La mancanza di senso delle istituzioni,  la violazione sistematica delle regole del galateo istituzionale che caratterizza la giunta leghista di Massarosa si ripercuote anche in ambiti come la commissione pari opportunità che dovrebbero lavorare in spirito collaborativo su tematiche di grande significato sociale.
Così le forze di minoranza di Massarosa denunciano il clima ostile e non propositivo della commissione Pari Opportunità.

Nemmeno una commissione aperta alla società civile è risparmiata dalle faide, dai conflitti di interessi e dai furori ideologici di un’amministrazione che ha gettato il comune in una confusione ed in un discredito che non hanno precedenti. 

La panchina Rossa: Un simbolo che la maggioranza non vuole

La vicenda più incredibile è quella della panchina rossa. Si tratta di un simbolo,  di grande significato alla luce di tanti fatti di cronaca. Non si contano i comuni di ogni tendenza ad aver inaugurato la propria panchina rossa. A Massarosa la richiesta è venuta anche da un’associazione della società civile e la commissione l’aveva approvata.

Ma da mesi la panchina rossa non si fa perché la Giunta si oppone.  Nessuno ne esplicita il motivo ma, come succede su tanti fronti, la Giunta Coluccini rifiuta persino gli atti dovuti senza darne motivazione.  Sarà il colore a turbare qualcuno? 

L’attività amministrativa bloccata anche da faide interne.

I lavori sono inoltre bloccati dalle faide interne.  L’ultima commissione, la settimana scorsa, ha speso ore su un solo argomento.

Le decisioni prese vengono bloccate dalla Giunta.

La commissione non combina niente e non dà esecuzione alle proprie decisioni ma ciò non pare interessare alla presidente Bacci.Sulla quale, infine,  non possiamo non rilevare l’inammissibile conflitto di interessi fra ruolo politico e la propria posizione di dipendente del comune di Massarosa, che crea oggettive difficoltà e imbarazzi nella confusione dei ruoli.  Ben lungi dal dovere di un dipendente di astenersi dal commentare le circostanze dell’ente presso cui lavora, la Bacci interviene sui social sulla politica locale e presiede un organismo politico: il fatto che dopo averlo fatto rilevare da mesi l’interessata non colga la gravità della cosa completa un quadro di sfascio istituzionale inaccettabile

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