Una situazione sociale critica, una campagna vaccinale avviata in ritardo, il negazionismo delle autorità che ha messo in difficoltà il Paese. È il Brasile visto da Marco Lucchesi, scrittore, poeta e traduttore brasiliano di origini italiane. Lo abbiamo intervistato in occasione dell’uscita di ‘Adeus Pirandello’, romanzo che racconta il viaggio del drammaturgo italiano con Marta Abba in Sud America nel 1927.

 “La pandemia in Brasile – spiega Lucchesi – ci sta massacrando. Sta tornando la fame, quella vera. Il sostegno economico che riceve la popolazione è del tutto insufficiente. La nostra sanità prima di questa pandemia era in grado di vaccinare un milione di persone al giorno: lo abbiamo fatto per l’influenza. Ma il negazionismo ci ha portato allo sbaraglio, sono stati minacciati medici e scienziati che proponevano soluzioni. Per mesi siamo stati dietro, inutilmente, alla clorochina. Abbiamo comunicato tardi – prosegue Lucchesi – ad acquistare i vaccini: oggi ne abbiamo il 10% rispetto a quanti ne servirebbero per vaccinare la popolazione brasiliana contro il covid”. Anche la scuola, settore che vede Lucchesi impegnato da anni, non se la passa meglio. “Abbiamo le scuole dalle medie in su chiuse. Qualcuno prova a fare videolezioni, è vero: ma la maggior parte delle persone non ha una connessione internet adeguata”.

Marco Lucchesi è, tra le altre cose, presidente dell’Accademia Brasiliana di Lettere e professore ordinario di Letteratura Comparata nella Facoltà di Lettere dell’Università Federale di Rio de Janeiro. Ma è anche il traduttore, per il Brasile, ad esempio, di Umberto Eco . In occasione dei 500 anni dalla scomparsa del poeta “allestirò – annuncia – una grande mostra collettiva su Dante alla camera dei deputati brasiliana, a Brasilia. La stiamo organizzando assieme ai rappresentanti dell’Accademia della Crusca e di quella dei Lincei e con l’ambasciata italiana in Brasile. Per l’occasione sarò anche ristampato un mio scritto sulla Divina Commedia, saranno proposti cortometraggi su Dante, saranno fatti dei focus su Ulisse e Beatrice, e sul ‘Dante brasiliano’. Non mancheranno sorprese”.

marco Lucchesi
marco Lucchesi

Non è solo Dante il filo che lega Marco Lucchesi all’Italia. È nato in Brasile e vive a Niterói, città sulla baia di Rio de Janeiro nel rione Itacoatiara, Ma la sua famiglia (i nonni in particolare) è originaria di un paese toscano della Versilia, in provincia di Lucca, Massarosa. Il poeta e scrittore brasiliano non di rado è tornato nella sua terra di origine. Un legame con l’Italia che è chiaro anche nel suo ultimo romanzo, pubblicato da qualche giorno in Brasile dalla casa editrice ‘Rua do Sabão’ di San Paolo. Si intitola ‘Adeus Pirandello’ e racconta il viaggio di Luigi Pirandello e Marta Abba tra Brasile e Uruguay nel 1927. “La storia vera del viaggio di Pirandello, Abba e della loro compagnia teatrale nel 1927 a Buenos Aires, poi Montevideo, São Paulo e infine a Rio de Janeiro – racconta Lucchesi – nel mio libro si intreccia alla storia altrettanto vera di un diplomatico italiano, molto a Rio de Janeiro nello stesso anno. Nel mezzo c’è l’invenzione letteraria: le vicende, i dialoghi tra i personaggi, alcuni reali altri no”. L’idea di un romanzo su Pirandello nasce da lontano nello scrittore brasiliano di origini italiane. “Pirandello l’ho sempre amato come autore di narrativa e come drammaturgo. Inoltre, qui in Brasile – dice Lucchesi – è un autore particolarmente apprezzato: pensate che c’è un medium che afferma di parlare con lo spirito del defunto Luigi Pirandello. Ha scritto tre libri sotto la sua presunta dettatura”. E questo non è una storia inventata: è la realtà”. Del libro è prevista una traduzione in italiano.

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