Il Consiglio comunale del 19 dicembre ha certificato nei fatti quello che da tempo si sussurrava nei corridoi del palazzo: il sindaco Giorgio Del Ghingaro non dispone più di una maggioranza propria.
A dimostrarlo, con la forza dei numeri, è stato il voto sulla variazione di bilancio, approvata grazie ai voti decisivi di Fratelli d’Italia e della Lega.
Tutto è successo in pochi mesi. Quella coalizione civica che nel 2020 guardava al mondo progressista, alleata del Partito Democratico, oggi finisce nelle braccia di Vannacci e della destra meloniana. «La maggioranza che aveva vinto le elezioni non esiste più», attacca senza mezzi termini il gruppo Fare Viareggio, che proprio per questo ha abbandonato la giunta e la mggioranza costituendo il gruppo misto.
La svolta a destra
Non si tratta di una semplice convergenza occasionale, ma di una situazione che stava maturando da mesi. Quanto accaduto rappresenta una scelta politica che modifica profondamente l’assetto del cosiddetto “libero civismo” con cui il sindaco raccontava di governare la città.
Una svolta che rende evidente l’esistenza di una nuova maggioranza di destra e che solleva interrogativi sulle scelte che verranno compiute nei prossimi mesi.
«L’ingresso di Vannacci è una vergogna per Viareggio, città antifascista e accogliente», dichiarano da Fare Viareggio. «Per rimanere al potere si fanno accordi con chiunque». La deriva, secondo l’opposizione, parte da lontano: il sostegno al sindaco di Lucca Mario Pardini, alleato con Casapound e la lista NO VAX, e la volontà di consegnare la Provincia allo stesso Pardini invece che a un sindaco versiliese per la prima volta nella storia.
Anche Civicamente non usa mezzi termini: «L’autosufficienza politica non esiste più e il progetto dichiarato civico si regge oggi su voti di chiara matrice partitica», afferma il consigliere Troiso. «Continueremo a sostenere esclusivamente progetti autenticamente civici, fondati su coerenza, onestà e trasparenza».
Le questioni procedurali
Ma le polemiche non si fermano alla composizione della nuova maggioranza. La stessa variazione di bilancio ha sollevato dubbi di natura procedurale. La Giunta aveva approvato il provvedimento in via d’urgenza con delibera del 27 novembre, motivando la scelta con il fatto che non era stata convocata nessuna seduta del Consiglio comunale dopo quella del 29 settembre, con il termine del 30 novembre ormai alle porte.
«L’unica motivazione per l’urgenza scritta nelle risposte ufficiali è stata che il Consiglio non è stato convocato per tre mesi», spiega il consigliere David Zappelli di Fare Viareggio. «È la constatazione di un Consiglio comunale esautorato delle proprie funzioni, ridotto a ratificare decisioni già prese altrove per timore di doversi confrontare con chi è stato eletto dai cittadini».
Anche la consigliera Silvia Bertolucci, segretaria provinciale del Partito Liberal Democratico, ha sollevato perplessità: «La questione riguarda se la mancata convocazione del Consiglio possa configurarsi come evento imprevedibile idoneo a legittimare l’intervento sostitutivo della Giunta». Per queste ragioni Bertolucci ha scelto di non partecipare al voto, pur riconoscendo la validità di alcune voci di bilancio.
L’appello dell’opposizione
La coalizione di centro-sinistra guarda a questo scenario con preoccupazione. «Questa amministrazione ha imboccato da tempo una direzione sempre più distante dalle persone, poco incline all’ascolto e al confronto», si legge nel comunicato congiunto di Spazio Progressista, Movimento 2050, Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra e Italia Viva. «Il rischio è che decisioni importanti per la città vengano assunte senza un reale dialogo con i cittadini, con le realtà sociali ed economiche, con chi ogni giorno vive e lavora a Viareggio».
«Cari cittadini, Viareggio ha una maggioranza che non avete votato», conclude Fare Viareggio. «Noi non ci stiamo».
L’opposizione si dice pronta a lavorare fin da ora per offrire alla città un’alternativa forte e credibile. Ma intanto, a palazzo, la maggioranza è cambiata. E con essa, probabilmente, anche la direzione politica di Viareggio.