di Linda Trogi*

Quante volte abbiamo detto o abbiamo sentito dire “Sono stressato” “Questa vita mi stressa”? Sicuramente, almeno una volta, ma scommetterei di più!

Ma cos’è lo stress? Lo stress è la risposta fisiologica, psicologica e comportamentale che l’individuo mette in atto per fronteggiare una situazione che ritiene pericolosa o minacciosa. Quindi, lo stress così inteso è parte integrante della nostra vita: stiamo parlando dello stress acuto, ovvero quando la situazione stressogena è limitata nel tempo. Tuttavia, quando la situazione o il contesto che ci stressa perdura nel tempo si parla di stress “cronico” ed è proprio questo che ci rende “stressati”. 

Foto di PDPics da Pixabay

Perdurare in una situazione che ci crea stress per lungo tempo, può avere effetti deleteri per l’organismo e, quindi, per la salute psicofisica della persona. Vi sono conseguenze a livello cerebrale e cardiaco, a livello gastro-intestinale, a livello ormonale e immunologico etc… questo si traduce in sintomi osservabili come: difficoltà di concentrazione, difficoltà di memoria, stanchezza costante, dolore muscolare, problemi arteriosi e di pressione sanguigna, tachicardia, sbalzi repentini di umore, insonnia, uso di sostanze legali e illegali, ansia, depressione, rabbia e tanti altri. Risulta chiaro come la presenza costante e prolungata nel tempo di uno o più di questi sintomi possa avere ripercussioni gravi nella vita della persona, sia dal punto di vista medico, e sto parlando di insorgenza di malattie cardiache, autoimmuni, tumori etc…, sia ricadute sulla propria vita lavorativa, sociale e familiare. 

Al giorno d’oggi, la situazione che più stressa è senza dubbio il lavoro, sia che si parli dell’organizzazione stessa del lavoro, sia dell’ambiente di lavoro, sia, infine, della conciliazione del lavoro con la vita privata. A questo proposito, ci terrei ad aprire una parentesi: negli ultimi anni, sia le figure specialistiche della salute psicofisica che i nostri governanti hanno capito la gravità delle conseguenze dello stress e l’importanza di una sua prevenzione e valutazione preventiva. Per questo, è stato normata l’obbligatorietà, ormai da diversi anni, della Valutazione del Rischio Stress Lavoro-Correlato, inserendola all’interno delle “Misure di Sicurezza sul Lavoro” sancite dal D.ls 81/2008.

Foto di Engin Akyurt da Pixabay

Ora qualcuno di voi potrebbe obbiettare dicendomi che la stessa situazione che stressa un suo collega o sua moglie o suo marito, non ha, invece, effetto su di lui. A questa obbiezione risponderei che, ovviamente il tipo di risposta, di modalità di fronteggiare una situazione stressogena dipende in gran parte da noi stessi. Nessuno di noi risponde allo stesso modo allo stesso evento e questo varia in base alla nostra personalità, al nostro livello di autostima, alla nostra educazione e al nostro background. Quindi, è normale vedere qualcuno a noi vicino stressato mentre noi viviamo la stessa situazione in modo più positivo.

Cosa fare

Ora arriviamo alla parte probabilmente più interessante per voi lettori. Si può fare qualcosa per affrontare una situazione che ci crea stress, che sia a lavoro o a casa? Sarete contenti di sapere che la risposta è affermativa: se non posso cambiare la situazione allora cambio il mio atteggiamento verso la situazione! Per poter fare questo, bisogna intraprendere un lungo lavoro su noi stessi, con o senza l’aiuto di uno psicologo, e questo percorso parte proprio dall’analisi di noi stessi, dai nostri punti di forza e di debolezza. Inoltre, vi sono diverse tecniche in base alla situazione che possono essere insegnate, come la gestione del tempo e dei compiti, analisi delle risorse, tecniche di rilassamento. Quali di queste mettere in atto e come metterle in atto, ripeto, dipende molto da come siamo noi e dalla situazione che stiamo vivendo.

In conclusione, mi sento di rassicurare le persone che si sono riconosciute nella lista di sintomi e che pensano che non vi sia d’uscita. La via c’è, la strada è presente, va solo scelta e va disegnato il percorso da fare per raggiungere il tanto agoniato benessere psicologico.

* Avvertenza: Le informazioni fornite hanno carattere generale e divulgativo e non sono da intendersi come sostitutive di regolare consulenza professionale.

Linda Trogi

La Dott.ssa Linda Trogi, Psicologo Clinico e del Lavoro, Membro del Gruppo di Lavoro “Psicologia del Lavoro” dell’Ordine degli Psicologi della Toscana, si è laureata con lode in “Psicologia Clinica e della Salute”, presso l’Università di Pisa e, attualmente, sta concludendo il Master Universitario di II livello in “Psicologia della Salute Organizzativa: teorie, strumenti e metodologie per la valutazione del rischio Stress Lavoro Correlato”. Lavora sia in ambito clinico, occupandosi, principalmente, di Stress, Ansia, Autostima e Potenziamento Motivazionale, sia in ambito aziendale con Valutazione e Interventi Rischio Stress Lavoro-Correlato, Valutazione e Interventi Clima Organizzativo e Benessere Organizzativo, Formazione sulla Sicurezza Psicologica al Lavoro e Formazione Soft Skills. Per Informazioni scrivere a: [email protected]

(Visitato 80 volte, 1 visite oggi)

Zero plastica, volontari all’opera per ripulire le spiagge

“Gamespotting”, il gioco di Palmieri sui mali del nostro tempo