Michele Marcucci, il pittore ritrovato: a Villa Argentina un incontro per riscoprire l’artista tra ‘800 e ‘900

Un’occasione per riportare alla luce la figura di un artista a lungo rimasto ai margini della memoria critica. Il prossimo 23 giugno alle 17, a Villa Argentina, si terrà l’incontro dal titolo “La fedeltà e l’oblio. Michele Marcucci pittore tra ‘800 e ‘900”, inserito nel ciclo “Storia in Villa”, promosso dalla Provincia di Lucca in collaborazione con l’Istituto Storico Lucchese.

Al centro dell’appuntamento la riscoperta di Michele Marcucci, artista schivo e riservato, di cui quest’anno ricorre il centenario della morte, avvenuta il 21 marzo 1926. Una figura che ha lasciato tracce significative nel panorama artistico lucchese e versiliese, ma che nel tempo è stata progressivamente oscurata dal mutare del gusto e delle correnti artistiche del Novecento.

A confrontarsi sul tema saranno Alessandra Nannini e Antonia D’Aniello, che ripercorreranno il percorso umano e professionale del pittore, restituendone il profilo storico e artistico.

Tra le tappe più significative della carriera di Marcucci spicca il lavoro svolto tra il 1880 e il 1882 nel grande cantiere della Cattedrale di San Martino di Lucca, dove, su incarico di Enrico Ridolfi, partecipò alla decorazione delle volte e delle cappelle laterali. Un intervento che contribuì al completamento di un progetto artistico rimasto a lungo incompiuto.

Specialista nell’arte dell’affresco, Marcucci sviluppò un linguaggio decorativo a forte impronta religiosa, che avrebbe poi replicato in numerose chiese del territorio lucchese, consolidando un modello espressivo coerente con la tradizione figurativa toscana e con il contesto spirituale dell’epoca.

Artista profondamente legato alla propria terra e alla committenza ecclesiastica, operò in un’area considerata allora uno dei centri più attivi del cattolicesimo toscano, lasciando un patrimonio diffuso ma poco valorizzato dalla storiografia successiva.

L’incontro di Villa Argentina punta proprio a colmare questo vuoto, restituendo attenzione critica a una figura che ha contribuito alla definizione del paesaggio artistico locale tra Otto e Novecento.

L’ingresso sarà libero fino a esaurimento posti.

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