TOSCANA — La Dengue arriva anche nei dati ufficiali della sorveglianza sanitaria nazionale con un caso autoctono registrato in Toscana. La conferma è contenuta nell’ultimo aggiornamento dell’Istituto Superiore di Sanità, che fotografa la situazione al 30 agosto.
Dall’inizio dell’anno sono stati complessivamente 227 i casi confermati di Dengue in Italia. Di questi, tre sono stati classificati come autoctoni, cioè contratti senza un’esposizione all’estero: due in Puglia e uno in Toscana. Gli altri casi risultano invece collegati a viaggi internazionali, con le Maldive indicate come luogo di esposizione nel 57% delle segnalazioni. Al momento, secondo i dati dell’Iss, non sono stati registrati decessi.
Il dato arriva mentre in Toscana sono state segnalate diverse positività, interessando nei giorni scorsi aree come Piombino, Livorno, Montespertoli, Pisa e Firenze. Una situazione che ha portato anche l’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Firenze a richiamare l’attenzione dei cittadini, sottolineando però la necessità di non creare allarmismi.
La Dengue viene trasmessa dalla puntura di zanzare infette del genere Aedes e non attraverso il normale contatto tra persone. Per questo, la presenza di un singolo caso autoctono non equivale, di per sé, a un rischio generalizzato per la popolazione.
L’invito dei medici è piuttosto a mantenere alta l’attenzione e a conoscere i principali sintomi della malattia. In particolare, in caso di febbre dopo un soggiorno in una zona nella quale il virus è presente, è importante informare il proprio medico e riferire eventuali viaggi recenti.
Tra le misure di prevenzione assume un ruolo centrale anche il contenimento della presenza delle zanzare nelle zone interessate. Gli interventi di disinfestazione vengono infatti attivati in presenza dei casi secondo le procedure previste dai servizi sanitari.
E proprio sul fronte delle nuove segnalazioni, nella giornata di giovedì 3 settembre due ulteriori casi sono stati comunicati dai Comuni di Vaiano e Prato, che hanno annunciato l’avvio degli interventi di disinfestazione nelle aree interessate.
Il quadro, dunque, richiede attenzione e prevenzione, ma — sottolineano i medici — non deve tradursi in allarmismo. La tempestiva presa in carico dei casi e l’attivazione delle procedure previste rappresentano gli strumenti principali per limitare la circolazione del virus.
