Marco Lucchesi, italo-brasiliano, la cui famiglia è originaria di Massarosa è stato nominato dal nuovo governo Lula come presidente della Fondazione Biblioteca Nazionale di Rio de Janairo.

Lucchesi che stava passando un anno sabbatico nella Massarosa dei suoi genitori, è stato richiamato in patria subito dopo la cerimonia di nomina del presidente Lula e della Ministro della Cultura Margareth Menezes per presiedere una delle istituzioni più importanti del Brasile.

Marco Lucchesi, amico della nostra redazione, in questo anno trascorso in Versilia ha potuto vivere a pieno la vita della comunità ricevendo anche la cittadinanza onoraria di Massarosa durante la cerimonia finale del PLM del quale è stato presidente anche per un breve periodo.
Rappresentante dell’accademia dei Lincei, dell’associazione Lucchesi nel mondo e membro dell’accademia Lucchese di scienze, lettere ed Arti, Lucchesi è da sempre vicino al nostro territorio.

È stato fino al dicembre 2021 presidente dell’Accademia Brasiliana di Lettere e finalmente possiamo affermare con soddisfazione che da oggi è di diritto il nostro conterraneo più importante in Brasile, cercando di dimenticare l’ormai ex presidente brasiliano – di origine lucchese – Bolsonaro, la cui (non) politica culturale aveva portato alla cancellazione del ministero della Cultura dilapidando l’enorme bagaglio culturale brasiliano.

Di grande impatto le sue parole all’insediamento nel 2018 alla presidenza dell’accademia Brasiliana di Lettere:

Due patrie e due lingue

La prima veniva dagli occhi castano chiaro di mia madre, dove bevevo la lingua toscana: la melodia tortuosa delle colline che impediscono a chi è a Lucca di vedere chi è a Pisa, come diceva Dante; il profumo puro dell’olio delle terre di Massarosa e del cielo infuocato, al limite del crepuscolo; verbi e vocaboli antichi, come acquaio, augello, polla, che si intrecciano con la vegetazione del lago di Massaciuccoli; l’altezza delle vocali, come quella del campanile di Pieve a Elici, dove mi perdo in un sogno di ascesa. La mia memoria assorbe brani della Divina Commedia, come quella di Paolo e Francesca…

L’altra lingua è il portoghese, che ho imparato ad amare due volte, da brasiliano e figlio di italiani. Linguaggio di matrice antica, di mari selvaggi e selvaggi entroterra, dell’Esmeraldo de situ orbis; periferie di Leopoldina e vecchie spiagge, come Icaraí, Adão e Eva, Jurujuba; lingua delle nazioni indigene e africane; lingua di Vieira, contro le armi dell’Olanda; il magma di Guimarães Rosa; delle tempeste che travolgono l’opera di Clarice; dell’abisso in cui galleggia il delirio di Brás Cubas. Tutti hanno ripercussioni sul mio destino di scrittore. Come dimenticare, in fondo, l’insuperabile lezione di Teti?

In questo inizio di 2023 la Ministro Menezes lo ha voluto accanto a se per ricostruire ciò che era stato distrutto e riaffermare che la cultura deve essere uno degli elementi fondamentali per il riaffermarsi della democrazia.

A Marco, il nostro abbraccio e il più sentito in bocca al lupo per questa grande sfida.

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