Un’escalation di violenza maturata all’interno della stessa famiglia ha portato all’arresto di un uomo, ora rinchiuso in carcere con l’accusa di tentato omicidio. Il Giudice per le indagini preliminari ha infatti disposto la misura della custodia cautelare, accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica di Prato.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe aggredito il compagno della figlia colpendolo con un coltello a lama pieghevole, lunga circa sette centimetri. Il fendente ha raggiunto la vittima nella parte destra del collo, provocando una profonda ferita alla regione cervicale. In un primo momento i medici avevano emesso una prognosi di trenta giorni, ma il successivo aggravamento delle condizioni ha portato a dichiarare la prognosi riservata.
Il quadro accusatorio, però, va oltre il presunto tentato omicidio. L’indagato è infatti accusato anche di aver avvelenato la moglie, gravemente malata, episodio che gli inquirenti stanno ricostruendo nell’ambito della stessa indagine.
Secondo la Procura, entrambe le vicende sarebbero maturate in un clima di forte conflittualità familiare. Alla base dei fatti ci sarebbe una crescente ostilità dell’uomo nei confronti dei due figli e dei rispettivi nuclei familiari, tensioni che avrebbero innescato una pericolosa escalation culminata nelle gravi condotte contestate.
L’ordinanza cautelare rappresenta un primo importante passaggio dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Prato, guidata dal procuratore capo Luca Tescaroli.