La segreteria della Uilm area nord Toscana: “Si respira aria nuova, il risultato dei sacrifici e del buon lavoro fatto. Ora bisogna proseguire con gli investimenti e rinnovare l’accordo che scade a settembre”

“In occasione della festa dei lavoratori, il Primo Maggio, dalla Kme Italy arrivano ottime notizie. L’azienda torna ad assumere nuova forza lavoro:  nei prossimi giorni entreranno i primi 3 giovani operai di 6 che sono stati assunti e che saranno inseriti nei reparti di produzione,  a ricoprire ruoli attualmente non presenti in azienda. Per ora sono solo sei assunzioni ma l’auspicio  è che sia solo l’inizio di un necessario  ricambio generazionale”.

Lo sostiene la Uilm area nord Toscana che oggi vede prospettive positive per lo stabilimento, dopo anni di crisi e di stallo. “Abbiamo sempre sostenuto che un’azienda che non investe e non assume sia destinata alla chiusura- Finalmente dopo 13 anni si rivedono facce nuove tra gli operai, le ultime assunzioni sono datate 2008. Arrivano dopo anni di sofferenza e di accordi difensivi. Si rivede un po’ di luce”. Una ripresa che è iniziata lenta ma che è stata quasi costante: “Da qualche anno la situazione è andata  lentamente migliorando – prosegue la segreteria Uilm -. L’afflusso di ordini è sempre stato in aumento anche nel 2020, anno difficilissimo dovuto alla pandemia: l’azienda è riuscita a fare ugualmente un ottimo risultato. Crediamo che ad incidere positivamente su questa lenta ma continua fase di crescita siano stati  anche i lavoratori e il  loro impegno profuso, dimostrazione di alta professionalità e soprattutto massima flessibilità  sulla gestione degli orari. Fattore importante di questa fase è stata  anche  la politica sindacale messa in campo  dalla Rsu, sempre attenta per cercare di far cogliere all’azienda ogni opportunità che gli si è presentata davanti per  incrementare i quantitativi da produrre. Una gestione che ha consentito il reintegro di molti lavoratori posti ai massimali. Ed è da rimarcare come la gestione condivisa e concordata fra azienda ed Rsu nella fase della pandemia per la stesura dei protocolli anti contagio abbia permesso  di lavorare in sicurezza anche nel periodo di piena emergenza”.

Con l’inizio del mese di maggio sembra poter iniziare una nuova fase per Kme: “Oggi si torna a respirare aria nuova, da un adattamento di sei o sette giorni di cassa integrazione al mese si è passati a lavorare a pieno regime e a incrementare i turni di lavoro, con alcuni impianti che viaggiano a 21 turni – continua il sindacato –  ma soprattutto ad assumere nuove leve. Dopo anni che non venivano fatte assunzioni l’età media dei lavoratori si è alzata e quindi una rinfrescata all’organico non può fare altro che bene. Non dimentichiamo però gli anni difficili  e i sacrifici fatti  per salvare il posto di lavoro:  nel 2013 per evitare 175 licenziamenti i lavoratori hanno rinunciato a tutta la parte variabile del salario, nel 2015 l’annuncio shock  della riconversione dello stabilimento all’agricoltura idroponica, nel 2016 ancora un accordo difensivo con molti lavoratori  messi ai massimali degli ammortizzatori sociali  e ancora oggi ci sono maestranze in cassa integrazione. A settembre scade l’accordo che in tutti questi anni ci ha permesso di gestire la difficile situazione – conclude la segreteria Uilm -.  Chiediamo all’azienda  che a stretto giro si apra la trattativa  per il rinnovo, che sia mirato a rinnovare il contratto di secondo livello ma anche a raggiungere una nuova intesa che consenta a tutti gli operai oggi cassa integrazione il loro rientro in azienda. Chiaramente questo  non deve essere l’unico argomento di discussione, perché oltre  al ricambio generazionale c’è bisogno che l’azienda  intervenga sulla  manutenzione straordinaria degli impianti: alcuni sono obsoleti e bisogna mettere in preventivo  nuovi investimenti. Se il lavoro, come auspichiamo, arriverà gli impianti dovranno essere all’altezza della situazione, essere efficienti e in grado di produrre le tonnellate richieste”.

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