“Ci auguriamo che sia di vostro gradimento”. Così si conclude la lettera di Coluccini ai genitori in merito alla ripresa del servizio di refezione.
Non sappiamo se ridere o se piangere – commenta l’opposizione di Massarosa – di fronte ad un’amministrazione che così conclude una missiva che getta nel caos le famiglie e si limita ad annunciare un salasso che non ha eguali: 5,82 a pasto, una mazzata terribile per tante famiglie. 

Allora, davvero come servizio pubblico,  le domande a cui non si risponde ma che tanti genitori si stanno facendo in queste ore le facciamo noi:

  • Il servizio è obbligatorio o no?
  • Come sarà organizzato lo sporzionamento dei pasti?
  • Come si pagherà? 
  • Come si gestiranno i casi dei bambini che non hanno il buono,  mettendoli a digiuno?

Nessuna informazione – continuano le minoranze – e non ci è dato sapere se l’amministrazione intenda condurre un confronto con le scuole,  con le famiglie con gli organismi di rappresentanza,  con quelli cioè che una volta si chiamavano i corpi intermedi spiegando il funzionamento del servizio o intende agire secondo la sgrammaticata formula del sindaco del podestà deliberativo? 

E le fasce di esenzione ISEE?

Coluccini ha gettato nel caos e distrutto un servizio che ha trovato perfettamente funzionante e che a quelli di prima costava di meno (stando alla base d’asta del costo a pasto) che a quelli di adesso. 

La decisione di far pagare per intero è sua come è sua la decisione del dissesto. Il ritardo vergognoso di 4 mesi rispetto all’inizio dell’anno scolastico è suo ed è frutto di assoluta disorganizzazione.

Il mostro giuridico della “concessione” di un servizio che la legge vuole a domanda individuale è sua. “Coluccini è come quel generale che rasa al suolo la città, pretendeva di essere ringraziato per aver accampato nelle tende gli sfollati”. 

In sede di approvazione del bilancio,  noi proporremo un emendamento per ripristinare tariffe sostenibilli o quantomeno altre forme di sostegno che vadano incontro alle difficoltà delle famiglie: vedremo chi avrà il coraggio di respingerlo guardando in faccia i cittadini. 

Ma attingendo a quali fondi?

Naturalmente da quelle facili entrate sistematicamente tagliate da un sindaco che come Nerone, non ha esitato a dar fuoco al comune per dare la colpa a quelli di prima e per avverare le profezie di sciagura.
E che disdegna di portare a Massarosa anche soldi che ci spettano,  non fosse mai che le sciagure si potessero evitare.

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“Del Dotto eviti di interferire sulle scelte di Massarosa e ci dia i soldi che ci spettano”.

“Un’amministrazione immobile punisce chi ha iniziativa e premia i fedelissimi”