Nella conferenza stampa convocata a poche ore dalla notifica della sua decadenza, l’ormai ex sindaco di Massarosa Coluccini con a fianco i rappresentanti delle forze politiche che lo hanno sostenuto – Forza Italia, LEGA e Fratelli d’Italia – annuncia la sua ricandidatura e spiega quanto accaduto in questi ultimi giorni:

“Sono stato fatto Sindaco dal 52% degli elettori, 6537 cittadini votanti, che mi hanno scelto e dato fiducia.
Ci tolgono la fiducia e la possibilità di amministrare 4 cittadini”.
La proporzione tra questi due numeri parla da sola.
Non mi tolgono la fiducia con un voto in Consiglio Comunale ma andando a Livorno da un notaio.

“Nello specifico tra i 4 c’è il consigliere Giuseppe Angeli, il cui nobile discorso in consiglio lo scorso luglio sulla richiesta di cambio di passo da dell’Amministrazione si è tradotto, nel piccolo quotidiano del giorno dopo, nella pretesa personale che nominassi la sua compagna Danila Aloisi
assessore.
Lo stesso Angeli che ha iniziato la sua carriera politica nel movimento sociale italiano e l’ha conclusa, dopo esser passato per vari partiti, nell’ufficio di un notaio con la delega a rappresentarlo affidata a Silvano Simonetti dei comunisti italiani, senza confronto o spiegazioni né con me né con il resto della maggioranza, ma anche questa volta ci ha concesso di sapere la sua volontà solo leggendo i quotidiani.
Gli altri tre consiglieri sono Sisto Dati, Mascia Garibaldi, Lorenzo Ghiara, che hanno cercato di mandare a casa la mia amministrazione già lo scorso luglio.
Proprio a luglio scorso invece con il bilancio stabilmente riequilibrato abbiamo fatto andare avanti Massarosa dopo il dissesto”.

Insieme a loro consiglieri comunisti e PD che non hanno mai accettato il risultato elettorale fin dal primo giorno, basti pensare nel piccolo che non volevano consegnarmi la fascia tricolore e lo hanno fatto solo dopo gironi, forse poca cosa ma significativa del clima che c’è e di chi lo ha creato.

Gli stessi consiglieri comunisti e PD negazionisti del dissesto, perché questo è il punto: voler tentare di spacciare il dissesto per atto politico, per scelta, quando invece è “solo” un grande problema economico e finanziario.
Il dissesto è stato inevitabile per un semplice motivo: perché c’è, perché è la realtà, piaccia o non piaccia.

Hanno minacciato di rivolgersi a prefetto, procura, corte dei conti, tar ma si sa tutti che ad essere sotto indagine, inchiesta o verifica di responsabilità che si chiami è chi ha amministrato prima di me.

Sono stato accusato di guardare al passato, niente di più falso ho sempre e solo guardato avanti per il bene di Massarosa.
Ho trovato una situazione tre volte più drammatica di quella che conoscevo come consigliere, sapevo che era dura ma ho deciso per senso civico, perché così hanno voluto i cittadini di Massarosa di sacrificare tempo ed affetti all’impegno per la mia comunità.
Perchè se avessi lasciato con il commissario la scuola di Quiesa non si sarebbe mai riaperta ma sarebbe già stata venduta, così come piscina, campi sportivi ecc, basti guardare a cosa è successo a Viareggio.

Perché senza il bilancio approvato a luglio anche tutte le altre scuole con il commissario sarebbero restate chiuse per le necessità di adeguamenti covid, poiché non ci sarebbero stati i tempi.
Ho cercato di far pesare meno possibile ai cittadini la situazione inventando ogni giorno possibili soluzioni.
Il dissesto non è una delibera ma il disastro di chi ha amministrato e dura finché qualcuno non lo risolve. Abbiamo fatto in due anni un gran lavoro ma il percorso è ancora lungo.
Chi sarà giudicato responsabile del dissesto per dieci anni non si potrà candidare, ecco forse spiegata tanta fretta nel farmi cadere da parte della sinistra.

Per questo chiederò al prefetto ed in ogni sede che non si cerchi di abbuiare ancora una volta tutto.
Oggi non cado io o la mia giunta, purtroppo è un’altra brutta caduta per Massarosa. Io non mi arrendo, mi rialzo e mi rimetto a correre.

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