La giunta comunale ha approvato l’attivazione di un punto socio-culturale, a Palazzo Mediceo, destinato a giovani appartenenti a famiglie con fragilità.

Il nuovo servizio, che entrerà in funzione entro la metà di febbraio, accoglierà giovani in età scolare e post scolare, ovvero dai 6 ai 17 anni, che saranno seguiti da educatori professionali nello svolgimento di varie attività.

L’iniziativa fa parte del progetto “Manchi solo tu”, che fa capo alla Regione Toscana, finalizzato a garantire servizi sul territorio a quei giovani appartenenti a famiglie seguite dal settore sociale del Comune.

Il servizio, che vede la convergenza degli assessorati al sociale, alla cultura e all’inclusione sociale, partirà in via sperimentale i lunedì dalle ore 14.30 alle 18.30 in due locali individuati presso la Biblioteca comunale a Palazzo Mediceo.

L’attività non avrà alcun costo per il Comune, data la possibilità di utilizzare 300 ore messe a disposizione dalla cooperativa sociale COMPASS.

“Si tratta di una attività di aiuto a famiglie in difficoltà – spiega Stefano Pellegrini, assessore alle politiche sociali -, un sostegno anche a carattere preventivo perché alcuni bisogni semplici non scivolino su piani di maggiore complessità”.

I giovani che avranno accesso al servizio potranno essere seguiti nello svolgimento dei compiti scolastici, in attività di vario genere a livello formativo e ricreativo, secondo un piano personalizzato a seconda delle singole esigenze.

Dunque l’amministrazione comunale vede in questo nuovo servizio un ulteriore ausilio, a carattere di prevenzione e di attività assistenziale, destinato a famiglie in difficoltà.

Con l’obiettivo di offrire ai giovani una crescente opportunità di sostegno e di integrazione nel tessuto sociale e culturale del territorio.

“L’attivazione del servizio presso i locali della biblioteca – spiega Vanessa Bertonelli, assessora alla cultura – è un ulteriore valore aggiunto in quanto va a favorire l’integrazione con altre persone ed è occasione di avvicinarsi a un luogo di cultura che, ci auguriamo, possano continuare a frequentare anche in futuro. Senza considerare che con la bella stagione c’è la possibilità di svolgere attività pure all’aperto, in un’area attrezzata e di indubbio interesse”.

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