E’ l’autore milanese Mario Santagostini, con “Il libro della lettera arrivata, e mai partita”, il vincitore del 66° Premio nazionale di poesia “Giosuè Carducci”, manifestazione promossa dal Comune di Pietrasanta e intitolata al primo Nobel italiano per la letteratura, nato il 27 luglio 1835 a Valdicastello, che ogni anno valorizza gli interpreti più interessanti della scrittura in versi, in lingua italiana.

Nella terna dei finalisti, Santagostini ha superato Lorenzo Carlucci, che aveva presentato la sua raccolta “Sono qui solo a scriverti e non so chi tu sia” e Ivonne Mussoni, giovanissima scrittrice di Rimini in concorso con “Sirene”. Una proclamazione che ha concluso la serata condotta da Federico Conti e ricca di suggestioni, sul sagrato del Duomo di San Martino, dov’è andata in scena una grande festa delle arti alla quale hanno partecipato la poesia, la musica, grazie al supporto di “Pietrasanta in concerto” con il Maestro Michael Guttman e la danza, nelle coreografie dello staff del Dap Festival di Adria Ferrali.

“Avevo chiesto di rendere quest’edizione del Premio diversa – ha dichiarato il sindaco di Pietrasanta, Alberto Stefano Giovannetti – e la presidente Ilaria Cipriani, insieme ai nostri preziosissimi uffici, hanno interpretato alla perfezione questo mio pensiero preparando una serata dove la poesia è protagonista, ma anche il mezzo che crea connessione originali fra arti e artisti. Che poi è quello che succede quotidianamente a Pietrasanta. I miei ringraziamenti a tutti coloro che hanno reso possibile questo spettacolo, dagli autori dei componimenti che si sono messi in gioco a Don Stefano D’Atri, che ci ha accolto su questo splendido palco”.

Sono stati più di 100 i libri inviati da tutta Italia all’attenzione della giuria, guidata da Ilaria Cipriani e composta da Silvia Bre, Stefano Dal Bianco, Umberto Fiori e Antonio Riccardi: “E’ stata una selezione difficile – ha ricordato la presidente del Premio Carducci – con tante opere di alto livello che abbiamo valutato con attenzione e massimo rispetto trovando, alla fine, un giudizio unanime. Complimenti a tutti gli autori, ai tre finalisti in modo particolare e a tutti coloro che ci hanno aiutato a trasformare piazza Duomo in un salotto artistico, pieno di musica, di danza e ovviamente di poesia”.

Ad aprire la serata sono state proprio le note del “Prélude de l’Oratorio Le Déluge” di Camille Saint-Saens, magistralmente interpretate dalla Brussels Chamber Orchestra, seguite dalla lettura della poesia di Carducci “Sogno d’estate”. Poi i saluti istituzionali e la presentazione, uno ad uno, dei tre finalisti, intervallata dalla coreografia ideata da Adria Ferrali e ballata da Tamara Fragale, sui versi della dannunziana “Ermione” e del Notturno Opera 9 – n° 2 di Chopin.

Il secondo intervento musicale della Brussels Chamber Orchestra con la solista Nana Kawamurache, in “Six Danses populaires roumaines “ di Béla Bartok, ha fatto da preludio alla proclamazione del vincitore: “Un enorme piacere per aver vinto il più importante premio italiano di poesia – ha dichiarato Mario Santagostini – chiunque scrive, anche se non se ne accorge e magari io stesso non me ne accorgo, può trovare sempre qualcosa di Carducci nel proprio lavoro. Sono convinto che Carducci sia una presenza più importante di quello che, gli stessi autori contemporanei, credono che sia”.

Quindi il secondo e ultimo intervento di danza con Maria Kochetkova e Sebastian Kloborg nel passo a due “Closer”, su musica “Mad Rush” for piano di Philip Class e coreografia di Benjamin Millepied, che chiuso la serata accompagnato dal tributo appassionato ed entusiasta della platea.

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