Empoli-Roma, violenta rissa dopo la partita: scattano 36 Daspo, fino a 10 anni

EMPOLI – Trentasei Daspo sono stati emessi dal Questore della provincia di Firenze nei confronti dei tifosi coinvolti negli scontri avvenuti al termine di Empoli-Roma del 9 marzo 2025. I provvedimenti colpiscono entrambe le tifoserie e, in alcuni casi, arrivano fino a dieci anni di durata, con l’aggravamento dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Per i tifosi empolesi sono stati adottati 7 provvedimenti con durata da uno a cinque anni. Altri 10 Daspo, invece, hanno una durata compresa tra cinque e dieci anni e prevedono anche l’obbligo di presentazione alla P.G.

Per i tifosi romanisti sono scattati 14 provvedimenti della durata da due a quattro anni, mentre altri 5, della durata di cinque anni, sono stati accompagnati dall’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Tutto nasce da quanto accaduto quella sera ad Empoli, nelle prime fasi del deflusso dei sostenitori romanisti dallo stadio. Le due tifoserie, entrate in contatto nei pressi di un locale situato a poche centinaia di metri dall’impianto sportivo, hanno dato vita a una violenta rissa.

Diversi partecipanti avevano il volto coperto con cappucci, sciarpe e passamontagna. Durante gli scontri sarebbero state utilizzate cinghie e sarebbero stati sferrati colpi a mani nude. Non sono mancati inoltre il lancio di oggetti contundenti e arredi del locale.

Dopo gli episodi è partita un’articolata attività investigativa da parte della Digos di Firenze. Gli investigatori hanno analizzato le immagini delle telecamere cittadine, riuscendo a ricostruire la sequenza degli avvenimenti e a identificare i 36 tifosi ritenuti protagonisti degli episodi.

Sulla base degli elementi raccolti, la Divisione Anticrimine della Questura ha predisposto i provvedimenti poi emessi dal Questore.

I Daspo comportano il divieto di accedere ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive per il periodo stabilito per ciascun destinatario.

Per gli interessati resta comunque la possibilità di ricorrere alle competenti autorità contro i provvedimenti adottati.

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