PRATO – Un fucile a canne mozze e un’auto rubata finita al centro di un’indagine per una rapina. È il bilancio di un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Prato, guidata dal procuratore capo Luca Tescaroli, che ha portato a due arresti.
Il primo riguarda un 27enne italiano, fermato durante una perquisizione nella sua abitazione. I Carabinieri hanno trovato un fucile a canne parallele modificato illegalmente, con le canne accorciate. L’arma era stata abilmente nascosta all’interno di un armadio.
Gli accertamenti tecnici hanno stabilito che il fucile era idoneo all’impiego e che, per le caratteristiche riscontrate, doveva essere considerato un’arma clandestina. Nel corso della perquisizione sono state inoltre trovate 15 cartucce a palla asciutta e 52 cartucce da caccia.
Il giovane non aveva alcun titolo autorizzativo per l’esercizio della caccia e non avrebbe fornito spiegazioni sulla detenzione dell’arma. Fucile e munizioni sono stati sequestrati.
Il 27enne si trova agli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida davanti al giudice per le indagini preliminari, chiamato a valutare anche la richiesta della Procura di applicare la custodia cautelare in carcere.
Il secondo arresto riguarda un 37enne di origini romene, accusato di resistenza, lesioni a pubblico ufficiale e ricettazione in concorso.
L’uomo è stato intercettato a bordo di un’automobile risultata di provenienza furtiva e già segnalata attraverso i varchi elettronici. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la stessa vettura sarebbe stata utilizzata anche per una rapina avvenuta a Montecatini Terme.
Alla vista dei militari, il conducente non si è fermato all’alt intimato e ha iniziato una fuga durante la quale l’auto avrebbe compiuto manovre estremamente pericolose, mettendo a rischio l’incolumità delle persone presenti.
La corsa si è conclusa all’altezza di via del Purgatorio, nei pressi del centro di Prato. I tre occupanti hanno lasciato l’auto in mezzo alla carreggiata e sono fuggiti a piedi. Il 37enne è stato raggiunto dai Carabinieri, ma ha cercato di sottrarsi al controllo con la forza, aggredendo i militari con pugni e calci.
I Carabinieri hanno riportato lesioni ed escoriazioni prima di riuscire a bloccare l’uomo e ammanettarlo.
Gli accertamenti hanno inoltre fatto emergere che il 37enne, già gravato da numerosi precedenti, era destinatario di un’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Napoli che disponeva la revoca della detenzione domiciliare e il ritorno in carcere, dopo ripetute evasioni.
Per lui si sono quindi aperte le porte della casa circondariale La Dogaia. L’automobile recuperata e il materiale rinvenuto sono stati sequestrati.
L’indagine è stata condotta con il supporto dei militari dei Carabinieri di Prato e di Iolo.
Nella nota, il procuratore capo Tescaroli sottolinea infine il rafforzamento del dispositivo dell’Arma sul territorio provinciale, disposto dopo le sollecitazioni della Procura. Il Comando generale dei Carabinieri ha previsto nuove risorse per la sezione di polizia giudiziaria della Procura e per i nuclei dell’Arma, oltre alla nascita di una nuova Compagnia a Montemurlo, dotata di una propria struttura investigativa autonoma.