LUCCA – STAZZEMA — Mille euro di multa come minimo, fino a 10mila euro, per una contestazione avvenuta durante la commemorazione della strage nazifascista di Sant’Anna di Stazzema. È quanto denuncia la Confederazione Cobas della provincia di Lucca, intervenendo sulla sanzione amministrativa notificata a due giovani lucchesi, indicati come presunti organizzatori della protesta.
La vicenda risale al 12 agosto 2026, quando, durante la cerimonia per ricordare le vittime della strage, un gruppo di giovani dei collettivi Giovane Grido e Faust contestò la partecipazione del sindaco di Lucca Mario Pardini. Nel mirino della protesta anche la posizione del suo vice sindaco, che si sarebbe definito “fascista del terzo millennio”.
I Cobas ricordano che Pardini partecipò comunque alla commemorazione e che, secondo quanto chiarito dagli stessi collettivi, non venne impedita la partecipazione agli altri esponenti politici né ai cittadini.
Il problema, per la Confederazione, nasce ora dalla contestazione amministrativa notificata a due dei presunti organizzatori. Nei loro confronti viene contestata la violazione dell’articolo 18 del Tulps, con l’accusa di aver preso parte a una “manifestazione non preavvisata”. La sanzione prevista può oscillare tra 1.000 e 10mila euro.
È proprio su questo passaggio che si concentra la dura presa di posizione dei Cobas. L’organizzazione parla di una progressiva “amministrativizzazione del conflitto sociale e della repressione”, sostenendo che il dissenso venga sempre più affrontato attraverso sanzioni amministrative anziché attraverso procedimenti penali, nei quali sono previste garanzie, tempi e il vaglio della magistratura.
Ma per i Cobas c’è un aspetto ancora più rilevante: quella di Sant’Anna, sostengono, non sarebbe stata una manifestazione autonoma, bensì una contestazione avvenuta nel corso di una celebrazione istituzionale.
Da qui la contestazione della contestazione stessa: “Per contestare in uno Stato di diritto non è previsto alcun preavviso”, sostengono i Cobas, secondo i quali l’applicazione della norma rischierebbe di tradursi in una compressione della libera manifestazione del pensiero.
La Confederazione punta inoltre l’attenzione sull’importo delle sanzioni. Fino a 10mila euro potrebbero infatti rappresentare, sottolinea l’organizzazione, un peso particolarmente difficile da sostenere per giovani attivisti con lavori precari e salari bassi.
La presa di posizione arriva oggi, 26 agosto, con una richiesta precisa: bloccare l’iter per l’applicazione delle sanzioni.
La Confederazione Cobas della provincia di Lucca annuncia infine la propria solidarietà ai giovani militanti lucchesi e, nel caso in cui i provvedimenti dovessero andare avanti, dichiara la propria disponibilità a partecipare a una raccolta fondi per una cassa di solidarietà destinata a sostenere i ragazzi colpiti dalle sanzioni.