Viareggio, Fermi Mai e il Pd chiedono la rimozione di Paolo Mieli dalla presidenza del premio Repaci

Dopo le condanne definitive confermate il 25 giugno nell’ambito del processo per la strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009, si riaccende la polemica politica e istituzionale attorno alla presidenza del premio letterario Viareggio-Rèpaci. I gruppi consiliari Fermi Mai e Partito Democratico hanno presentato una richiesta formale di rimozione di Paolo Mieli dall’incarico.

Nel documento indirizzato alle istituzioni cittadine, le forze politiche richiamano alcune dichiarazioni rilasciate in passato dall’ex direttore del Corriere della Sera durante una trasmissione radiofonica, riferite all’ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti.

“A Viareggio urlano, secondo me poteva non accettare la prescrizione, doveva non accettare la prescrizione. Però questi processi distruggono la vita di un uomo. Non si può pensare che uno debba rimanere lì dieci, venti, trenta anni e poi alla fine ti dicono sei assolto, ti possono dare anche dei soldi in compensazione. Ma chi ti restituisce la vita?”, si legge nella citazione riportata nella nota.

Secondo i firmatari, quelle parole suscitarono “profonda indignazione in città” e risultano oggi ancora più controverse alla luce dell’esito giudiziario definitivo. Nella nota si sottolinea inoltre come Moretti non abbia rinunciato alla prescrizione per il reato di omicidio colposo, mentre la recente sentenza lo ha condannato a cinque anni per disastro ferroviario colposo, con conseguente prospettiva detentiva.

“È quindi il momento di rimuovere il suddetto personaggio da una carica che rappresenta Viareggio in Italia e nel mondo”, conclude il documento politico, firmato dai gruppi consiliari Fermi Mai e Pd.

La vicenda riporta al centro del dibattito pubblico la memoria della strage ferroviaria di Viareggio e il ruolo delle figure istituzionali e culturali chiamate a rappresentare la città in ambito nazionale.

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