Giovedì sera a Piazza Pulita abbiamo sentito nuovamente discussioni e confronti circa leaffermazioni della designer Elisabetta Franchi riguardo al suo preferire assumere donne over 40 per posizioni ai vertici .

Nelle sue parole, espresse nell’ intervento che ha tenuto durante l’evento organizzato da Il Foglio e Pwc a Milano, l’imprenditrice aveva motivato la scelta spiegando che a quell’età le donne: “sono già sposate, hanno già avuto figlie o si sono già separate”. Queste sue esternazioni ci offrono l’occasione per rimarcare , se mai ce ne fosse bisogno, di quanto il patriarcato e il capitalismo siano due fenomeni strutturali che si rafforzano e influenzano reciprocamente. Non si può negare altresì che esista un connubio tra femminismo e anticapitalismo e che la lotta di classe e la lotta per la parità dei diritti tra uomini e donne risultino essere collegati in un rapporto circolare di vicendevole supporto.

La concezione della lavoratrice H24 , che ha superato i 4 giri di boa e con essi le “distrazioni” che matrimoni, figli/e e divorzi comportano, ben rappresenta il concetto di “, produci, consuma, crepa”. La lavoratrice perde ogni connotato umano per essere percepita come un oggetto di mera pertinenza del datore o della datrice di lavoro, come avviene nella cultura patriarcale dove la donna diventa mera pertinenza dell’uomo. Nonostante Elisabetta Franchi abbia tentato di rimediare dicendo di essersi espressa in modo inappropriato fornendo anche le percentuali di donne assunte nella sua azienda , oltre le parole rimane la mentalità androcentrica e capitalista che sta alla base del suo ragionamento sul lavoro femminile. “Disponibilità , reperibilità, ritmi serrati, dedizione e spesso tutto ciò che coincide con grandi rinunce riguardo alla propria sfera privata … per garantire continuità e presenza al lavoro” sono l’emblema di un sistema lavorativo basato sullo sfruttamento e sulla privazione al quale si aggiunge l’aggravante della discriminazione di genere nella scelta di assunzione e promozione. La concezione di donna che si annulla per il lavoro rappresenta l’altra faccia della stessa medaglia della subordinazione femminile inserita in un sistema di violenza patriarcale . È peculiare poi l’incipit del discorso di Elisabetta Franchi che nel 2022 una donna si riferisca a se stessa come “imprenditore” e non “imprenditrice” supportando il pensiero, ancora purtroppo largamente diffuso, che una professione declinata al maschile abbia più autorevolezza . Come Casa delle Donne di Viareggio e come Centro Antiviolenza L’una per l’altra non possiamo che denunciare ancora una volta quanto sia profondamente radicato questo tipo di mentalità androcentrica. È inevitabile che su un tale terreno fertile cresca e si sviluppi la violenza sulle donne.

RUBRICA A CURA DELLA CASA DELLE DONNE VIAREGGIO

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ultimo aggiornamento: 24-05-2022


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