Resta in cella a Poggio Reale Michele Antonio Gaglione, il fratello di Paola, morta dopo essere speronata mentre era in moto con il suo fidanzato Ciro, all’anagrafe Cira, ragazzo transgender del quale si era innamorata.

Lo ha deciso questa mattina il giudice del Tribunale di Nola all’udienza preliminare, dopo aver ricostruito quanto avvenuto e le dichiarazioni dello stesso arrestato: “Voleva fermare la sorella e riportarla a casa – si legge nell’atto -, “perchè desiderava per lei una relazione normale”. Durante l’inseguimento, spiega il giudice, l’attuale arrestato aveva tentato più volte di tagliare la strada a Ciro e alla sorella, che erano sulla loro moto, e di aver con la mano e con un calcio spinto la due ruote .

“Ha mostrato scarso senso di civiltà e rispetto nei confronti dell’altrui determinazione, accentuata pericolosità sociale, disdegno verso ogni aspetto confliggente il proprio pensiero”. Gravi e allarmanti, le descrive cosi il gip dottoressa Fortuna Basile, le modalità e le circostanze dell’azione e nonostante Michele Antonio Gaglione sia incensurato per il “pericolo di reiterazione del reato” è stata respinta la richiesta di domiciliari.

“Faremo subito ricorso al Riesame – fa sapere il legale dell’arrestato, avvocato Giovanni Cantelli.

Lo mamma di Ciro, rimasto ferito in quella notte di sangue, e compagno di Maria Poala, morta per un amore ritenuto dal fratello “sbagliata”, intanto si sfoga su Facebook: “Vergognatevi, i figli si accettano come sono, non si uccidono”

Sulla storia, diventata caso nazionale, ieri erano intervenuti Regina Satariano, molte associazioni lgbt, e numerosi politici.

Paola e Ciro
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