E’ stato adottato questa mattina dal Consiglio comunale, il Piano Attuativo degli Arenili con 15 voti a favore, 6 astenuti e 4 assenti. Partono adesso i 60 giorni per le osservazioni che la commissione urbanistica vaglierà, per poi procedere definitiva

«Dopo l’approvazione e l’entrata in vigore del Nuovo Regolamento Urbanistico nel 2020 – dichiara l’assessore all’Urbanistica Federico Pierucci – siamo arrivati all’adozione anche del primo importante Piano Particolareggiato, quello degli arenili. Uno strumento atteso da anni dopo che le nostre spiagge sono rimaste senza regole certe a svantaggio delle attività balneari e dei servizi per cittadini e turisti».

La ratio seguita è quella del minor consumo di suolo possibile, agevolando strutture non impattanti da un punto di vista ambientale, paesaggistico e di rispetto del Pit regionale: quindi strutture interrate, o semi interrate, per trasportare al di sotto dei vagoni delle cabine alcuni dei servizi offerti, possibilità di realizzare nuove aree a servizio della clientela e delle attività di bar e ristorazione, purché non vengano ostruiti i coni visivi, nessuna possibilità di nuova costruzione per strutture residenziali o ricettive. 

«Una delle grandi innovazioni di questo Piano, unico caso in Toscana, è costituita proprio dall’attenzione ai coni visivi – specifica l’assessore Pierucci -, che sono stati divisi in tre categorie di visuali a seconda della profondità che l’osservatore ha del paesaggio. Una questione che per Viareggio ha iniziato a porsi dal 1917, dopo l’incendio che distrusse i bagni e con la successiva ricostruzione degli stabilimenti che assunsero da subito la caratteristica forma a pettine. Di fatto un problema rimasto da sempre aperto che con questo piano sarà finalmente definita. L’individuazione dei coni ha infatti una ricaduta normativa, determinante non tanto per gli interventi sulla parte strutturale dello stabilimento quando per lo spazio che c’è tra i due vagoni di cabine, attualmente riempiti di verande o di strutture più o meno mobili che però influiscono sulla potenziale vista del mare. Con questo Piano andiamo a dare una disciplina, parlando una lingua attuale, che poi è quella degli strumenti urbanistici regionali, riordinando una situazione che spesso e volentieri era un po’ lasciata al libero arbitrio, con la massima attenzione per l’ambiente, per la funzionalità dei servizi e per la bellezza del nostro arenile». 

Il tutto accompagnato da uno studio approfondito che esamina attentamente lo sviluppo e l’evoluzione della linea di costa degli ultimi 20 anni, per ridisegnare in maniera congrua le aree che possono essere occupate stagionalmente: ogni stabilimento viene dotato di un’apposita scheda normo specifica che mappa tutte le attuali strutture presenti e indica nel dettaglio i possibili interventi strutturali e temporanei che possono essere consentiti per la singola attività. 

Il Piano Attuativo degli Arenili di iniziativa pubblica (PAA) è redatto in variante puntuale al Regolamento urbanistico: Si tratta di due strumenti urbanistici distinti tra loro e di diverso ordine normativo. Nel dettaglio la Variante al Regolamento urbanistico disciplina l’ambito dell’arenile individuato dal Regolamento urbanistico che va dall’arenile attrezzato antistante la Costa dei Barbari adiacente ai primi stabilimenti balneari della spiaggia di Levante, oltrepassa il Porto e il Canale Burlamacca e arriva fino alla Fossa dell’Abate, che segna il confine col Comune di Camaiore. 

Il Piano Attuativo degli Arenili (PAA) sviluppa invece la disciplina di dettaglio per le azioni di trasformazione degli stabilimenti balneari, le funzioni ammesse e sull’uso degli spazi aperti. 

La Variante individua gli obiettivi, le direttive e le prescrizioni che, sulla base del PIT/PPR e della disciplina del Piano strutturale vigente. Il Piano contiene una serie maggiore di informazioni rispetto al Regolamento urbanistico, che inquadrano le regole di utilizzo e l’immagine figurativa degli stabilimenti balneari e il loro inserimento nel contesto ambientale, sia in rapporto con la linea di costa, sia rispetto al tessuto edilizio che compone la prima fascia urbana di Viareggio. L’attuale conformazione degli stabilimenti balneari e della spiaggia attrezzata è il risultato della progressiva antropizzazione dell’arenile sabbioso. 

Ad oggi la fascia dell’arenile in questione è sommariamente riconoscibile e divisibile per ambiti omogenei che si distinguono tra loro soprattutto per il rapporto funzionale e figurativo col tessuto urbanizzato retrostante:

Ambito 1 (Viareggio nord), è quello degli stabilimenti balneari ubicati di fronte alla Terrazza della Repubblica, che dalla Fossa dell’Abate arriva fino all’arenile antistante Piazza Maria Luisa.

Tale ambito è quello che più si caratterizza per l’intervisibilità delle visuali panoramiche e prospettiche che dall’arenile si aprono verso i rilievi delle Alpi Apuane e viceversa per quelle che dalla Terrazza della Repubblica si aprono verso la linea di costa. In questo Ambito assume invece una minor valenza l’aspetto meramente edilizio degli stabilimenti balneari che in scala temporale sono quelli di più recente edificazione rispetto al resto dell’arenile.   

Ambito 2 (Viareggio centro – Passeggiata a mare), è quello delle strutture balneari che prospettano sulla Via dei Barellai/Viale Marconi, che dall’arenile antistante Piazza Maria Luisa arriva fino all’arenile davanti a Piazza Mazzini; 

Ambito 3 (Viareggio centro – Passeggiata a mare), è quello delle strutture balneari che prospettano sul Viale Margherita/Via Modena, che dall’arenile davanti a Piazza Mazzini arriva fino a Piazza Pea, al Molo e al Canale Burlamacca.

Questo è l’ambito caratterizzato per la sua massima parte dalla c.d. “parte storica”, dove sono ubicati la maggior parte degli stabilimenti balneari che attraverso le vicende storiche hanno presieduto alla leggibilità dei caratteri morfo-tipologici consolidati e degli elementi identitari della Passeggiata e dell’arenile. 

Ambito 4 (arenile attrezzato antistante la c.d. Costa dei Barbari), è la piccola porzione di arenile attrezzato temporaneamente durante la stagione estiva che è posta tra il Porto e il primo stabilimento balneare della Marina di Levante.

«Prosegue l’azione forte e concreta di questa Amministrazione che sta recuperando decenni di ritardo sugli strumenti di pianificazione del territorio – conclude Pierucci -. Terminato il lavoro de PUA ci dedicheremo al Piano delle Pinete e poi al nuovo Piano Strutturale».

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