Il PD sta lavorando a una riforma organica della materia che tenga conto delle specificità del nostro demanio su cui non ci sono solo stabilimenti balneari ma anche negozi, cinema, distributori di benzina, circoli nautici e altre attività.

In tal senso, ricordo il lavoro svolto dal Ministro dell’Economia Gualtieri sulla questione dei balneari pertinenziali, che nessuno prima di lui era riuscito ad affrontare e a risolvere. Il Governo dovrà rappresentare in Europa la specificità della nostra offerta turistica balneare e schierarsi con le nostre imprese. I Comuni costieri e le imprese balneari hanno bisogno di certezze e di un quadro giuridico idoneo che tuteli e rafforzi il nostro sistema turistico. Se lo Stato volesse potrebbe rideterminare i canoni concessori e contestualmente avviare una riforma complessiva dei beni demaniali. Ogni volta, infatti, che si parla di spiagge si evidenzia il basso gettito dei canoni con l’immancabile esempio del Twiga. Ebbene poco distante da quella struttura e a 100 metri dalla storica Capannina, lo Stato è proprietario di un immobile abbandonato che non rende niente: zero canoni, nessun gettito fiscale e occupazione.

La partita delle attività sul demanio vista esclusivamente come lo sfruttamento di un bene pubblico deve essere affrontata e non è più rinviabile, ma non può essere il prodotto di un dibattito ideologico che non tiene conto della realtà italiana. Noi siamo pronti, come parlamentari PD, a sostenere il lavoro del Governo per affrontare e risolvere la questione delle concessioni sul demanio marittimo e a collaborare con il Ministro Garavaglia per far sì che ci sia una soluzione definitiva e condivisa da tutto il Governo.

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