Anziane nel mirino dei truffatori, ma il piano salta: due arresti a Lucca

Un’operazione dei Carabinieri ha permesso di bloccare sul nascere una serie di tentate truffe ai danni di persone anziane, con un modus operandi ormai tristemente noto: il raggiro del “finto operatore delle forze dell’ordine”.

Sabato scorso, a Lucca, i militari della Sezione Operativa della Compagnia e della Stazione di Nozzano hanno arrestato un 27enne di origine algerina e un 37enne italiano, entrambi residenti nella provincia di Napoli e ritenuti responsabili di tentata truffa aggravata in concorso.

L’attenzione degli investigatori si è concentrata su un Suv a noleggio, notato nel corso di un servizio di prevenzione dei reati contro il patrimonio. A bordo vi erano due uomini il cui comportamento ha immediatamente insospettito i Carabinieri, anche per gli spostamenti ripetuti tra diverse zone della città e le soste in prossimità di abitazioni e attività commerciali.

È così scattato un pedinamento durato diverse ore, durante il quale il veicolo ha percorso più volte i quartieri di San Marco e San Vito. In alcune occasioni uno dei due uomini scendeva dall’auto, muovendosi tra le case e consultando insistentemente il telefono cellulare.

Il sospetto che si trattasse di un tentativo di truffa strutturata ha trovato riscontro quando, nel pomeriggio, il Suv si è diretto verso il casello autostradale. A quel punto i Carabinieri hanno deciso di intervenire, bloccando il mezzo in viale Europa con il supporto di un’altra pattuglia della Stazione di Nozzano.

La perquisizione ha permesso di rinvenire un telefono con applicazioni di messaggistica attive e una chat contenente un elenco di indirizzi, successivamente riscontrati anche tramite sistemi di navigazione. Elementi che hanno rafforzato l’ipotesi investigativa di un’azione coordinata e già avviata.

Le successive verifiche hanno consentito di ricostruire almeno cinque tentativi di truffa ai danni di anziane tra gli 82 e i 92 anni, residenti tra Lucca, Barga e Cascina. Le vittime erano state contattate telefonicamente da un presunto appartenente alle forze dell’ordine che, con il pretesto di un coinvolgimento dei familiari in rapine, cercava di convincerle a consegnare denaro e preziosi.

Il piano prevedeva l’intervento dei due arrestati, che avrebbero dovuto presentarsi presso le abitazioni delle vittime fingendosi periti o incaricati delle forze dell’ordine per il ritiro dei beni. In tutti i casi il raggiro non è andato a segno grazie alla prontezza dei familiari delle persone contattate.

Al termine delle formalità di rito, i due uomini sono stati trasferiti alla casa circondariale di Lucca, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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