VECCHIANO – Una vicenda che sembrava già abbastanza dolorosa si arricchisce ora di un nuovo capitolo, fatto di telefonate anonime nel cuore della notte, risate dall’altra parte della cornetta e parole che, secondo quanto racconta la diretta interessata, avrebbero un contenuto preciso e inquietante.
È quella vissuta da Barbara Lunardini, che da mesi cerca di ritrovare i suoi due cani, scomparsi in circostanze sulle quali sono ancora in corso gli accertamenti. Una storia che Barbara non ha mai smesso di raccontare e per la quale ha continuato a chiedere aiuto, nella speranza di poter riabbracciare almeno uno dei suoi animali.
Adesso, però, a rendere ancora più pesante la situazione sono arrivate le telefonate anonime.
Barbara racconta di essere stata raggiunta ripetutamente, durante la notte, da chiamate provenienti da numeri che non le consentirebbero di identificare chi si trova dall’altra parte. Non si tratterebbe, secondo il suo racconto, di telefonate casuali o di semplici scherzi: chi chiama riderebbe al telefono e pronuncerebbe frasi riferite proprio ai suoi cani.
Una delle frasi che Barbara sostiene di essersi sentita ripetere è particolarmente dura: “Suhan non lo rivedrai mai più”.
Parole che, inevitabilmente, riaprono una ferita che per Barbara non si è mai chiusa.
La scomparsa dei due cani aveva già rappresentato un colpo durissimo. Da allora la donna ha continuato a cercare risposte, raccogliendo informazioni, raccontando pubblicamente quanto accaduto e rivolgendosi alle autorità. Una ricerca che, con il passare del tempo, non si è trasformata in rassegnazione.
Al contrario.
Barbara ha continuato a chiedere che venga fatta chiarezza sulla sorte dei suoi animali e sulle circostanze della loro scomparsa. E proprio quando una persona che vive una situazione del genere avrebbe bisogno soprattutto di risposte e tranquillità, sono arrivate queste nuove telefonate.
“La notte vengo continuamente tormentata da chiamate anonime e minatorie”, ha raccontato Barbara, spiegando di vivere con crescente preoccupazione questa situazione.
Il particolare delle telefonate notturne rende ancora più pesante il clima che la donna dice di essere costretta a sopportare. Non sarebbe una singola chiamata isolata, ma una serie di contatti che, secondo quanto riferito, si ripeterebbero nel corso della notte.
E c’è anche un altro elemento che Barbara considera significativo: dall’altra parte della telefonata, prima delle frasi sui suoi cani, ci sarebbero risate.
Poi il riferimento diretto a Suhan.
“Mi dicono che non lo rivedrò mai più”, racconta.
Una frase che, per chi da mesi attende notizie del proprio animale, assume un peso ancora maggiore.
Barbara ha già portato la vicenda all’attenzione delle autorità attraverso una denuncia. Saranno dunque gli accertamenti a dover stabilire la provenienza delle chiamate, l’identità di chi le effettua e soprattutto se esista un collegamento concreto con la scomparsa dei cani.
È importante, proprio per questo, distinguere ciò che Barbara racconta da ciò che potrà essere accertato dalle indagini. Le telefonate e le frasi pronunciate sono elementi che la donna ha riferito e denunciato; spetterà agli investigatori verificare ogni circostanza e ricostruire con precisione quanto sta accadendo.
Resta però una domanda che pesa su tutta questa storia: perché qualcuno dovrebbe chiamare una donna nel cuore della notte per parlare proprio del cane che sta cercando da mesi?
È la domanda alla quale Barbara chiede una risposta.
La vicenda dei due animali, infatti, non è nuova. Da tempo la donna racconta pubblicamente la loro scomparsa e il dolore provocato dall’impossibilità di sapere dove si trovino e che cosa sia realmente accaduto.
Adesso, con le telefonate anonime, la situazione sembra avere assunto un’altra dimensione.
Non c’è soltanto la disperazione di chi aspetta di ritrovare i propri animali. C’è anche la paura provocata da contatti che, secondo il racconto della donna, arrivano quando è buio, quando la maggior parte delle persone dorme e quando una telefonata improvvisa può diventare ancora più angosciante.
Barbara non chiede soltanto di ritrovare i suoi cani. Chiede che venga fatta luce anche su queste telefonate e che venga accertato chi si nasconda dietro quelle chiamate.
Nel frattempo continua a vivere con l’incertezza sulla sorte di Suhan e dell’altro cane e con il peso di quelle parole che, notte dopo notte, sostiene di essere costretta ad ascoltare.
“Suhan non lo rivedrai mai più”.
È questa la frase che, oggi, Barbara dice di non riuscire a togliersi dalla testa.
E mentre la denuncia è già stata presentata, l’auspicio è che gli accertamenti possano permettere di ricostruire rapidamente l’origine delle telefonate e di chiarire se esista un legame con la vicenda dei due cani.
Per Barbara, dopo mesi di attesa, la speranza resta sempre la stessa: avere finalmente una risposta e, soprattutto, sapere che fine hanno fatto i suoi animali.