Lo spazio espositivo Via Vittorio Emanuele 165 a Camiore raccoglie 50 opere in formato di dittico dedicate alla relazione e alla continuità iconografica tra l’estensione della Pandemia da Coronavirus 19 e la Guerra in Ucraina; gli autori hanno lavorato personalizzando due immagini fotografiche tratte da questi due eventi tutt’ora in corso in modo da fornire una percezione che risulti unitaria ma anche indipendente, seguendo quel filo rosso – il dolore  – che unisce in un unico processo la dimensione tragica. 

“Alcune opere sono dominate dal nero e dalle ombre, alludendo forse al lutto e alla sofferenza, altre brillano di colori e dettagli, offrendo una descrizione minuziosa delle varie componenti emotive. Alcuni lavori sono caratterizzati da una assoluta staticità, quasi si volesse fermare l’immagine, accentuandone il pathos, altre mostrano invece figure mosse e sfocate, come in fuga dalla morte e  pervase da un incessante fremito e turbamento. In alcuni casi il contesto è quello  laico della storia, in altri invece si riflette una dimensione sacra, che avvicina la scena al modello iconografico del compianto.” P.P.Dinelli semiologo.

Gli autori.

Sono 25 gli autori che hanno dato vita a questa prima Raccolta di opere, provengono e operano tra Europa e Asia con l’obiettivo di documentare il comune sentire degli artisti di fronte a tragedie e drammi che uniscono, che suggeriscono la ricerca del bene e della pace. Alle spalle di ognuno stanno le più importanti Accademie di Belle Arti, da quella di Brera a Milano a quella di Hangzhou in Cina. 

“Scorrono le immagini, si inseguono i ricordi e le emozioni per dar vita alla trascrizione intima dell’artista; mai banali le opere sono la stessa opera e infinite nuove opere, contrassegnate da tecniche diverse, monocrome e policrome, per accensione violenta e/o spente fino a dissolversi, ombre che si sciolgono come il pianto ma anche incandescenti come l’urlo, subito e lungamente silenziose, bisbigliate sotto un casco di ventilazione forzata, relatrici di maledizione per chi ti ha offeso, tanto ‘carbone’ e tantissimo ‘bitume’, ma anche il martellante ingresso degli aranci e dei verdi acidi, muri impenetrabili di grigio cemento, di rosso mattone, fantasmi di ‘bianco vestiti’, trasgressioni gestuali e delicate tessiture di colore, l’azzurro che induce alla luce- speranza per raggiungere la santità dell’oro di antica icona tradita” A.B.Del Guercio critico d’arte

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