Emicrania, il dolore invisibile al centro del confronto: 122 partecipanti alla webconference dell’Asl Toscana nord ovest

Un confronto ampio e multidisciplinare su una delle patologie più diffuse e invalidanti della popolazione. Si è svolta ieri, 17 giugno, la webconference promossa dall’Azienda Usl Toscana nord ovest dal titolo “Emicrania: ascoltare, comprendere e curare. Dalla medicina narrativa alla medicina di genere, tra benessere, innovazione e personalizzazione delle cure”, inserita nell’ambito dell’Open Day dedicato all’emicrania promosso dalla Fondazione Onda.

All’iniziativa hanno preso parte 122 persone, a conferma dell’interesse crescente verso una condizione che, secondo le stime cliniche, può arrivare a colpire fino al 40% della popolazione, con una netta prevalenza femminile. Una patologia che non si limita al dolore fisico, ma incide profondamente sulla qualità della vita, sul lavoro e sulle relazioni sociali.

Ad aprire i lavori è stata Maria Lina Cosimi, che ha sottolineato il valore del contributo delle associazioni e ha condiviso anche una testimonianza personale in chiave di medicina narrativa, offrendo uno sguardo diretto sull’esperienza dei pazienti.

Nel corso dell’incontro sono stati presentati in anteprima i risultati di uno studio in fase di pubblicazione, condotto in 13 centri cefalee italiani su oltre 400 partecipanti. La ricerca, illustrata dalla dottoressa Giulia Fiorentini, ha evidenziato una significativa riduzione dei livelli di benessere nei pazienti affetti da emicrania rispetto alla popolazione generale.

Un’analisi confermata anche dal lavoro qualitativo di Sergio Ardis, che ha studiato le narrazioni dei pazienti, mettendo in luce da un lato l’impatto emotivo negativo della malattia e dall’altro la capacità di resilienza e adattamento alla cronicità.

Il tema del legame tra emicrania e genere è stato approfondito dalla dottoressa Nicoletta Spirito, che ha illustrato il ruolo delle variazioni ormonali femminili nell’insorgenza degli attacchi e l’efficacia di terapie mirate nella riduzione della frequenza e dell’intensità.

Sul fronte terapeutico, la neurologa Chiara Logi ha fatto il punto sulle nuove opzioni farmacologiche, sottolineando come l’innovazione abbia modificato in modo significativo la gestione clinica della patologia e migliorato la qualità della vita dei pazienti.

Ampio spazio è stato dedicato anche all’età evolutiva, con l’intervento di Enrico Biagioni, che ha evidenziato l’importanza della diagnosi precoce nei bambini e negli adolescenti per prevenire l’impatto sullo sviluppo e sulla quotidianità.

Tra gli approcci integrati, Elio Rossi ha illustrato il ruolo di tecniche complementari come meditazione, integratori e agopuntura, mentre la dietista Loretta Pennacchi ha approfondito il ruolo dell’alimentazione e dei cosiddetti “trigger alimentari” nella gestione degli attacchi.

In chiusura, è stato ribadito il valore dei tavoli multidisciplinari come strumenti fondamentali di aggiornamento e condivisione tra professionisti e pazienti, con l’obiettivo di migliorare la conoscenza della malattia e ampliare l’accesso a percorsi terapeutici personalizzati.

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