Il consiglio comunale ha approvato (astenuti i consiglieri di opposizione) l’adozione di due PABE, i Piani Attuativi dei Bacini Estrattivi, presentati dalla ditta HENRAUX e relativi uno ai bacini della Tacca Bianca, della Mossa e del Monte Altissimo est, l’altro ai bacini del Monte Pelato, del retro Altissimo e del Canale delle Gobbie.

Il PABE è uno strumento che rappresenta un unicum nella normativa urbanistica nazionale, introdotto nel 2016 dalla Regione Toscana per una pianificazione che tenga conto di tutti i complessi aspetti inerenti le attività di cava e le sue ricadute sul territorio. E proprio per questo i PABE rivestono una grande rilevanza per la pianificazione paesaggistica del settore cave nel territorio comunale.

foto Michela Raffaelli

Il piano attuativo che è stato approvato, e che ha validità decennale, segue le previsioni di estrazione stabilite dal quadro regionale per i bacini apuani e ripartito per ambiti comunali.

Uno strumento che prevede disposizioni ben precise per quanto riguarda la resa, ovvero i quantitativi minimi di escavato per trasformazione in blocchi, lastre e simili che non possono essere inferiori al 30%, oltre a toccare l’aspetto inerente alla filiera, con la lavorazione sul territorio di almeno il 50% del materiale, soglia cui può fare fronte la rete di imprese attive per la trasformazione.

“Uno strumento che ha una forte valenza per l’interesse collettivo – ha sottolineato l’assessore all’ambiente Michele Silicani – con importanti ricadute a favore del territorio, come dimostrano gli aspetti inerenti alla mitigazione e alla perequazione che consentono la realizzazione di interventi a valenza turistica, di miglioramento del territorio e di messa in sicurezza. Un grande lavoro per il quale desideriamo ringraziare l’architetto Andrea Tenerini e l’ingegner Luca Fantini con i quali, in questi quattro mesi e mezzo, abbiamo lavorato spalla a spalla per giungere a questo traguardo”.

Uno degli aspetti che è emerso con forza è appunto quello della valorizzazione ambientale, attraverso opere di mitigazione e compensazione che consentano la tutela e il rilancio del territorio e della sua vocazione naturalistica ed escursionistica, mediante il recupero di sentieri, la divulgazione degli aspetti storici e ambientali anche attraverso una apposita cartellonistica in loco, la creazione di slarghi idonei alla sosta degli escursionisti.

E proprio per garantire recupero e riqualificazione paesaggistico-ambientale, l’assessore Adamo Bernardi ha presentato un emendamento – approvato all’unanimità – che prevede la sospensione dell’autorizzazione all’escavazione nel caso non vada di pari passo il rispetto degli impegni previsti a carattere ambientale.

In considerazione della valenza dei PABE, l’assessore Silicani aveva chiesto all’opposizione di poter giungere a una approvazione all’unanimità dei piani attuativi, tanto più che si tratta di un lavoro ereditato dalla precedente amministrazione comunale.

“Abbiamo dimostrato rispetto per il vostro lavoro, dando continuità a quanto avete impostato – ha detto il sindaco Lorenzo Alessandrini, rivolgendosi al gruppo Creare futuro – e per ciò stupisce ancor più questo vostro atteggiamento astioso nei riguardi della nostra amministrazione, con una opposizione ben poco costruttiva, condotta a suon di volantinaggi”.

E sempre sul piano cave si è registrata un’altra spaccatura tra l’amministrazione Alessandrini e il gruppo Creare futuro che ha presentato una mozione per impegnare sindaco e giunta municipale ad opporsi alla riattivazione della cava Ceragiola del comune di Pietrasanta.

“Stupisce – ribatte il sindaco – che si chieda all’amministrazione seravezzina di fermare una modestissima cava di un altro Comune quando proprio la stessa compagine politica, quando governava, ne ha aperte tre sul territorio di Seravezza”.

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