Medici e pazienti nel caos in nome di un nuovo modello organizzativo .

“Moltissime le segnalazioni che ho ricevuto, sia da parte dei cittadini, che dall’organico interno all’Ospedale Versilia, sconcertati per la nuova disposizione ospedaliera riguardo alla distribuzione degli ausili”, afferma il Senatore di Forza Italia Massimo Mallegni, che si fa portavoce di un disagio reale e concreto che sta coinvolgendo ospedale e territorio, dopo la chiusura del magazzino ospedaliero che permetteva la distribuzione di ausili immediatamente dopo le dimissioni dei pazienti.

“L’ospedale Versilia è sempre stato dotato di un magazzino di ausili assistenziali, come letti antidecupito, materassi speciali per disabili ecc: un servizio che ha sempre funzionato benissimo, dove i medici, alle dimissioni del paziente, erano in grado di fornire subito questo materiale. Stessa cosa per i pazienti esterni che attraverso il medico di base, potevano far riferimento a questo magazzino dotato di ufficio e reperire ciò di cui avevano bisogno in breve termine”, spiega l’azzurro.

“Ebbene, dal 2 agosto una nuova direttiva ospedaliera ha gettato nel caos tutto questo lavoro straordinario. Il nuovo modello organizzativo per quanto riguarda il settore protesica  avrebbe infatti lo scopo di ottimizzare i tempi e ridurre i disagi agli utenti: cosa completamente errata, in quanto il magazzino interno all’ospedale Versilia è stato chiuso anche se il numero continua ad essere attivo e tutte le richieste sono state unite insieme a Livorno e Pisa, con il risultato che i medici ospedalieri – in primis – e i cittadini non hanno più un punto di riferimento per la richiesta degli ausili”, continua Mallegni.

“Per non parlare poi della burocrazia  – alla faccia della semplificazione – che è richiesta per reperire il materiale di assistenza: una serie di passaggi che già per i medici risulta complessa e di conseguenza praticamente impossibile per i cittadini e i medici di base. Altro fattore di estrema importanza: i tempi. La tempistica richiesta dal nuovo modello prevede di comunicare il tipo di materiale 6-7 giorni prima le dimissioni e in media i ricoveri sono dai 9 ai 12 giorni: va da sé che è impossibile sapere ancor prima di una diagnosi gli ausili necessari. Ausili che arriveranno al paziente non prima di 9 giorni se disponibili, altrimenti i tempi si allungano”.

“Questa situazione è vergognosa: è stato eliminato un servizio fondamentale per i cittadini in nome di quelle migliorie tipiche di chi lavora con i numeri e non sa cosa significa essere sul posto. I medici del reparto, con questo nuovo metodo, non sanno più cosa ne sarà dei loro pazienti, non conoscono se le pratiche verranno chiuse o gettate su una scrivania tutte insieme, non possono assistere il malato che ha bisogno di quell’ausilio in modo urgente”.
“Si tratta di una problematica importante, che riguarda ospedale e territorio, e che  va risolta per il bene dei cittadini.  Un modello che parla di “ottimizzazione” non può avere questi requisiti: a chi devono rivolgersi adesso tutte quelle persone che hanno perso il proprio punto di riferimento e vagano nel caos di documenti da mandare e mail che non arrivano?” conclude Mallegni.
“Noi siamo qui, a disposizione dei cittadini e attenzioneremo assiduamente la vicenda per risolvere nel minor tempo possibile e ridare ai medici e a chi ne ha bisogno un servizio essenziale”.

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