Inferno Sollicciano, scatta il sequestro: celle inaccettabili, detenuti evacuati

Una svolta clamorosa e drammatica scuote dalle fondamenta il sistema carcerario toscano. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze ha ordinato il sequestro preventivo d’urgenza di interi reparti e sezioni della Casa Circondariale di Firenze Sollicciano. Una decisione drastica, firmata in calce dal Procuratore Capo, la dottoressa Rosa Volpe che sancisce in modo inequivocabile lo stato di degrado insostenibile in cui versava l’istituto penitenziario. Per centinaia di detenuti ristretti nelle aree colpite dal provvedimento è stata disposta l’immediata evacuazione e il conseguente trasferimento presso altre strutture carcerarie della penisola.

​L’indagine, culminata nel comunicato ufficiale emesso in data odierna, 16 giugno 2026, nasce da un’articolata attività investigativa scaturita dai numerosi e disperati esposti presentati dai detenuti ai Magistrati di Sorveglianza. Le denunce descrivevano uno scenario da terzo mondo, caratterizzato da condizioni igienico-sanitarie ben al di sotto dei limiti minimi della dignità umana.

​Per verificare la veridicità di quanto segnalato, la Procura ha attivato una task force di altissimo livello. Gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Firenze, insieme agli ispettori del Dipartimento prevenzione Igiene e Sicurezza nei luoghi di lavoro dell’Asl e al Nucleo Pef della Guardia di Finanza di Firenze, hanno passato al setaccio la struttura. I sopralluoghi e i successivi accertamenti approfonditi — supportati dall’audizione di numerosi testimoni e da una schiacciante documentazione fotografica — hanno confermato un quadro spettrale.

​I sigilli dei magistrati colpiscono il cuore pulsante dei reparti detentivi. Il Giudice per le indagini preliminari, accogliendo l’impianto accusatorio della Procura guidata da Rosa Volpe, ha disposto il sequestro delle sezioni 1, 2 e 7 del reparto giudiziario maschile, delle sezioni 9, 10 e 12 del reparto penale maschile, oltre all’intera sezione denominata “Accoglienza”.

​Le motivazioni del provvedimento lasciano spazio a pochissimi dubbi e mettono a nudo violazioni sistematiche del Decreto Legislativo 81/2008 in materia di “Tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”. I reati contravvenzionali ipotizzati parlano chiaro: locali insalubri con totale assenza di “pulizia dei locali di lavoro”, mancanza assoluta di “abitabilità dei dormitori” e, dato ancora più allarmante, una rete impiantistica elettrica totalmente fuori norma, capace di esporre a rischio quotidiano di cortocircuito o incendio sia la popolazione detenuta che il personale di Polizia Penitenziaria.

​Ciò che si profila nelle prossime ore è una vera e propria operazione logistica d’emergenza. L’ordinanza impone infatti che i detenuti allocati nelle sezioni sotto sequestro vengano immediatamente trasferiti in altre case circondariali, secondo una tempistica rigorosa dettata dallo stesso provvedimento giudiziario. L’intervento della magistratura fiorentina segna un punto di non ritorno, sollevando ancora una volta il velo su una crisi carceraria non più tollerabile e imponendo alle istituzioni centrali un intervento strutturale e immediato.

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