ottimale, poiché ha già le caratteristiche necessarie per la realizzazione.

DEL GHINGARO

La nuova ciclopista Tirrenica deve transitare in collegamento tra le due Marine di levante e di torre del Lago e può in questo modo costituire un essenziale elemento di rilancio delle due aree attraverso un turismo ecocompatibile.

PACI

Al momento non posso fornire una risposta. Bisogna valutare gli aspetti positivi e negativi di ogni possibilità. Sarà necessario organizzare un tavolo di lavoro e confronto tra gli ambientalisti, l’ente parco, il comune ed i cittadini per capire le reali esigenze della cittadinanza. Bisogna valutare con attenzione le opportunità turistiche prima di prendere qualsiasi decisione.

3) La città di Viareggio ha grossi problemi legati al traffico veicolare che rendono invivibile il centro storico per sovraffollamento di mezzi e per inquinamento da polveri legate al traffico. Quali strategie intenderebbe adottare per dare soluzione a questi problemi? Ad es. è disposto a sostenere l’opzione dei parcheggi sotterranei nei pressi della Passeggiata?

BACCELLI

Per ridurre il traffico e di esso, la produzione di polveri sottili, è ormai acclarato che dobbiamo ricorrere alla mobilità dolce, alla riduzione di quei fattori che propendono a sollecitare l’uso dell’auto privata. Per questo ricorreremo all’ampliamento della rete ciclabile cittadina attuando anche le disposizioni relative al nuovo decreto rilancio che offre tra le altre cose la possibiltà di fare ciclopiste a costo quasi zero. Semplicemente destinando una parte della careggiata di alcune strade all’uso delle bici solo tratteggiando delle linee a terra, senza dover stendere asfalto speciale. Con questa nuova rete collegheremo le periferie tra loro e con il centro. Per aumentare la sicurezza del passaggio delle bici implementeremo i limiti di velocità e per garantirli, aumenteremo i controlli anche utilizzando, dove possibile, mezzi elettronici. La nostra città ha visto sparire gli scuolabus e non si è ancora debitamente attrezzata con mezzi elettrici come navette. Noi vogliamo invece reinserire pulmini che possano prelevare i bambini che sono parecchio distanti dalla scuola e inserire nuove strategie come il bicibus o il pedibus per le tratte brevi. Inoltre sfalsare anche di un quarto d’ora l’ingresso alle varie attività (ad esempio nei cantieri in darsena) favorirebbe uno scorrimento del traffico diminuendo le lucghe file. Il traffico va allontanato dal centro città, è normale che l’idea di fare parcheggi sotterranei e comunque l’idea di creare più posti auto è soltanto un controsenso. Più parcheggi, uguale a più traffico. Senza considerare l’enorme spreco di energia e soldi.

BALATRI

Oltre all’impatto dei lavori con inevitabili ripercussioni sulla città e il danneggiamento del verde urbano di storiche origini, le opere in sotterraneo realizzate vicino alla costa creano inevitabilmente l’intrusione del cuneo salino, contribuendo così alla salinizzazione delle acque dolci di duna e rendendo così inutilizzabili le acque dei pozzi. La città futura di Viareggio che vogliamo realizzare è quella caratterizzata da una mobilità dolce e i parcheggi che necessitano sono quelli scambiatori al di là della ferrovia, non certo quelli in pieno centro cittadino che aumentano il traffico e l’inquinamento acustico ed atmosferico.

BONACETO

L’idea dei parcheggi sotterranei in passeggiata è un non senso. Il passaggio delle auto dal Centro e dalla Passeggiata va sicuramente ridimensionato; quando sarò Sindaco, creerò zone ciclabili che attraversino tutta la città, e per i pedoni punti di parcheggio in ogni punto di accesso a Viareggio con Bus Navetta elettrici che portano in Centro e in Passeggiata

DEL GHINGARO

Siamo favorevoli al ripensamento del sistema di trasporto pubblico locale attraverso un decentramento di alcune funzioni del Trasporto pubblico locale verso aree meno trafficate della città (come già abbiamo previsto nel nuovo regolamento Urbanistico). Riteniamo tuttavia che per proiettare la città verso una dimensione europea e quindi realmente appetibile al turista sia indispensabile la realizzazione di Parcheggi interrati soprattutto nella zona Passeggiata a mare.

PACI

Il problema dei parcheggi a Viareggio è un problema annoso ed al quale bisogna assolutamente trovare una soluzione. Sono contraria ai parcheggi sotterranei vicino al mare, ma sono favorevole ad aumentare, riqualificando anche alcune zone, alla creazione di nuovi posti auto. I parcheggi scambiatori, se accoppiati con un ottimo servizio bus/navetta sarebbero una soluzione perseguibile per i turisti che arrivano in estate. In centro esistono delle aree da rivalutare e che

potrebbero essere adibite a parcheggio.

4) Sarebbe d’accordo su una chiusura ampia del centro storico al traffico dei veicoli a motore, prevedendo un servizio di navette con bus elettrici dai parcheggi scambiatori?

BACCELLI

Assolutamente d’accordo. I soldi che alcuni appartenenti alla vecchia politica vorrebbero investire in parcheggi sotterranei, potrebbero essere invece investiti nell’ampliamento di un parco macchine elettrico come navette, servizio di bike/carsharing. Eventuali nuovi parcheggi fuori dal centro dovranno prevedere un’adeguata pavimentazione (no asfalto) e alberature a copertura con collegamenti che assicurino l’uso intermodale con monopattini o bici

BALATRI

Il nostro programma prevede una idea di città a dimensione uomo, dove primaria risulta la realizzazione di parcheggi scambiatori al di là della ferrovia, abbinatati alla realizzazione di una serie di sottopassi ferroviari ciclo-pedonali e a questo non serve la realizzazione dell’asse di penetrazione. La realizzazione di piste ciclabili e la progressiva chiusura al traffico del centro storico, abbinate all’utilizzo di bus elettrici renderanno ai cittadini residenti e ai turisti una città vivibile, una città in grado di dare così un contributo alla lotta contro il riscaldamento globale e pronta ad accogliere quello che sarà il turismo futuro, basato sulla rivoluzione eco-culturale. Una scelta obbligatoria per il futuro dei nostri figli.

BONACETO

Ho già risposto…

DEL GHINGARO

I parcheggi scambiatori possono risultare un elemento importante di riduzione del traffico cittadino, tuttavia nel concreto non possono costituire l’unica soluzione al problema traffico né si può pensare di chiudere tutto il centro città al traffico veicolare se non in occasione di eventi specifici o manifestazioni particolari.

PACI

Sono favorevole ad un efficiente servizio bus/ navette affiancato a parcheggi scambiatori, aggiungo, adeguatamente segnalati, per i turisti, ma non chiuderei il centro di Viareggio al traffico dei veicoli a motore.

MARE E SPIAGGE

1) L’economia di Viareggio si basa essenzialmente sul turismo del mare: quali strategie lei pensa di perseguire per risolvere l’annoso problema della qualità delle acque di balneazione per la parte di competenza del suo territorio comunale e quali proposte per quella a più ampio orizzonte che investe i comuni limitrofi? A titolo di esempio:


lei è d’accordo sull’utilizzo dei cosiddetti spandenti a mare per allontanare le acque dei fossi? Sarebbe propenso al ripristino dei sistemi di disinfezione delle acque in prossimità delle foci? sarebbe disposto a interdire alla balneazione i tratti di mare prospicienti le foci dei corsi d’acqua?

BACCELLI

La qualità dell’acqua dipende dalla confluenza a valle delle acque piovane. Essa dovrebbe essere priva di inquinanti ma come sappiamo bene a confluire spesso sono anche scarichi abusivi o liquami prodotti da discariche abusive. Inevitabile, in accordo con i comuni vicini, visionare metro per metro gli apporti idrici nei canali. Depurare dove possibile attraverso la fitodepurazione. Per quanto riguarda il fosso dell’abate, annosa, vecchia questione, siamo dell’idea che reagire con metodi chimici non sia efficace ma che possa essere controproducente per la fauna e la flora acquatica. In taluni casi, casi estremi che si verificano soprattutto dopo eccessive precipitazioni, possiamo prendere in considerazione di vietare la balneazione nei pressi dei canali per il tempo necessario a ridurre il rischio di contaminazioni importanti (batteri fecali); possono bastare pochi giorni.

BALATRI

Sembra ormai essere diventata prassi consolidata delle politiche amministrative intervenire sugli effetti senza rimuovere le cause. Le acque dei fossi sono inquinate e invece di efficientare i depuratori e allacciare alla rete fognaria chi non lo è ancora si preferisce disinfettare le acque, con acido peracetico, o progettare condotte per lo spandimento al largo delle acque dei fossi. Semplificando, quando i nostri amministratori hanno perdite di gas in casa preferiscono aprire le finestre piuttosto che riparare la fuga di gas. Occorre intervenire urgentemente a livello intercomunale per ammodernare gli impianti di depurazione, ormai sottodimensionati e vetusti, realizzare le fognature nelle parti di territorio ancora sfornite e sostituire quei tratti di tubatura che deteriorati generano perdite o rotture improvvise come recentemente è accaduto. Se chi ci amministra non è in grado di fare ciò, il provvedimento non può essere disinfettare le acque dei fossi, ma interdire la balneazione nei tratti prospicienti al loro sbocco al mare.

BONACETO

La balneazione, come il degrado ambientale, è responsabilità dell’uomo. Il mare non si inquina da solo. Per ovviare a ciò, è necessario intercettare tutti gli scarichi delle reti fognarie sia domestiche che commerciali.

DEL GHINGARO

Per quanto riguarda il problema qualitativo delle acque di balneazione noi siamo per proseguire l’ampio incremento e manutenzione della rete fognaria bianca e nera, eliminando la promiscuità delle due. In questi anni abbiamo promosso telecontrollo e manutenzione straordinaria e ordinaria costanti di stazioni di sollevamento e delle idrovore. Il problema va risolto quindi in radice con un serio piano di investimenti. Tuttavia a supporto delle azioni principali sopra indicate e nell’attesa di una piena realizzazione delle stesse rimaniamo dell’avviso (come il Comune di Viareggio ha proposto in Regione Toscana) che si debba procedere ad un’implementazione degli spandenti a mare attualmente esistenti e ad un loro forte efficientamento.

PACI

Il problema della balneazione delle acque si registra ormai da parecchi anni e per risolverlo penso che gli spandenti a mare, uniti ad una giusta manutenzione delle fognature possano essere una

soluzione. Ritengo anche che ci sia necessità di instaurare un dialogo costruttivo con i sindaci dei comuni limitrofi, in questo caso Camaiore, per poter trovare la giusta soluzione. Per quanto riguarda il progetto degli spandenti a mare sono stati stanziati in totale 400mila euro, di cui 200mila dalla regione Toscana e 100mila rispettivamente del comune di Viareggio e Camaiore. La regione Toscana ed il comune di Camaiore sono pronti a partire con il progetto, il comune di Viareggio sta tergiversando e non ha ancora fatto partire i lavori. Sbloccare questa pratica sarà una delle cose che intendo fare per risolvere il problema della balneazione.

2) il mare e la spiaggia sono un bene comune: concorda sul fatto che tutti abbiano diritto a fruirne i benefici anche senza l’obbligo di affittare un ombrellone? In caso affermativo, sarebbe d’accordo sul ripristino delle spiagge libere in corrispondenza di tutte le piazze della Passeggiata e della terrazza della Repubblica di Viareggio?

BACCELLI

Come presentato nel nostro programma siamo da sempre favorevoli al ripristino delle spiagge libere. Sia per garantire ai cittadini il diritto a fruire di un bene comune sia come possibilità di sviluppo di un nuovo progetto di turismo. Turismo di ciclisti (ciclovia tirrenica), turismo sostenibile (coloro che vengono con il treno), turismo che comprende lo sviluppo di piccole attività di ristoro, molto sofferenti al momento. Come scritto sopra inoltre si diminuirebbe l’affluenza alla lecciona che non è da considerarsi spiaggia libera bensì parco.

BALATRI

Viareggio a Sinistra ha nei beni comuni uno dei cardini fondamentali del suo programma e per questo ha l’obiettivo di riaprire a spiaggia libera attrezzata tutti quei tratti di spiaggia prospicenti le piazze della passeggiata (Piazza Mazzini, Piazza Maria Luisa, Terrazza della Repubblica, ecc.)

BONACETO

Sì, è necessario ampliare le spiagge libere.

DEL GHINGARO

In linea teorica sono favorevole ma non credo che a Viareggio ci sia la possibilità. Il territorio di Viareggio vanta una delle spiagge libere più belle d’Italia, la Lecciona. All’interno del Parco, con le dune a cornice e il mare aperto di fronte, è uno dei pochi paesaggi marini ancora al naturale. Chi la frequenta sa che deve rispettarne la biodiversità e le regole.

C’è poi la spiaggia lungo il muraglione della darsena e quella lungo il molo. Le altre sono date in concessione agli stabilimenti balneari, che per altro, offrono a prezzi calmierati diversi punti ombra per determinate categorie. Credo che simili iniziative favoriscano l’accesso ai benefici del mare e aiutino a mantenere in ordine gli affacci delle nostre piazze, terrazze ineguagliabili sul mare.

PACI

Sono d’accordo sul fatto che la spiaggia sia un bene di cui tutti dobbiamo usufruire, ma sono consapevole che tante famiglie hanno investito proprio negli stabilimenti balneari. Non dimentichiamoci che il concetto di stabilimento balneare è proprio nato a Viareggio. Sono

d’accordo sul fatto che debbano essere garantiti degli arenili liberi, ma non sul fatto di piazzarli in corrispondenza delle piazze della passeggiata e della terrazza della Repubblica. Il turismo balneare è una ricchezza per il territorio e deve essere preservato.

LAGO

Le problematiche del Lago di Massaciuccoli sono molto complesse e non riguardano solo la qualità delle acque. Un lungo e articolato processo partecipativo, svoltosi dal 2017 al 2019, ha portato alla firma del Contratto di Lago, così come previsto dalla normativa ambientale, sono state affrontate le varie problematiche e formulata una consistente serie di azioni rivolte al suo auspicabile ripristino. Quali strategie a suo parere dovrebbero essere elaborate per affrontare nel suo complesso le problematiche di questa importate area umida?

BACCELLI

Per la tutela del lago non può esserci una politica solo viareggina. Deve esserci un coordinamento tra i vari comuni. Il M5S è pronto a collaborare e dialogare con gli altri sindaci per mettere in atto i punti del contratto di lago. Le problematiche a riguardo coinvolgono varie aziende pubbliche e private tra le quali quelle preposte alla gestione e smaltimento dei rifiuti; alla captazione e depurazione delle acque; alla cantieristica e alle strutture commerciali site nelle vicinanze; aziende agricole e florovivaiste… Ma il lago soffre ancora anche per le predazioni di sabbia silicea che ha subito nel passato, quindi gli interventi non sono solo di tutela ma anche di ripristino.

BALATRI

Azione primaria, improcrastinabile, è il risanamento ambientale del Lago di Massaciuccoli, il lago sta definitivamente morendo, a causa della mancanza di ossigeno delle sue acque (eutrofizzazione) causato in maniera preponderante per la tipologia di attività agricola che viene praticata nelle aree di bonifica che lo circondano. La aratura dei terreni torbosi provoca importanti rilasci di azoto e fosforo, i principali responsabili dell’eutrofizzazione del lago. Non è attraverso tuboni o tubini, prelevanti acque dal Fiume Serchio che si risana il lago, quando manca acqua al lago, periodo estivo, manca anche nel Serchio e pertanto non ve ne è a sufficienza. Il lago si salva attraverso un progressivo riallagamento delle bonifiche, che permette lo sviluppo di idro-agricoltura (riso, canapa, ecc.) e coltivando la rimanente parte asciutta con semina su sodo, semina attuata senza aratura dei terreni. Ma oltre che fosforo e azoto le acque del lago contengono molti altri inquinanti, provenienti ad esempio dal florovivaismo (Pesticidi, ecc.) oppure da folli scelte del passato che hanno realizzato discariche urbane lungo le sue sponde, discariche che ancora oggi, nonostante opere di messa in sicurezza continuano ad inquinare pesantemente le acque (Carbonaie docet!). E poi rimangono tutta una serie di discariche abusive intorno ad esso. Terminata questa fondamentale azione si può passare a quanto un ambiente recuperato può offrire: turismo ambientale, attività sportive e soprattutto al recupero della storia e della cultura lago/palustre, con musei dedicati, ospitati nelle tipiche stalle/abitazioni che erano le capanne di falasco. Non basta celebrare Puccini se non si ricrea quell’ambiente che ne fu ispiratore, lo dobbiamo al Maestro…. e alle generazioni future.

BONACETO

Questo è un aspetto che richiederebbe moltissimo tempo di studio per un’azione programmatica mirata ed efficace. Intanto, le porte vinciane sono già un’ottima soluzione per controllare i flussi in entrata e uscita dell’acqua salata e dolce. Poi anche il ripristino biologico adeguato di specie faunistiche ormai scomparse sarebbe un buon primo passo per aiutare il nostro Lago a non morire. L’agricoltura intensiva poi andrebbe limitata e sostituita da terreni vocati all’agricoltura biologica.

DEL GHINGARO

Le strategie per la risoluzione delle problematiche del Lago di Massaciuccoli sono molteplici ed in parte anche elencate nel contratto di Lago, sottoscritto tra gli altri enti dal Comune di Viareggio in questo mandato amministrativo. Tuttavia le azioni di primaria importanza sono sicuramente il controllo e la rimozione delle fonti di inquinamento dovute agli scarichi abusivi e lo sforzo, sempre più necessario di attività di bonifica e ripulitura in modo particolare delle aree di sponda e dei fondali.

PACI

Il lago non ha immissari, per cui non gli arriva nuova acqua, ed inoltre la superficie dell’acquifero è più bassa rispetto alla costa e c’è il rischio d’infiltrazioni d’acqua di mare. La bonifica e le coltivazioni sul territorio non aiutano. Queste concause generano il fenomeno dell’eutrofizzazione con crescita di alghe che rendono asfittiche le acque. Si registra inoltre l’esigenza del recupero delle bilance e ricoveri dei “barchini” adesso bloccato da pesanti adempimenti burocratici.

Le strategie d’intervento devono essere rivolte alle seguenti direttrici principali:

Potenziamento degli impianti per la fitodepurazione delle acque e contestuale sperimentazione su impianti pilota per limitare la produzione di alghe; Incremento della manutenzione e della pulizia di canali e vie d’acqua con contestuale re inondazione di limitate porzioni di territorio di

bonifica; Immissione di acque fresche a mezzo di opportune condotte (tubino – finanziamento R.T. ancora disponibile € 18 M) Sburocratizzazione degli adempimenti atti a favorire il recupero di

bilance e ricoveri per barchini.

Parole chiave: eutrofizzazione, manutenzione, immissione, sburocratizzazione

TUTELA DELLE ACQUE

L’acqua è un bene prezioso e non può più essere considerata una risorsa inesauribile. La sua conservazione richiede nuove strategie di gestione. Quali pensa che sia opportuno adottare nella pianificazione urbanistica? Ad es.:

E’ d’accordo con l’adozione di interventi che limitino l’impermeabilizzazione dei suoli e favoriscano la ricarica naturale delle falde acquifere?

E’ d’accordo ad evitare la realizzazione di manufatti sotterranei (parcheggi e cantine) per tutelare le falde di acqua dolce dall’ingressione di acqua salata?

E’ d’accordo al mantenimento delle aree umide all’interno dei parchi urbani e al loro utilizzo come elementi di riduzione del rischio idraulico, consentendone l’allagamento nei periodi piovosi?

BACCELLI

Siamo per una sospensione dell’occupazione di suolo, sia con nuove costruzioni, sia con nuove strade. Anzi progettiamo di ridurre aree asfaltate (ad esempio alcuni parcheggi) con mattoni da incastro che permettono la filtrazione. Siamo contrari alla cementificazione soprattutto sotterranea. Siamo favorevoli ad allagamenti strategici là dove non vi è un rischio, ovvero dove non si crei indebolimento della tenuta delle radici degli alberi a favore di crolli degli stessi. Solo allagamenti mirati. Non solo ma promuoviamo anche la raccolta delle acque piovane da destinarsi ad uso di lavaggio strade, annaffiature… sia per il pubblico che per nuove costruzioni o restaurazioni del privato.

BALATRI

L’ acqua è bene comune dell’umanità, preziosa e indispensabile alla vita dell’uomo e di tutto l’ecosistema e pertanto è doveroso preservarne la qualità e la quantità. Ciò può essere realizzato con virtuose scelte amministrative, che attraverso la sensibilizzazione della popolazione ed in particolare a partire dalle scuole, promuovano una cultura diffusa del risparmio e della conservazione del bene acqua a partire dalla vita quotidiana di ciascuno di noi. Urbanisticamente occorre prevedere per i nuovi insediamenti acquedotti duali e l’obbligo di recupero e utilizzo delle acque piovane e utilizzare le acque provenienti dalla depurazione per costruire acquedotti agro-industriali. Necessita inoltre intervenire sulle perdite delle tubazioni acquedottistiche che ormai si aggirano sul 40% e che gravano sul costo della bolletta dei cittadini, perché si paga anche l’acqua che si disperde nel terreno.

Risulta di fondamentale importanza contrastare l’impermeabilizzazione dei suoli, arrestando il folle processo di cementificazione in corso, favorendo il recupero del patrimonio urbanistico esistente e quando possibile decementificare, come ad esempio sostituire le pavimentazioni impermeabili dei megaparcheggi con soluzioni permeabili. Tutto ciò associato a un rimboschimento urbano avrà effetti positivi sulla ricarica della falda acquifera e conseguentemente di contrasto, assieme alla non realizzazione di manufatti sotterranei quali parcheggi e scantinati, all’avanzata del cuneo salino.

Le aree umide oltre che ambienti ricchi di biodiversità, contribuiscono con la loro bellezza alla ricchezza intrinseca dei parchi urbani e costituiscono delle naturali vasche di espansione in grado di contrastare il rischio idraulico. Fondamentale è pertanto la loro conservazione, ma anche il loro incremento nei parchi pubblici urbani.

BONACETO

Credo di aver risposto a questi quesiti già alle domande precedenti.

DEL GHINGARO

Il nostro Regolamento Urbanistico limita al minimo il consumo di suolo e predilige piani di recupero del patrimonio edilizio esistente, inoltre abbiamo previsto una ingente e quantità di aree da cedere al Comune per la realizzazione di nuovi spazi verdi e aree pubbliche. Tutte le aree di trasformazione volte al recupero previste nello strumento prevedono una riduzione importante delle aree edificate rispetto al passato e favoriscono una riqualificazione complessiva di zone oggetto di degrado e abbandono. Ritengo che con le tecniche più comuni ormai utilizzate in tutta Europa e nel resto del mondo si possano realizzare opere in sotterranea senza intaccare le falde e senza dimenticare le problematiche del cuneo salino. Sono opere che si possono fare, devono solo essere progettate in modo scrupoloso e attento.

Sono assolutamente favorevole al mantenimento delle aree umide nei parchi urbani, ovviamente con tutte le tutele dovute, nei casi di inserimento dei parchi in contesto urbano. 

PACI

La progettazione in ambiti antropizzati, come la nostra città, richiede un approccio sempre più integrato e multidisciplinare. Architettura, urbanistica, ingegneria e paesaggio, non sono più temi

scollegati tra loro ma coesistono dall’idea, alla progettazione, alla realizzazione e fino alla gestione.

A livello urbanistico è determinante la “progettazione urbana” ispirata al moderno concetto d’infrastruttura verde per ridurre l’effetto delle “isole di calore”, conservando ed aumentando

l’infiltrazione d’acqua nel terreno, evitando un elevato scorrimento delle acque piovane e alleviando il carico sui sistemi di canalizzazione idrica. In ambito urbano la risorsa idrica può essere

salvaguardata praticando il recupero delle acque meteoriche, da stoccare in appositi serbatoi, da utilizzare per l’irrigazione delle aree verdi. Da noi questa pratica può limitare grandemente l’emungimento dalle falde acquifere e preservarle dall’ingressione di acque salate marine. Contestualmente a questi interventi va redatto, all’interno degli strumenti della pianificazione urbanistica, un panorama di regole che agevolino la riqualificazione delle dorsali e delle reti idriche potabili e favoriscano la lotta agli sprechi idrici (es. divieto d’irrigazione delle opere a verde con acqua potabile – scellerato modus operandi dell’attuale Amministrazione).

Impermeabilizzazione dei suoli

Dal punto di vista urbanistico, l’uso delle Valutazioni Ambientali Strategiche (VAS e delle Valutazioni dell’Impatto Ambientale (VIA), è determinante per garantire la sostenibilità dell’impermeabilizzazione del suolo occupato dai manufatti urbani.

Dove è impossibile evitare significative impermeabilizzazioni, devono essere elaborate misure di mitigazione nella consapevolezza che inevitabilmente le attività edilizie influiscono sulla capacità del terreno di svolgere appieno le proprie funzioni drenanti. Fortunatamente oggi disponiamo di tecnologie tali da limitare la perdita delle funzioni drenanti del suolo utilizzando approcci, materiali e metodi di costruzione, da valutare caso per caso. La nostra Amministrazione, facendo tesoro dell’ampia casistica d’esperienze e di misure di mitigazione sviluppate in molti comuni italiani, incentiverà l’impiego di materiali e superfici altamente permeabili, dell’infrastruttura verde e dei sistemi di recupero dell’acqua meteorica.

Siamo quindi d’accordo per la limitazione dell’impermeabilizzazione dei suoli perseguita con gli strumenti e le tecniche sopra esposte.

Parcheggi e cantine

I manufatti sotterranei (parcheggi e cantine) possono creare problemi d’ingressione di acqua salata nelle falde acquifere. Soprattutto in fase di costruzione dei manufatti, il pericolo d’ingressione aumenta notevolmente. La possibilità di costruzione di vani interrati o seminterrati va mantenuta, a fronte di dettagliate indagini geologiche, redatte da professionisti abilitati, che dimostrino l’assenza d’ingressione di acque saline nelle falde di acqua dolce.

Nella zonizzazione urbanistica, dove le indagini geologiche dovessero dimostrare la presenza di suoli particolarmente esposti alle ingressioni saline, potranno essere individuate porzioni di territorio comunale dove la costruzione dei manufatti interrati sarà vietata.

Aaree umide all’interno dei parchi urbani

Il mantenimento delle aree umide all’interno dei parchi, in alcuni periodi dell’anno, è certamente utile a contenere il rischio idraulico e, al contempo, rientra nella strategia per la tutela della

biodiversità degli ecosistemi. Se si decide di praticare questa strategia le “aree verdi urbane” vanno a formare una rete strutturale di sistemi seminaturali capaci di migliorare la qualità della vita dei

cittadini. Questo approccio, di una progettazione urbana più attenta alla mitigazione dei problemi idraulici e all’adattamento al cambiamento climatico, determina il miglioramento della resilienza

degli habitat, della funzionalità e connettività degli ecosistemi e del comfort estetico-percettivo legato alla presenza di sistemi naturali.

Per questi motivi, siamo favorevoli alle aree umide urbane ma solo dopo aver redatto un “Piano Del Verde Urbano Comunale” che recepisca gli input espressi nella sopra citata strategia e ne valuti l’applicabilità e l’assenza di problemi per la comunità.

(Visitato 149 volte, 1 visite oggi)

Elena Grandi a Viareggio

Renzo Ulivieri a Viareggio: intervista al mister sullo stadio dei Pini e le politiche sportive