Un Giorgio del Ghingaro vulcanico riceve tutta la stampa nel suo ufficio per fare un punto della situazione in relazione ai molti temi degli ultimi giorni con la formula del “Question time”.

“Molte cose sono successe – ha esordito il Sindaco – e molte cose vengono dette in questi giorni. Per evitare che la mia visione e le azioni fatte possano essere male interpretate sono qui a vostra disposizione per rispondere alle domande che vorrete pormi”

Sindaco, ci spiega del perché delle sue dimissioni come Presidente della conferenza dei sindaci dell’area vasta?

“La sanità è uno dei temi sul quale ho riposto in questi anni grande attenzione, come presidente della conferenza dei sindaci insieme ai dirigenti Corfini e Campani abbiamo cercato di gestire il sistema complesso della Sanità territoriale nel momento più difficile della nostra storia”.

Un sistema regionale che sta attraversando non poche difficoltà sotto la nuova Giunta regionale.

“La pandemia ha contribuito ad accentuare criticità preesistenti che cominciavano ad essere evidenti a tutti, il lavoro dei Sindaci e del sottoscritto è sempre stato in prima linea a sostegno dei cittadini”.
Questi due anni difficilissimi hanno lasciato in Toscana un triste primato: 32.000 interventi rimandati e 500.000 visite posticipate rischiano di far precipitare oltremodo la situazione.

“La reazione dell’apparato regionale è stata molto timida, quotidianamente insieme ai dirigenti della Asl abbiamo cercato in ogni modo di dare risposte, ma ho preso atto che si è molto più concentrati sulle nomine che sui temi da affrontare”

“Alcuni giorni fa, ho appreso in via del tutto informale che i dirigenti dell’azienda sanitaria verranno spostati e questo senza aver minimamente, non dico concordato (sarebbe chiedere troppo) ma informato la conferenza dei Sindaci dell’area vasta”.
Credo che agire così da parte della presidenza della Regione sia venir meno, non ai rapporti personali, ma ai rapporti istituzionali tra Enti e ad una grande mancanza di rispetto verso la cittadinanza tutta.

“L’aspetto delle nomine non mi appassiona più di tanto, io ragiono di temi e devo trovare soluzioni e ancora una volta un atto unilaterale rischia di compromettere un lavoro lungo e complesso”.

“Le mie dimissioni della presidenza sono una presa d’atto della diversità di vedute con questo modo a mio avviso errato di affrontare le tematiche, non è possibile che tutto passi sopra la testa dei Sindaci, primi baluardi della comunità” ridotti a semplici spettatori di partite giocate a Firenze.
Ho sempre insistito che se non si riparte dai territori non si va da nessuna parte.

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