Nell’ultimo consiglio comunale si sono votate le mozioni di sfiducia nei confronti del Presidente del Consiglio e del Sindaco che nei giorni scorsi ha avuto il coraggio di esultare per la vittoria ottenuta.

La verità è un’altra – così Adolfo del Sodato (PD), Leonardo Gilardetti (Sinistra Comune) e Raffaello Giannini (Noi per Massarosa) – il voto sulle mozioni di sfiducia, finito nove a otto, ha certificato che la maggioranza uscita solo un’anno fa dalle urne non esiste più.

“Una ex maggioranza ancora al governo” che ha perso per strada 4 membri, 3 consiglieri e un assessore e si trova anche al momento a dover gestire qualche mal di pancia interno”.

“Il Sindaco al momento rimane in carica solo per il suo voto in consiglio comunale e per il voto di un consigliere eletto all’opposizione”.

Chi ha tradito il mandato elettorale?

Molti fanno paragoni nell’espressione di voto fra i tre fuoriusciti dalla maggioranza e Merciadri. I più vicini sostenitori del Sindaco hanno più volte appellato Ghiara, Dati e Garibaldi come traditori del proprio mandato, ma è il caso di sottolineare che a differenza di loro, Merciadri non è stato votato direttamente da nessuno.
Merciadri infatti non era un candidato consigliere che si è misurato direttamente con i voti degli elettori, ma è lì grazie ai voti che altre persone hanno preso, in rispetto degli ideali del movimento 5 stelle dal quale (a causa proprio delle sue posizioni appiattite sul Sindaco) è stato espulso e a nostro avviso – continuano – quello che si dovrebbe dimettere è proprio lui.

“Se proprio vogliamo parlare di chi ha tradito il proprio mandato elettorale – continuano gli esponenti di Minoranza – questo va ricercato proprio in Vasco Merciadri”.
Gli altri tre, che rappresentano da soli quasi il 5% dell’elettorato, hanno votato contro l’operato del Sindaco sull’approvazione del bilancio proprio per tener fede al mandato dato loro dagli elettori e formalizzato nel Programma elettorale: “Investire sulla scuola”.
In un’amministrazione che non conosce la parola Democrazia, invece di cercare una mediazione il Sindaco ha cacciato i tre come se la loro posizione fosse una “Lesa Maestà”

Il voto di Merciadri che si aggiunge sistematicamente alla destra, senza dare conto di valutazioni e prospettive politiche ma piuttosto facendo ogni volta scena muta in consiglio comunale. Senza nemmeno provare un briciolo di vergogna, continua a sostenere con incredibile impudenza di sedere all’opposizione.

Delle due l’una: se Merciadri siede all’opposizione Coluccini è in minoranza e farebbe bene a dimettersi prendendo atto di non avere i numeri per governare. Ma se Merciadri è organico alla maggioranza, come si deve desumere dagli atti, allora deve lasciare le cariche che spettano all’opposizione a partire dalla presidenza della commissione di controllo e garanzia. O l’una o l’altra. 

In ogni caso gli equilibri in consiglio comunale sono mutati. L’amministrazione, che rimane attaccata alle poltrone per un solo voto di scarto, è a guida leghista, un partito della consigliera Elisa Montemagni che porta piena la responsabilità delle misure antisociali che hanno travolto il modello costruito da sei generazioni di massarosesi.
Forza Italia non è più rappresenta. Rivive a Massarosa una grottesca riproposizione in miniatura dell’esperienza gialloverde rovinosamente naufragata al governo del Paese. 

In tutto questo anche la giunta è a pezzi, con un assessore in meno e quelli in carica debolissimi, con deleghe fondamentali non assegnate. 
L’assenza di un assessore all’istruzione è una vergogna considerata l’emergenza che vive il paese, ma non meno grave la mancanza di deleghe all’urbanistica, alle società partecipate e alle attività produttive.  

Il comune è allo sbando, senza autorevolezza e una visione del nostro territorio.

La giunta Coluccini non ha più niente da dire e quasi tutti lo hanno capito: ma l’agonia che si trascina può fare solo danni dopo un anno e mezzo che non potrà essere dimenticato.

Partito Democratico (Adolfo Del Soldato) Sinistra Comune (Leonardo Gilardetti) Noi per Massarosa (Raffaello Giannini) 

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