LUCCA – Un’opera d’arte nel cuore di uno dei principali presidi della sicurezza sul territorio. È stato svelato nell’atrio della Questura di Lucca il bozzetto in gesso del “San Michele”, realizzato dall’artista Sergey Eylanbekov e donato alla Polizia di Stato.
L’opera, firmata da uno scultore di origine russa naturalizzato statunitense, da circa vent’anni profondamente legato a Pietrasanta e ai suoi laboratori artistici, porta così nel palazzo di via Cavour un messaggio che va oltre il valore estetico della scultura.
A sottolinearlo è stato il sindaco di Pietrasanta Alberto Stefano Giovannetti, intervenuto alla cerimonia di presentazione. Per il primo cittadino, il gesto di Eylanbekov rappresenta infatti un invito al dialogo e alla condivisione, con l’auspicio che la cultura e l’arte possano contribuire a costruire percorsi di pace.
Alla cerimonia hanno preso parte il dirigente superiore della Polizia di Stato Edgardo Giobbi e il segretario provinciale del Siulp Domenico Lombardi. Presenti anche il vicepresidente del consiglio comunale di Pietrasanta Antonio Tognini, i consiglieri comunali Niccolò Alberti e Irene Tarabella, il professor Carlo Carli e Adolfo Agolini, patron della Fonderia Artistica Mariani, dove è stata realizzata la versione in bronzo dell’opera.
Proprio quella monumentale, alta circa tre metri, era stata esposta la scorsa estate in piazza Statuto a Pietrasanta, confermando ancora una volta il ruolo della città versiliese come luogo di incontro tra artisti provenienti da tutto il mondo e le maestranze specializzate che ne trasformano le idee in opere.
Nel corso dell’incontro è stato inoltre ricordato il contributo fondamentale dei laboratori e degli artigiani pietrasantini, custodi di competenze che hanno reso la città una delle realtà internazionali più importanti nel campo della scultura.
Il dono del “San Michele” consolida così anche il rapporto tra Pietrasanta e le forze dell’ordine, alle quali Giovannetti ha rivolto un ringraziamento per aver accolto l’opera all’interno della Questura.
Un’opera nata nei laboratori della Versilia e ora destinata a rimanere stabilmente in un luogo simbolo dello Stato: un incontro tra arte, territorio e istituzioni che trova nella scultura di Eylanbekov il proprio punto di contatto.