TORRE DEL LAGO – C’è uno sport nel quale il contatto fisico non significa aggressività, dove la forza deve andare di pari passo con il rispetto e dove nessun giocatore, per quanto bravo, può fare a meno dei propri compagni. È il rugby, uno sport fatto di tecnica, sacrificio, coraggio e soprattutto di squadra.
È proprio su questi principi che, dal 2013, è cresciuta la storia dei Titani Rugby, una realtà che ha trovato allo Stadio Ferracci di Torre del Lago la propria casa e che negli anni ha costruito un percorso capace di coinvolgere bambini, ragazzi e adulti.
Al centro di questo progetto c’è Denis Dallan, nome conosciuto nel rugby italiano per la sua esperienza con la Nazionale. Dopo aver vissuto questo sport ai massimi livelli, Dallan ha scelto di investire la propria esperienza nella formazione, contribuendo a costruire una realtà nella quale il rugby potesse diventare uno strumento di crescita per le nuove generazioni.
La storia dei Titani comincia nel 2013 e da allora il progetto è cresciuto progressivamente, sviluppando un’attività che parte dal minirugby e arriva fino alle categorie giovanili e alla prima squadra.
Un percorso nel quale c’è posto anche per i più piccoli: si può cominciare già a quattro anni, avvicinandosi alla palla ovale attraverso il gioco e imparando gradualmente le regole fondamentali dello sport.
Ma il rugby non è soltanto una disciplina sportiva.
È un modo particolare di stare insieme.
Chi entra in campo impara rapidamente che il compagno è fondamentale. Chi porta la palla deve sapere che qualcuno arriverà a sostenerlo. Chi difende deve fidarsi di chi gli è accanto. Chi commette un errore sa che la squadra continuerà a giocare e che ci sarà sempre qualcuno pronto ad aiutarlo.
È uno sport nel quale il gruppo viene prima dell’individuo.
Ed è proprio questo uno degli insegnamenti che i Titani cercano di trasmettere attraverso la loro attività: rispetto dell’avversario, rispetto delle regole, disciplina, responsabilità, impegno e capacità di affrontare anche le difficoltà.
Il tutto attraverso un percorso che cambia insieme all’età degli atleti.
Per i più piccoli c’è soprattutto il gioco, la scoperta del campo e della palla ovale. Poi arrivano la tecnica, la preparazione fisica, la tattica e il contatto. Crescendo, aumentano le responsabilità e cresce anche la consapevolezza di ciò che significa far parte di una squadra.
E in questo percorso l’esperienza di Denis Dallan rappresenta un elemento importante.
Dalla Nazionale al campo dei bambini e dei ragazzi, con l’obiettivo di trasferire alle nuove generazioni non soltanto ciò che serve per diventare buoni giocatori, ma anche quello che il rugby può insegnare fuori dal campo.
Il luogo nel quale tutto questo prende forma è il Ferracci, diventato negli anni un punto di riferimento per la palla ovale in Versilia. Qui si allenano le diverse categorie dei Titani e qui famiglie e giovani atleti condividono una realtà sportiva che va ben oltre la semplice partita.
Lo stadio ha avuto anche occasioni di grande prestigio, arrivando a ospitare nel 2024 la sfida internazionale Under 19 tra Italia e Galles.
Ma la vera forza di un progetto sportivo si misura anche nella quotidianità.
Nelle famiglie che accompagnano i figli agli allenamenti. Nei ragazzi che arrivano al campo dopo la scuola. Negli allenatori che lavorano con loro. Nei bambini che imparano per la prima volta a passarsi una palla ovale. Nei giocatori più grandi che diventano un esempio per quelli più piccoli.
È una comunità sportiva che cresce intorno a un campo e a una disciplina che, ancora oggi, molti conoscono meno rispetto al calcio, ma che possiede una caratteristica straordinaria: riesce a far sentire indispensabile ogni componente della squadra.
E forse è proprio questa la scommessa più importante dei Titani.
Non soltanto far crescere il rugby.
Ma far crescere, attraverso il rugby, una generazione di ragazzi che sappia stare in campo e nella vita insieme agli altri.
Dal 2013 a oggi, la palla ovale ha continuato a correre al Ferracci. E dietro quella palla ci sono una società, un progetto, una comunità e la passione di chi, come Denis Dallan, ha scelto di trasformare la propria esperienza nel rugby in qualcosa da consegnare alle generazioni che arrivano.