“Tre milioni e mezzo di buco. Il primo e si spera ultimo bilancio di Coluccini chiude con un disavanzo gigantesco, la “nuova Massarosa” di Montemagni e soci esce massacrata anche nei numeri che sono implacabili perché frutto dei primi due anni di gestione di un sindaco sbagliato e accecato dall’odio e di una maggioranza incapace fin dai primi giorni di gestire il comune”.
Così la minoranza di Massarosa apostrofa quanto avvenuto nell’ultimo consiglio comunale definito in più momenti surreale.

Un consiglio comunale a tratti grottesco: Su uno degli atti  fondamentali del comune la maggioranza tace e si nasconde e poi per non affrontare il proprio fallimento scappa, facendo mancare il numero legale.

“Un atto inaudito e senza precedenti: il rendiconto consuntivo che va in consiglio senza uno straccio di intervento dell’amministrazione e soprattutto del sindaco che compare solo alle 21:52 e che non dice una parola, lasciando relazionare la dirigente. Una cosa mai vista, la maggioranza che non c’è più, non è in grado di far funzionare il comune e si trascina rovinosa con danni terribili alla nostra comunità”, continuano PD, Massarosa Futuro, Sinistra Comune, Massarosa Domani e Noi per Massarosa.

Quello che è successo dimostra tutta la difficoltà di una maggioranza che come un pugile alle corde non riesce a sostenere le scelte fatte dal Sindaco e dalla sua cerchia ristretta.
Coluccini solito a fare lunghe arringhe sulla bontà delle sue scelte apostrofando quasi in ogni frase la colpa e in alcuni casi ipotizzando anche il dolo di “quelli di prima”, seppur con la delega al Bilancio, si è presentato in consiglio quasi un ora dopo lasciando alla dirigente l’onere di discutere il suo primo vero bilancio dove nessuno all’infuori della sua maggioranza ha responsabilità.

Ha evitato di relazionare uno degli atti politici più importanti di un’Amministrazione pubblica insieme al bilancio previsionale dando la sensazione di una vera e propria fuga dalle sue responsabilità, senza alcun senso, irrispettosa dei ruoli e della dignità sia del consiglio comunale che della funzione tecnica.
Non una parola in difesa del bilancio consuntivo dalle forze politiche che sostengono questa instabile maggioranza, ne dalla capogruppo e consigliera regionale della Lega Elisa Montemagni, ultimo baluardo di questa compagine.

L’amministrazione Coluccini sarebbe potuta andare a casa.

Non è dato comprendere se la minoranza ha fatto un errore di valutazione causato principalmente dalle difficoltà date dalla modalità di svolgimento in video conferenza, oppure abbia voluto che Coluccini approvasse il primo bilancio con piena responsabilità, ma se durante la discussione fossero usciti non ci sarebbe stato il numero legale viste le assenze di Coluccini e di Brocchini per quasi un’ora.

Se il consiglio fosse saltato sulla discussione del Bilancio consuntivo, la strada per il commissariamento e per probabili elezioni a ottobre sarebbe stata segnata.

Sta di fatto che il numero legale è stato mantenuto dalla minoranza e successivamente, la maggioranza è uscita, facendo sospendere la seduta, per non discutere alcune mozioni che avrebbero acuito ancora di più le difficoltà dell’Amministrazione come la mozione sulle farmacie.

Il consuntivo nel dettaglio

Entrando nel merito del rendiconto consuntivo, l’atto votato in consiglio comunale fotografa l’andamento dal 1 gennaio al 31 dicembre 2020 sotto l’attuale amministrazione al netto di quelli di prima. 

“Ebbene il bilancio ragionieristico e stabilmente riequilibrato – continuano i partiti di opposizione – chiude con un buco di oltre tre milioni e in disavanzo di parte corrente.
La “nuova Massarosa”,  oltreché ai cittadini adesso andrà spiegata al Ministero”.

“Nel corso dell’esercizio si sono formati nuovi residui attivi per quasi 5 milioni,  che con i criteri iper rigoristi del primo Coluccini sarebbe elemento sufficiente per un nuovo dissesto”.

“Diciamolo con le parole di Coluccini – continuano: Poiché i residui sono soldi messi in bilancio non ancora incassati, hanno speso soldi che non avevano. Quel dato segnala una difficoltà ad incassare drammatica, frutto dello smantellamento della struttura tecnica e del clima di allegria fiscale di un’amministrazione che ha eliminato la lotta all’evasione dai suoi compiti”.

Massarosa rischia il dissesto doppio

Chi ha dimestichezza e memoria storica dell’amministrazione di Massarosa, a partire da Larini in poi, è consapevole che il valore complessivo del bilancio non può scendere sotto i 17 milioni per poter garantire il funzionamento della macchina amministrativa e l’erogazione dei servizi (nemmeno troppi). I previsionali ’21 – ’23 raccontano che arriveremo ad una somma al netto dei fondi di accantonamento di 14 milioni e mezzo che non permetterà il funzionamento dell’Ente.
Sommando il risultato del 2020, con una riduzione delle entrate significativa e un disavanzo di 3,5 milioni di euro, se non si prenderanno seri correttivi l’ipotesi di un nuovo dissesto sarà quasi una certezza.

Due milioni di incassi in meno

“Non solo: nel 2020 il Comune  ha incassato due milioni in meno dell’anno del dissesto,  quando secondo qualcuno smentito dalle carte le entrate erano sovrastimate.  Si parla di incassato,  non di accertato.
Aver privato di due milioni un comune povero di risorse è un danno irreparabile alla nostra comunità. 

“Questa è l’ennesima conferma del paradosso del dissesto di Massarosa: il primo caso al mondo di un comune che fallisce perché incassava troppo.  Ma ormai chi voleva capire ha capito ciò che è successo. 
Non c’è più tempo per i comodi della maggioranza.  È  tempo di chiudere questo cerchio tragico e interrompere una sequela di danni spaventosa, consentire ai cittadini di darsi alle elezioni di ottobre un’amministrazione e un sindaco decenti”.

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ultimo aggiornamento: 23-05-2021


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