VIAREGGIO – “Allo Jenco, al momento, è buio in sala”. È l’immagine scelta da Fare Viareggio per criticare la gestione del Teatro Jenco dopo l’affidamento della struttura al Teatrino dei Fondi per le prossime tre stagioni, dal primo ottobre 2026 al 30 settembre 2029.
L’opposizione precisa di non contestare l’esito della gara, che ha individuato il nuovo gestore, ma pone l’attenzione sulle prospettive culturali del teatro e sul ruolo che potrà continuare ad avere per la città.
Il Comune ha previsto per la gestione un contributo di 100 mila euro all’anno e, secondo Fare Viareggio, proprio l’entità delle risorse pubbliche rende necessario capire quale sarà il ritorno per il territorio.
“Quale sarà il ritorno culturale per Viareggio? Quale spazio avranno le associazioni cittadine? Quali opportunità avranno gli artisti del territorio, i giovani, le compagnie locali?”, sono le domande poste dal gruppo di opposizione.
Fare Viareggio ricorda quindi l’idea con cui lo Jenco era stato riaperto: un teatro non soltanto destinato agli spettacoli, ma anche uno spazio a disposizione delle associazioni culturali e della creatività cittadina.
Da qui la preoccupazione che, secondo l’opposizione, la struttura possa trasformarsi prevalentemente nel contenitore di una stagione teatrale, perdendo parte della funzione originaria immaginata per il teatro.
Nel mirino c’è più in generale la politica culturale dell’amministrazione comunale. Fare Viareggio richiama la situazione degli altri principali teatri cittadini, sottolineando che Eden e Politeama sono chiusi, mentre lo Jenco è stato affidato a un nuovo gestore.
Il gruppo cita inoltre l’assunzione di una nuova figura professionale destinata ad affiancare l’assessorato alla Cultura, con un compenso indicato in circa 35 mila euro, e collega anche questa scelta alla necessità di garantire una strategia complessiva per la cultura cittadina.
“I teatri di una città non hanno bisogno soltanto di gestori. Hanno bisogno di una politica culturale”, sostiene Fare Viareggio, chiedendo che lo Jenco continui a essere un luogo aperto alla città e alle realtà culturali del territorio.
Una posizione che si chiude con un’immagine volutamente provocatoria: l’invito a vigilare affinché, secondo l’opposizione, l’amministrazione non finisca per affidare alle sole risorse economiche il compito di mantenere vivo il rapporto tra la città e i suoi spazi culturali.
“Sipario”, conclude Fare Viareggio.