Carnevale di Viareggio 2027, svelati i bozzetti: tra satira, attualità, sogni e grandi temi del nostro tempo

In una Cittadella stracolma, alla presenza del neo presidente della Fondazione Carnevale Riccardo Maria Monti, sono stati svelati i bozzetti delle opere che daranno vita al Carnevale di Viareggio 2027.

Uno spettacolo a cielo aperto, nella notte di San Lorenzo, dove ogni maestro della cartapesta, dai carri di prima categoria a quelli di seconda, dalle mascherate di gruppo a quelle isolate, ha presentato al pubblico i propri capolavori che sfileranno sui viali a mare nella prossima edizione.

Dalla guerra ai nuovi equilibri geopolitici, dall’intelligenza artificiale alla crisi ambientale, dalla libertà individuale al valore della famiglia. E ancora il rapporto tra uomo e tecnologia, il pensiero critico, la pace, la memoria, i diritti dell’infanzia e la ricerca della propria identità. Anche quest’anno i maestri costruttori del Carnevale di Viareggio affidano alla satira e all’allegoria il compito di raccontare il presente. Dai bozzetti che diventeranno le grandi costruzioni in cartapesta che sfileranno il 30 gennaio, 4, 7, 9, 14 e 20 febbraio 2027, emerge un mosaico di temi che intreccia grande attualità internazionale, satira, riflessione sociale e rilettura di miti e figure della tradizione letteraria e musicale. Un filo conduttore, questo, che attraversa tutte le categorie in gara – dai carri di prima e seconda categoria alle mascherate in gruppo e alle maschere isolate – confermando la capacità degli artisti di Viareggio di trasformare l’attualità in spettacolo e la satira in uno strumento di riflessione collettiva. Le costruzioni in concorso intrecciano cronaca, arte e letteratura, dando vita a un racconto che interpreta il presente attraverso simboli, personaggi e grandi opere della cultura occidentale. Sfilano così Amleto di William Shakespeare, Quasimodo e Notre-Dame de Paris di Victor Hugo, Barbablù di Charles Perrault, Don Chisciotte di Miguel de Cervantes, Il mago di Oz di L. Frank Baum, il mito di Ulisse e un omaggio a Johann Sebastian Bach. Accanto ai riferimenti letterari trovano spazio il mondo del fantasy, la simbologia dei nativi americani e vicende realmente accadute, come quella dei due pinguini Roy e Silo dello zoo di Central Park, che diventa una riflessione sul significato della famiglia. L’attualità internazionale attraversa molte delle allegorie immaginate dai maghi della cartapesta: i conflitti, il confronto tra le grandi potenze, i nuovi assetti geopolitici, le trasformazioni della società digitale e il progressivo isolamento dell’individuo diventano materia di satira attraverso il linguaggio della cartapesta, cifra distintiva del Carnevale di Viareggio fin dalle sue origini. Nei carri di prima categoria Jacopo Allegrucci riflette sul rapporto tra tecnologia e immaginazione, auspicando un futuro in cui i libri restituiscono all’uomo la libertà di sognare; Alessandro Avanzini guarda ai nuovi equilibri geopolitici mondiali attraverso la competizione tra Stati Uniti e Cina; Luca Bertozzi affida alla simbologia della piuma dei nativi americani un messaggio dedicato al coraggio e alla libertà. Le dinamiche del potere internazionale sono al centro anche del progetto di Luigi Bonetti, che immagina un laboratorio alchemico dove diplomazia, interessi e ambizioni si trasformano in una grande allegoria politica, mentre Massimo e Alessandro Breschi scelgono Pinocchio come giudice delle menzogne del potere, affidando al celebre burattino il ruolo di coscienza critica del nostro tempo. Umberto, Stefano e Michele Cinquini riportano l’attenzione sui diritti dell’infanzia, contrapponendo gli orrori della guerra alla forza della fantasia e della speranza. Lebigre e Roger rileggono invece il dubbio di Amleto come simbolo del pensiero critico in una società dominata dalla velocità e dalle risposte preconfezionate. Il tema della famiglia è al centro dell’opera di Carlo e Lorenzo Lombardi, ispirata alla storia vera dei due pinguini Roy e Silo, mentre Matteo Raciti riprende il viaggio di Ulisse come metafora dello smarrimento dell’uomo contemporaneo e della ricerca di una nuova identità.

CARRI DI 1ª CATEGORIA

Sono nove le costruzioni di prima categoria.

Disconnessi per volare – Jacopo Allegrucci

In un futuro dominato dalla dittatura del “terzo like”, alle persone viene imposta una vita piatta che nega ogni forma di fantasia. La svolta arriva quando un anziano dona a una giovane l’ultimo libro rimasto sulla Terra. La lettura risveglia la sua immaginazione e le permette di concepire un mondo diverso, spiccando letteralmente il volo con ali di pagine di carta. I telefoni si trasformano in libri e torna per tutti la libertà di sognare.

La via della seta – Alessandro Avanzini

È la Cina a conquistare il centro della scena. Donald Trump, ridotto a figura marginale, appare seduto come un contadino mentre mangia una ciotola di riso. Attorno a lui finiscono nei rifiuti i simboli dell’immaginario americano, mentre lo scudo di Capitan America tenta invano di opporsi alla falce e martello. Dalla pagoda un panda vestito come Xi Jinping osserva la scena. Una satira sul tramonto dell’egemonia occidentale e sull’ascesa di un nuovo ordine multipolare.

La piuma – Luca Bertozzi

La piuma, nelle tradizioni dei nativi americani, è simbolo di coraggio e libertà. L’allegoria diventa così un invito a non accettare le catene imposte dagli altri, a credere in sé stessi e a seguire il proprio destino. Chi riconquista la propria libertà può tornare leggero come un’aquila che finalmente apre le ali.

Il grande Vampiro e l’alchimia diplomatica – Luigi Bonetti

Nel laboratorio del potere mondiale, tra alambicchi, alleanze e ragnatele diplomatiche, il Grande Vampiro rappresenta un potere capace di trasformare interessi, paure e ambizioni in altro potere. Al centro c’è Trump, affiancato da Giorgia Meloni, raffigurata come un ragno tessitore di relazioni, e da Netanyahu, nelle vesti di un menestrello di corte. Sullo sfondo una grande macchina estrae energie altrui per alimentare il Grande Vampiro.

Buffoni e burattini – Massimo e Alessandro Breschi

Pinocchio diventa il giudice delle menzogne del potere. In un teatro dominato da fili invisibili e oscure presenze, raccoglie i potenti della Terra come vecchi burattini e li getta in un sacco nero insieme ai simboli della guerra e della distruzione. La costruzione punta il dito contro le bugie del potere: quelle più pericolose, suggeriscono gli autori, non sono quelle del burattino di legno, ma quelle di chi governa il mondo.

Il giardino dei sogni – Umberto, Stefano e Michele Cinquini

Ispirata ai principi della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia, la costruzione racconta il diritto di ogni bambino a vivere, crescere e continuare a sognare anche davanti agli orrori della guerra. Tra le macerie di una città, un bambino ritrova attraverso un libro il sorriso e la speranza, immaginando un futuro felice accompagnato dai personaggi della fantasia.

Essere o non essere – Lebigre e Roger

Amleto viene trasportato nel mondo contemporaneo e si trova davanti alla “Grande Macchina”, allegoria di una società veloce, affascinante e caotica, capace di offrire risposte ancora prima delle domande. Il pensiero critico e la libertà rischiano di assottigliarsi, ma Amleto interrompe il flusso con il dubbio. Il celebre dilemma diventa così una domanda rivolta all’uomo di oggi: accettare il mondo così com’è oppure avere il coraggio di metterlo in discussione.
Qui sotto le immagini dei bozzetti dei carri di prima categoria:

CARRI DI 2ª CATEGORIA

Sono cinque le costruzioni di seconda categoria.

Chi è il vero mostro a Notre Dame? – Silvano Bianchi

Quasimodo, il celebre personaggio di Victor Hugo, viene reinterpretato come simbolo di un’umanità schiacciata dal giudizio, dall’intolleranza, dall’egoismo e dalla ricerca della perfezione. La sua fragilità diventa lo specchio delle paure dell’uomo contemporaneo. L’allegoria invita a guardare oltre le apparenze e a riscoprire compassione, umanità e accettazione.

A tu per tu con Barbablù – Priscilla Borri

Barbablù diventa il simbolo del predatore interiore, dell’ombra che nasconde verità scomode. La sposa rappresenta invece l’anima che vuole conoscere sé stessa e trova il coraggio di aprire la porta della stanza segreta, dove sono accumulati dolori, orrori e rabbie inespressi. La libertà passa dalla conoscenza e dalla capacità di riconoscere la propria ombra.

Liberate i cani – Edoardo Ceragioli

Donald Trump, raffigurato come lo Zio Sam, dirige da una monumentale postazione di comando i mastini Guerra, Sanzioni e Paura. Una satira sull’uso della forza come strumento politico. A questo scenario si contrappongono oltre 130 clown bianchi, simbolo di un’umanità che risponde all’arroganza del potere con sorriso, ironia e creatività.

Miseria e nobiltà – Fabrizio e Valentina Galli

Una tragicomica operetta mette in scena una satira ispirata a Giorgia Meloni, raffigurata come una regina che concentra il potere mentre assiste all’impoverimento materiale e umano del Paese. L’Italia, oppressa da tasse e leggi, appare ai piedi della sovrana, mentre la sua grande gonna diventa un sipario dal quale emergono gli incubi della società contemporanea.

Sveglia… il mondo è ammalato… per colpa di chi? – Roberto Vannucci

Consumismo, inquinamento, guerre, tecnologia e indifferenza sono i sintomi di un mondo malato per responsabilità dell’uomo. Il profitto prevale sulla tutela del pianeta, i social alimentano un’esistenza illusoria e i fenomeni migratori finiscono per alimentare paure, divisioni e razzismo. Il canto del gallo, simbolo del risveglio, richiama l’urgenza di ritrovare consapevolezza e rispetto per natura e umanità.

Qui le immagini dei bozzetti di seconda categoria:

MASCHERATE IN GRUPPO

Sono sette le mascherate in gruppo.

L’era dei mostri – Marzia Etna e Matteo Lamanuzzi

Una riflessione sulla brutalità della guerra: i potenti della Terra diventano mostri che, attraverso eserciti di orchi, alimentano distruzione, sopraffazione e violenza. L’allegoria denuncia il rapporto tra potere, ignoranza e armi e l’incapacità dell’uomo di far prevalere la ragione.

Oltre l’arcobaleno – Vania Fornaciari e Roberto De Leo

Il viaggio di Dorothy ne “Il mago di Oz” diventa un’allegoria della crescita personale e della ricerca di sé. Leone, Uomo di Latta e Spaventapasseri rappresentano coraggio, sensibilità e intelletto. Oltre l’arcobaleno non c’è soltanto una meta, ma la conquista della pace interiore attraverso crescita, consapevolezza e coraggio.

Tra sogni e follia – Michelangelo Francesconi

Don Chisciotte diventa il simbolo delle difficoltà affrontate dalle nuove generazioni. I giovani combattono ogni giorno contro ostacoli sempre più grandi e contro i “mulini a vento” della quotidianità. Le lepri rappresentano il tempo che corre, mentre Don Chisciotte continua a combattere armato soltanto di fantasia, in equilibrio tra sogno e follia.

L’ultima cena Satyricon (ci stanno mangiando il mondo) – Giacomo Marsili

Un grido d’allarme per l’umanità. Le grandi potenze economiche e militari del mondo vengono riunite in una scena surreale, grottesca e macabra, sospesa tra finte democrazie e crudeli dittature. Denaro, morte e violenza dominano uno scenario apocalittico nel quale l’ostentazione della ricchezza e del potere avviene a scapito dei più deboli.

La chiave. Ritrova ciò che conta – Lorenzo Paoli

L’opera invita a chiedersi cosa conti davvero in una società sempre più connessa ma sempre più distante da ciò che fa sentire vivi. Tempo, relazioni, conoscenza e natura sono valori che rischiano di essere dimenticati. Ma una chiave esiste ancora: quella capace di aprire la mente e riportare l’uomo all’essenziale.

J.S. Bach – Fantasia in Re – Luciano Tomei

Un omaggio a Johann Sebastian Bach costruito sul doppio significato del “Re”: la nota musicale e il sovrano. I personaggi rappresentano le diverse alterazioni della nota, dal Re Maggiore al Re Minore, dal Re Bemolle al Re Diesis e al Re Bequadro. A guidare la sfilata è Bach, in un’allegoria che unisce satira, musica e divulgazione.

Higitus Sfighitus! ovvero Cosa bolle in pentola? – Alessandro Vanni

Donald Trump diventa un grande negromante che lancia incantesimi e anatemi per difendere la fortezza degli Stati Uniti. Al suo fianco Netanyahu e Putin. Protezionismo, guerre di conquista e intolleranza sono gli strumenti utilizzati per affrontare le difficoltà interne del Paese. Dal pentolone emergono però gli Orchi Cavalieri, allegoria di guerra, carestia, crisi energetica e speculazione tecnologica, destinati a travolgere il loro stesso evocatore.

Qui le immagini dei bozzetti delle mascherate di gruppo:

MASCHERE ISOLATE

Sono dieci le maschere isolate in concorso.

Fuori catalogo – Roberta Barani

Identità disponibili, mutevoli e intercambiabili. Il protagonista tiene una maschera tra le mani ma sceglie di non indossarla, interrompendo il gioco delle apparenze e ponendo una domanda essenziale: chi siamo quando smettiamo di definirci?

L’Idra – Andrea Giulio Ciaramitaro

Il mostro mitologico dalle innumerevoli teste diventa allegoria di una guerra incessante. Ogni testa rappresenta un conflitto e, quando una viene recisa, altre due prendono il suo posto. Un ciclo che l’uomo, come un moderno Ercole, è chiamato a spezzare in difesa del diritto alla vita.

La presa del potere – Jacopo Cinquini

Liberamente ispirata all’omonima canzone di Giorgio Gaber, è una satira sul potere e sulla trasformazione del desiderio di cambiamento in conformismo e autoritarismo. Il mastino meccanico rappresenta l’illusione di poter dominare il potere, mentre chi si proclama rivoluzionario rischia di sostituirsi a chi combatteva.

Il castello di carte – Sara Culli

Donald Trump è al centro di un’allegoria sulla strategia politica ed economica. Un’architettura imponente ma priva di solide fondamenta, nella quale alleanze e principi vacillano continuamente. La domanda resta aperta: quanto riuscirà a rimanere in piedi?

Affari nostri – Affari mostri – Gaia Dal Pino

Una creatura dai grandi denti, trasformata in un enorme pacco numerato, attira le proprie vittime con un mucchio di monete d’oro. L’opera riflette sulla spettacolarizzazione del denaro e sui giochi che promettono facili ricchezze ma rischiano di divorare tempo e speranze.

Per belli apparire – Mattia Del Chiaro

L’apparenza è il cuore dell’allegoria. Una figura composta da specchi ammira il proprio riflesso e insegue modelli estetici imposti dalla società, in una riflessione su un mondo sempre più attento all’immagine e meno alla sostanza.

Universo 25 – Uomini e topi – Jessica Griffini

Ispirata all’esperimento “Universe 25” dell’etologo John B. Calhoun, la costruzione immagina un universo consumato dall’eccesso di risorse, dalla sovrappopolazione e dalla perdita dell’equilibrio sociale. Un enorme Re sorveglia una comunità di topi assuefatti, metafora di un’umanità smarrita che continua a seguire un ingannevole piffero magico.

Non vedere tutto nero! – Niccolò Landi

Il gatto nero, vittima da secoli di superstizioni e pregiudizi, trova il coraggio di guardarsi allo specchio e scopre che il vero nemico non è il proprio riflesso, ma il pregiudizio. Un invito ad accettarsi, credere nei propri valori e vivere liberi dal giudizio degli altri.

Ero Giustizia – Serena Mazzolini

Ispirata a fatti di cronaca, l’opera racconta una giustizia che sembra privilegiare alcuni rispetto ad altri. La Giustizia viene raffigurata mentre pugnala la Carta dei diritti dell’uomo, tradendo i propri principi. L’inchiostro nero che la macchia diventa il segno delle sue azioni.

Il silenzio arcobaleno – Rodolfo Mazzone

Due coppie omosessuali sono oppresse dal peso del giudizio sociale. Sopra di loro incombe il mostro dell’omofobia, che le imbavaglia e ostacola il loro amore. Le ali arcobaleno sono però pronte a spiccare il volo, simbolo di speranza e invito a superare gli stereotipi per garantire a tutti il diritto di amare liberamente.

Qui le immagini dei bozzetti delle maschere isolate:

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