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Una panchina come casa, la (non)vita di chi “abita” in Pineta a Viareggio

Una panchina trasformata in un letto, una bicicletta utilizzata per sistemare gli effetti personali, ombrelli e coperte per cercare di ripararsi dalla pioggia. È la fotografia scattata nella pineta di Viareggio e pubblicata sui social da Sandra Mei, ex assessore comunale.

Un’immagine difficile da ignorare, soprattutto in una città che si prepara ad affrontare l’autunno e le sue giornate di pioggia.

Mei accompagna la fotografia con una riflessione che sposta l’attenzione dal semplice tema del decoro urbano alla condizione della persona che si trova a dormire all’aperto: «Una panchina trasformata in casa. Una bicicletta diventata armadio. Ombrelli e coperte per proteggersi dalla pioggia».

E ancora: “È una di quelle immagini che una città non dovrebbe abituarsi a vedere“.

Il problema, osserva l’ex assessore, non può essere ricondotto soltanto a sicurezza, pulizia e decoro. «Prima ancora dobbiamo parlare di persone», scrive Mei. Perché dietro quella fotografia c’è qualcuno che, quella notte, «non ha avuto una casa dove tornare»“

Una scena che riporta dunque al centro dell’attenzione il problema delle persone senza dimora e delle situazioni di marginalità presenti anche sul territorio viareggino. Una realtà che rischia di diventare invisibile proprio quando la città finisce per farci l’abitudine.

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