È tempo di castagne! Il 2020 in Versilia ci regala un’ottima qualità e una raccolta nella media. Il cinipide che negli anni passati ha distrutto il frutto del castagno lasciando a bocca asciutta i versiliesi non fa più così tanta paura grazie anche all’introduzione di insetti antagonisti, tanto che i metati hanno ripreso a fumare per trasformare il frutto in farina. 

“In Alta Versilia i metati sono tre a Pomezzana, uno a Terrinca, uno a Retignano, uno al colle dell’Orzale sopra Cardoso, uno a Minazzana, uno a Azzano e uno a Giustagnana – spiega Simone Battistini –  bio-eroe, socia CIA Versilia e  ‘metataro’ che si prende cura della gestione del metato e proprietario dell’azienda agricola Il Castello – la nostra missione è quella di frenare l’abbandono e la fuga dalle montagne e in parte ci stanno riuscendo con la riattivazione dei metati. Oltre al classico marrone – spiega ancora Battistini – i  nostri castagneti sono ricchi di molte varietà: la Carpinese, più piccola e dalla buccia rossastra, il Cardopolpo, così chiamato perché il suo riccio è più tenero e meno pungente, il Gombitello, la cui provenienza viene attribuita alla zona del paese Gombitelli, la Pelosora, ottima per fare le caldarroste, e altre ancora”.

 “Curare i castagneti – dichiara Massimo Gay, responsabile Cia Versilia, è anche un modo per prendersi cura di un territorio molto spesso dimenticato e abbandonato, i contadini lo diciamo spesso sono i primi e veri architetti paesaggisti che devono essere aiutati nel loro lavoro e valorizzati.”

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ultimo aggiornamento: 12-11-2020


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