Nei giorni scorsi sui media sono tornati all’ordine del giorno due dei cavalli di battaglia, anche se decisamente obsoleti, dell’amministrazione comunale di Viareggio in materia di viabilità e infrastrutture: l’asse di penetrazione e il tratto della ciclovia alla Lecciona.

A leggere le notizie e alcune dichiarazioni sembra che da parte della Regione siano già state prese delle decisioni in merito al tracciato sulla Lecciona, addirittura che già siano state date delle indicazioni chiare al ministero, così come lo studio di fattibilità sull’asse a sud dello stadio, senza che si siano interpellati gli organi competenti, quali il consiglio regionale o l’ente Parco Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli. 

Ci auguriamo che presto arrivino delle smentite in merito a decisioni che verrebbero prese a scapito della cittadinanza e della tutela del nostro territorio e che ne pagherebbero conseguenze pesanti nell’ottica di un modello di sviluppo che impostato così è tutto meno che sostenibile. Ma andando oltre questo e parlando concretamente di viabilità più efficiente, mobilità sostenibile e nuovi modelli di sviluppo sovvengono tutta una serie di quesiti in merito a quanto l’attuale amministrazione sostenga di aver fatto nell’ottica di fare il bene della collettività, compito principale di un’istituzione pubblica.

Partiamo dalle piste ciclabili, che ad oggi nel nostro tessuto urbano si limitano a 2-3 tratti di pochissimi km e di cui si sente maggiore necessità di un ampliamento di queste per collegare i quartieri di periferia con il centro e la darsena così come con altri tracciati di lunga percorrenza con i comuni limitrofi, in tutto questo negli ultimi 6 anni quante nuove piste ha realizzato l’amministrazione oltre le chiacchere sulla pianificazione? Evidentemente nessuna e per soggiacere a questa mancanza si pensa a scavare 40 cm e mettere dello stabilizzato di cava in una riserva naturale con motivazioni ridicole. A questo si aggiunge la totale mancanza di un ragionamento logico nel rendere più fruibile la mobilità nella zona della Darsena, dove si valuta un solo progetto, con un impatto ambientale devastante per la Pineta di Levante, senza che però se ne comprenda l’utilità, oltre che senza aver risolto una serie di contenziosi per la realizzazione del secondo lotto della fantomatica via del Mare. Veramente si pensa che alle aziende della Nautica e ai turisti che passano dal cavalcavia delle darsene cambierebbe qualcosa se piuttosto non si intervenisse sulla viabilità esistente? Veramente si crede che ci sarebbe un maggiore sviluppo nell’area dei cantieri della Darsena viareggina con l’asse a Sud?È piuttosto evidente che ci sono altri interessi che con il bene della collettività hanno poco a che vedere. Viareggio e Torre del lago non meritano questo, non ci sarebbe nessuna valorizzazione del territorio o miglioramento della viabilità se questi scempi di progetti andassero in porto. La città merita piuttosto altri tipi di proposta progettuale, che tenga insieme esigenze di miglioramento della viabilità con la tutela e la valorizzazione delle nostre ricchezze naturali e un maggiore sviluppo per una vera mobilità sostenibile. Un lavoro concreto che le forze politiche progressiste della città, quelle che realmente e convintamente hanno l’ecologia nel proprio DNA, dovranno seriamente sviluppare e promuovere”.

Articolo Uno Versilia

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