Dalla gestione dei boschi all’energia pulita: la Diocesi lancia tre progetti nel segno di San Francesco

MASSA – Gestione sostenibile dei boschi, produzione e condivisione di energia rinnovabile, accoglienza lungo i cammini religiosi. Sono i tre progetti presentati questa mattina, mercoledì 30 settembre, nell’antico refettorio del Seminario vescovile, promossi dalla Diocesi di Massa Carrara-Pontremoli insieme a Toscana Innova. Un percorso che guarda concretamente alle indicazioni contenute nell’enciclica “Laudato Sì” e che trova nella figura di San Francesco d’Assisi il filo conduttore, alla vigilia della festa del patrono della diocesi e della città di Massa.

A illustrare le iniziative, insieme al vescovo monsignor Mario Vaccari, sono stati i responsabili di Toscana Innova. L’incontro è stato condotto da don Piero Albanesi, sacerdote diocesano e presidente del Consorzio forestale.

Oltre 2.000 ettari di patrimonio ecclesiastico: nasce il Consorzio forestale

“Sora nostra matre Terra” è il titolo scelto per il primo progetto, dedicato alla gestione del patrimonio boschivo della Diocesi.

Il punto di partenza sono oltre 2.000 ettari di terreni appartenenti al sistema ecclesiastico diocesano, ma distribuiti tra Diocesi, Istituto diocesano per il sostentamento del clero, parrocchie e altri enti. Una frammentazione giuridica e catastale che, fino a oggi, ha reso complessa una gestione coordinata.

Il percorso è iniziato nel 2024 con Toscana Innova e con la predisposizione di un primo Piano di indirizzo forestale. Da questo lavoro è arrivata anche la partecipazione al bando della Regione Toscana dedicato alle forme associative di gestione forestale.

Il risultato è la costituzione del Consorzio Forestale della Diocesi di Massa Carrara-Pontremoli, che permette ai diversi proprietari di conservare la titolarità dei terreni affidandone però la gestione a un unico soggetto.

Il primo nucleo operativo comprende 91 particelle per 276,826 ettari. Per il progetto è stato ammesso un contributo pubblico di 34.423,35 euro, con un’intensità massima prevista dal bando fino al 100 per cento delle spese ammissibili.

Il lavoro proseguirà nel 2026 e nel 2027 con sopralluoghi, rilievi, cartografia e una ricognizione diretta delle superfici. Tutti gli elementi confluiranno nel Piano di gestione forestale, destinato a programmare interventi di selvicoltura, manutenzione, prevenzione degli incendi, tutela idrogeologica, valorizzazione del legname e delle biomasse, tutela della biodiversità e sviluppo della sentieristica.

Tra gli aspetti considerati anche la capacità dei boschi di assorbire CO₂. Applicando ai primi 276,8 ettari il benchmark medio nazionale indicato dal CREA, si arriva a un ordine di grandezza di circa 1.500 tonnellate di CO₂ assorbite ogni anno. Un dato indicativo che dovrà essere approfondito nell’ambito della futura pianificazione forestale.

“Frate sole”: la Comunità energetica apre al territorio

Il secondo progetto si chiama “Frate sole” ed è la Comunità energetica rinnovabile della Diocesi, costituita formalmente nel 2025 come associazione senza scopo di lucro.

A illustrarne caratteristiche e prospettive è stata l’ingegnera Sara Tonlorenzi di Toscana Innova.

La prima fase prevede 12 impianti fotovoltaici installati su edifici diocesani e parrocchiali, per una potenza complessiva di circa 160 kWp e una produzione stimata di 183.000 kWh l’anno. Di questi, circa 100.000 kWh potrebbero essere condivisi all’interno della comunità energetica.

La CER non sarà però riservata a chi possiede un impianto fotovoltaico. Potranno partecipare, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa, anche cittadini, famiglie, associazioni, piccole e medie imprese, enti pubblici e realtà del Terzo settore semplicemente come consumatori.

Il progetto si sviluppa su nove aree di cabina primaria, con l’obiettivo di costruire progressivamente una rete territoriale capace di mettere in relazione produzione e consumo di energia.

Il meccanismo si basa infatti sulla condivisione dell’energia prodotta dagli impianti rinnovabili e consumata nello stesso intervallo temporale dagli aderenti alla configurazione. Nello scenario elaborato per la prima fase, i circa 100 MWh di energia condivisa potrebbero generare complessivamente circa 12.000 euro l’anno tra incentivi e valorizzazioni.

Le domande approvate sono associate a circa 91.000 euro di contributi, con contributo PNRR fino al 40 per cento.

Nel 2027-2028 è prevista l’apertura della Cer al territorio, attraverso incontri rivolti a cittadini, famiglie, imprese, enti pubblici, associazioni e Terzo settore. Dal 2028 è prevista la fase di redistribuzione dei benefici secondo il modello indicato dal progetto: 15 per cento alla gestione, 25 per cento ai prosumer, 45 per cento ai consumer e 15 per cento alla componente sociale.

Cinque tappe sulla Via Francigena per il progetto dedicato ai cammini

Il terzo progetto, “San Francesco uomo del cammino e dell’incontro”, guarda invece al turismo religioso e alla valorizzazione del patrimonio immobiliare della Diocesi.

A presentarlo è stata Francesca Abiuso, Senior Project Manager di Toscana Innova.

L’iniziativa nasce anche dall’esigenza di mettere in rete gli immobili già presenti sul territorio con i grandi percorsi religiosi, a partire dalla Via Francigena, trasformandoli in punti di accoglienza e in porte di accesso ai territori, ai borghi, alla cultura e alle attività economiche locali.

Nel 2024 è stato avviato il progetto Isac – Innovativi, Sicuri e Accoglienti Cammini Religiosi, finanziato dal Ministero del Turismo con un contributo a fondo perduto di 191.500 euro.

Sono cinque le tappe interessate: Pontremoli, Aulla, Carrara-Avenza, Massa e Montignoso.

Le strutture sono state dotate complessivamente di 5 defibrillatori, 15 cassette di primo soccorso e 5 distributori di acqua potabile, oltre a 7.900 borracce riutilizzabili. Sono stati inoltre introdotti sistemi di self check-in e smart lock per rendere più semplice e automatizzata l’accoglienza dei pellegrini.

Il progetto comprende anche un’applicazione, un sito web, contenuti digitali e attività sui social, con il coinvolgimento di blogger e influencer. L’obiettivo è fornire ai viaggiatori informazioni non soltanto sul percorso, ma anche sui luoghi, sui servizi, sulle tradizioni e sulle opportunità presenti lungo le tappe.

Sono inoltre circa 15 i progetti già pronti per la valorizzazione degli immobili a uso turistico.

Il vescovo: “Anche dalla piccolezza possono nascere grandi cose”

A chiudere la conferenza stampa è stato il vescovo monsignor Mario Vaccari, che ha espresso soddisfazione per il percorso intrapreso.

“Siamo allineati alle indicazioni che papa Francesco aveva illustrato rispetto ad iniziare processi virtuosi, in riferimento ai contenuti dell’enciclica ‘Laudato Sì’”, ha detto il vescovo.

Vaccari ha sottolineato la volontà di raccontare “la bellezza del nostro territorio”, da considerare con gratitudine e rispetto e non soltanto come una risorsa da sfruttare.

Un riferimento particolare è andato alle comunità energetiche e alla necessità di individuare nuove strade per la produzione di energia pulita, anche alla luce del contesto internazionale legato agli idrocarburi.

“Anche se possiamo fare una piccola parte – ha concluso – il Vangelo ci insegna che anche dalla piccolezza possono nascere grandi cose”, richiamando le parabole di Gesù sul lievito nella pasta e sul sale della terra.

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